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Curriculum Del Lettore di Alessandro Pagani: i libri che hanno formato l’autore di Io mi libro

2 maggio 2018
Curriculum Del Lettore di Alessandro Pagani: i libri che hanno formato l'autore di Io mi libro

Il Curriculum Del Lettore di Alessandro Pagani contiene i libri e le letture che hanno formato, nel tempo, uno scrittore, un musicista, un appassionato di letteratura e un raccoglitore di frasi scherzose, giochi di parole e freddure.

Qualche volta capita che riceva mail con, inserito in oggetto, una proposta di lettura da recensire in questo blog. Questa è una di quelle volte.

Il consiglio di lettura dell’autore, edito 96, Rue De La Fontaine, si intitola Io mi libro e grazie ad esso mi sono trovata per le mani un tesoretto di giochi linguistici e lessicali da sfogliare quando l’umore non è dei migliori e per librarsi un po’ tra pagine messe insieme per invitare il lettore a non perdere di vista il senso dell’umorismo.

Piacevolissimo il racconto onirico, posto a chiusura della spiritosa miscellanea di Alessandro Pagani. Mi ha ricordato un altro libro, di quelli che ha segnato intere generazioni e di cui vorrei parlartene presto e che compare anche nel Curriculum Del Lettore dell’autore di Io mi libro.

Vieni a indovinare qual è? 🙂

Curriculum Del Lettore di Alessandro Pagani: librarsi tra le letture dell’autore di Io mi libro

Trovo un po’ di difficoltà a scrivere un Curriculum Del Lettore. Prima di tutto perché tendo poco a schematizzare e poi perché non ho mai pensato fino in fondo a quanto un libro potesse – seppure in parte – raffigurarmi, divenire qualcosa in cui identificarsi o rappresentare un luogo dove rifugiarsi.

Senza la presunzione di sembrare troppo snob o retorico, la prima lettura che preferisco è quella interiore, letta su pagine (la nostra anima) che la vita (lo scrittore) realizza ogni giorno: niente di più veritiero e tangibile. Sta a noi cercare di decifrarne i significati e capirne gli aspetti ma un outing letterario rivela sempre sorprese.

Così come una lettura può rappresentare tutto ed il suo contrario così, all’improvviso, spunta fuori l’altra parte del mio essere, quella più immateriale, platonica e subconscia, che adora incondizionatamente e senza compromessi il sogno. Ecco, il mio libro più ricercato, quello affascinante ed eterno che unisce alla lettura la fantasia attraverso il viaggio dell’intelletto che ogni volta richiama alla mente suggestioni seducenti, analisi introspettive, trasformazioni culturali, miglioramento del linguaggio, crescita evolutiva e maggiore consapevolezza del tutto, fino ad ogni ritorno corporeo, che risulterà sempre doloroso.

Al di là del messaggio figurativo che una lettura possa o no evocare, il libro rappresenta spesso la prima decisione, forse una seconda vita, di sicuro una nuova opportunità.

P.S. Spero di non offendere nessuno se come prime letture ho inserito i fumetti e come ultime niente di moderno, sono andato a braccio e questo è il mio Curriculum Del Lettore. 🙂

INFANZIA

  • Topolino

Come può non essere questo topo/eroe un simbolo primordiale di identificazione, seppure inconscia? Nell’epoca esclusiva del cartaceo, le mie prime immagini fantastiche riportano alla mente le gesta di quei paperi che sembravano saper risolvere tutto, quando tutto sembrava compromesso. Un primo assaggio di felicità, le prime indefinite cognizioni tra il bene e il male.

Una bugia che diventa libro, un libro che diventa favola. Anche qui contava molto l’impersonificazione nei confronti di quel bambino ribelle che combatteva da solo contro il mondo intero. Ed io mi sentivo ogni volta parte della sua realtà, seppure (compreso poi nel tempo) immaginaria.

  • Diabolik

Ho iniziato a leggere Diabolik fin da piccolo, trovato chissà dove chissà come, diventato nel tempo spasmodica ricerca al nuovo numero per l’incanto delle vicende raccontate che mi avevano totalmente conquistato. Insieme a quell’emblema di mistero e di bellezza corrispondente ad Eva (contribuì non poco a far nascere i miei primi turbamenti) l’eroe mascherato (che ancor più piccolo d’età confondevo con Zorro) riusciva continuamente ed ‘inspiegabilmente’ a prendersi gioco della legge. Un passaggio per comprendere meglio le dinamiche legate alla definizione dei ruoli e la mia prima indecisione se stare dalla parte del ‘cattivo’ o no.

  • Selezione del Reader’s Digest

Questa raccolta rappresentava il mondo che si dispiegava ai miei occhi e alla mia mente. Il respiro profondo verso territori sconosciuti, un volo verso qualcosa che non sapevo interpretare bene ma che tutte le volte mi portava via, lontano da dove mi trovavo in quell’istante.

ADOLESCENZA

  • Zanna Bianca

A parte la sensazione di gelo provata ogni volta che lo sfogliavo (sdrammatizzo, perché in realtà qui si tratta di uno dei primi drammi affrontati che io ricordi), questo romanzo inaugurò i miei cenni di commozione, una maggiore consapevolezza verso la parola ‘amicizia’, e soprattutto il primo segnale d’amore verso gli animali e la natura, che contraddistinguerà nel tempo una delle mie necessità più grandi.

  • Ventimila leghe sotto i mari

Considero Verne un genio assoluto ed un visionario dell’epoca….chissà se pensavo questo quarant’anni fa. Allora quel libro era un mondo colorato. Il colore azzurro si faceva immenso, in una storia fatta di personaggi strani che si calavano nelle tenebre del mare, il respiro, a volte, mancava… Da piccoli ci si addentrava più sulla lettura che sull’approfondimento della natura di chi, tali emozioni, le aveva generate: senza quei prodigi, quelle suggestioni non sarebbero state possibili; senza Jules Verne, chissà come sarebbe stata la fantascienza.

  • Il piccolo principe

Un must che non ha mai perso il suo fascino semplice nel tempo, che a distanza di così tanto tempo è ancora una lettura indispensabile per adolescenti e non solo del quale ricordo con affetto la frase:

“tutti i grandi sono stati piccoli”

e che mi fece pensare a chi e a come sarei diventato da grande.

Altro capolavoro onirico, il primo ricordo ‘psichedelico’ che mi condusse alla fase hippie che da lì a poco avrebbe rapito il mio interesse. Un libro spaziale e cosmico, un esclusivo caleidoscopio di colori, sorrisi e magie che mi fa tornare alla mente un altro libro che ricordo con piacere, Peter Pan nei giardini di Kensington.

GIOVINEZZA

  • Dieci piccoli indiani

Da quella lettura in poi ho compreso meglio il significato della parola suspence e credo d’aver cercato con più meticolosità dentro la psiche d’ogni protagonista (il che potrebbe indurre a pensare che abbia fatto altrettanto con i personaggi principali della mia vita dell’epoca, ma chi può mai dirlo). Sembra che sia il libro giallo più letto della storia, e di sicuro lo è, visto che a distanza di così tanti anni ricordo i nomi di almeno la metà dei protagonisti, e la sorprendente scena finale.

  • Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino

Una specie di rivoluzione per molti, la consapevolezza di ciò che stava succedendo intorno a me a quel tempo, ovvero la distruzione di molte vite vicine a causa dell’uso di droghe. Niente di più e niente di meno, se non un ricordo legato al dispiacere del momento, e lo specchio di una generazione che nell’abuso e nella dipendenza cercava (e purtroppo cerca ancora) una soluzione al suo malessere.

  • La pelle

Oltre al ricordo di un’immagine di Napoli diversa, di questo romanzo neorealista (per me all’epoca surreale) ricordo l’asprezza, la violenza delle immagini, il conflitto tra l’ingenuità e la corruzione, e tutte quelle circostanze visionarie raccontate dalla complessa figura dell’autore, sempre in bilico tra oscenità, provocazione e realismo, che agitò il mio sonno per alcune notti.

  • I fiori del male

Il primo vero approccio alla poesia, questa raccolta rappresenta il distacco ufficiale della mia adolescenza ‘spensierata’ ad una maggiore cognizione della realtà. Per l’ampiezza dei temi trattati che passano da un sentimento al loro opposto e che coinvolgono aspetti reconditi mai trattati prima, ritengo questo libro uno dei più interessanti richiami ad un’analisi profonda dei sentimenti umani, che devono comprendere anche ciò che non conosciamo, o che facciamo finta di non conoscere. Un tributo evocativo, gotico e di stile all’auto-riflessione.

MATURITÀ

  • Il gabbiano Jonathan Livingston

Uno dei libri che ho letto in colpevole ritardo, il cui protagonista è anche citato nel racconto finale di Io mi libro. Un inno semplice e naturale alla libertà, alla forza di volontà, alla non auto-indulgenza e al potere dell’intelletto che mi ha fatto capire quanto sia necessario essere sempre se stessi e quanto il sacrificio sia importante per raggiungere determinati obiettivi. Questo libro potrebbe essere uno di quelli che cambiano la vita di una persona. Certo non la mia.

  • La metamorfosi

Così com’è citato il gabbiano Jonathan, nel breve racconto autobiografico di Io mi libro vi è un riferimento a Kafka, con la differenza che io mi sveglio con un paio d’ali al posto delle braccia. Il libro di Kafka in realtà fu per me una vera e propria rivelazione, prima di tutto perché non credevo la fantasia di un uomo arrivasse a tanto, poi perché mi fece capire che nella miseria e nella piccolezza delle nostre convinzioni spesso ciò che sembra diverso (e sbagliato) in realtà non lo è affatto.

  • Adenoidi

Il mio primo avvicinamento alla lettura umoristica, che fu quasi un’illuminazione: come non aver pensato prima che con l’ironia, la satira ed il sarcasmo, ridendo di se stessi per far ridere gli altri, si può dare un senso logico all’illogico?

  • Anche le formiche nel loro piccolo s’incazzano

…ed allora via a carpire i segreti dei comici e delle loro più pungenti freddure, battute che possono sembrare banali, ma che non lo sono mai. La raccolta in oggetto è una descrizione importante che racchiude il meglio della comicità mondiale sotto forma di frasi, dialoghi ed aforismi, e per me un necessario manuale d’istruzioni e distruzioni. Di luoghi comuni.

  • Esercizi di stile

Un capolavoro assoluto che, con l’aiuto prezioso di Umberto Eco e Stefano Bartezzaghi, rimette in discussione il linguaggio inteso come connessione tra forma e sostanza, diventando spunto importante per la mia scrittura a tratti enigmistica.Ricordando con affetto e gratitudine il grande maestro per quello che ci ha lasciato, ecco le parole di Eco a riguardo:

«Un episodio di vita quotidiana, di sconcertante banalità, e novantanove variazioni sul tema, in cui la storia viene ridetta mettendo alla prova tutte le figure retoriche (dall’epico al drammatico, dal racconto gotico alla lirica giapponese) giocando con sostituzioni lessicali, frantumando la sintassi, permutando l’ordine delle lettere alfabetiche…Un effetto comico travolgente».

P.S. Vorrei ricordare – se posso – anche il capolavoro di Pirandello Il fu Mattia Pascal che, attraverso l’umorismo, ha insegnato ad usare l’ironia per affrontare con comicità gli affanni della vita. Non potevo trovare migliore semantica frasale.

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