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Tòpoi letterari: cosa sono, quanti sono e perché sono importanti?

16 aprile 2018
Tòpoi letterari: cosa sono, quanti sono e perché sono importanti?

Ci sono dei momenti in cui si cade nel blocco dello scrittore e non si sa come fare per superarlo se non fare una passeggiata o, scrivere la cosa più banale. La seconda considerazione, la banalità come base dell’originalità, mi ricorda i tòpoi letterari.

Parola di matrice greca, il tòpos si traduce come luogo comune.

La cosa curiosa è che, quando si scrive, si ha paura di cadere vittima di uno o più luoghi comuni con il rischio di scrivere un racconto, un romanzo, una poesia che andranno a confluire in quella che viene classificata come letteratura spazzatura. Se si supera tale rischio trovando una soluzione diversa dai percorsi già seguiti, allora è molto probabile che l’opera venga considerata un prodotto letterario d’eccellenza, in grado di durare nel tempo.

Qualunque sia il risultato finale, il punto di partenza sarà sempre lo stesso ed è per questo che i tòpoi letterari sono importanti. Sembra un discorso semplice eppure, non riesco a fare a meno di domandarmi cosa sono i tòpoi letterari e quanti sono. Mi aiuti a fare ordine, leggendomi?

Tòpoi letterari: luoghi comuni da cui partire, per raccontare

Mi è sempre piaciuto leggere letteratura, di qualsiasi genere e senza star troppo a pensare a cosa voleva dire un autore. Mi interessava (e mi interessa) la storia e quanto essa riesce a coinvolgere, a lasciare qualcosa dentro, in qualche angolo della mente o in un cassetto del cuore.

Tenendo sott’occhio il vocabolario, i tòpoi letterari, i luoghi comuni della letteratura, sono:

  1. presenti nella retorica, come base da cui partire per argomentare diversi temi, anche diversi fra loro, seguendo un certo tipo di comportamento. Un esempio, Francesco Petrarca era abilissimo nel tòpos della simulazione di modestia o falsa umiltà, sia quando parlava della sua amata Laura sia quando doveva difendersi dalle accuse mossegli dai suoi detrattori.
  2. un elemento stilistico o tematico proprio di un autore il quale, sviluppandolo in modo originale e innovativo, ha dato il via a nuovi filoni e generi narrativi contenuti e veicolati da romanzi o raccolte di racconti (come, ad esempio, il Decameron di Boccaccio).

Tòpos, il luogo comune in letteraturaQuanti sono i tòpoi letterari? Tantissimi ma, ho provato lo stesso a fare una piccola lista per conservare qualcosa da cui partire, per raccontare.

  • la donna angelo, tipica dei poeti stilnovisti che favorirono la nascita dell’amore cortese, del Canzoniere petrarchesco e dell’idealizzazione dantesca dell’amata Beatrice fino ad arrivare alla romanticissima storia d’amore tra Lancillotto e Ginevra
  • la misoginia, completamente opposto al tema della donna angelo, è un tòpos letterario ma, al momento, non mi viene in mente nulla come esempio se non La locandiera di Carlo Goldoni del quale vidi uno sceneggiato teatrale in tv e che mi divertì molto. 🙂
  • l’agnizione è il tòpos che raggiunge il suo apice e la massima intensità nel momento in cui Argo riconosce il suo padrone, Ulisse
  • la catabasi è invece il punto di partenza della storia di Orfeo e Euridice, la discesa agli Inferi per riconquistare la sua amata. Ah, se Orfeo non si fosse voltato!
  • il tempo collocato in un luogo passato, dove tutto era innocente, puro e idilliaco e a cui l’essere umano vorrebbe tornare, che sia in forma di Campi Elisi, Paradiso o in ricerca di eterna giovinezza per scampare a un altro luogo comune, la paura del declino fisico e spirituale e la morte
  • Isole Fortunate sarebbe il tòpos perfetto dell’ultimo libro recensito su questo blog anche perché, la Fortuna è un sinonimo di destino. È proprio vero che il caso non esiste.
  • il mondo alla rovescia, per rimanere nella letteratura contemporanea, mi fa pensare ai romanzi di Margaret Atwood come la trilogia dell’Adamo Pazzo o Il racconto dell’ancella. Curiosando un pochino di più su Wikipedia, l’utopia e la distopia sono considerati tòpoi letterari
  • il percorso di ricerca, in francese la quête
  • Spleen è un tòpos letterario che rimanda alla melanconia, uno stato d’animo difficile da definire e che mi piacerebbe approfondire leggendo uno degli autori studiati durante il corso di Matearium e che andava per la maggiore tra romantici e decadentisti

Partendo dai tòpoi letterari, da luoghi comuni, cari e ben noti agli scrittori e conosciuti anche dai lettori ai quali si rivolge, si possono creare nuovi mondi e descrivere un tema e le sue sfumature di significato. Mondi che cominciano ad esistere nel momento in cui le storie così strutturate vengono lette e assimilate, anche grazie attraverso stile e linguaggio.

Alcune opere letterarie diventano di casa nell’interiorità del lettore o di un’intera collettività al punto da essere tramandate alle generazioni successive.

Altri libri, senza pretendere la gloria eterna (altro tòpos) permettono al lettore un momento di piacevole svago e mero intrattenimento, importante per trovare un luogo in cui sostare e avere cinque minuti di pace dalla costante esposizione agli stimoli provenienti dall’ambiente fisico o da quello digitale.

I prodotti letterari, rappresentati dal libro, a seconda di come vengono sviluppati, possono accedere all’Olimpo della Letteratura o essere destinati ad ammuffire in cantine e soffitte. In entrambi i casi però sono tutti, a loro modo, straordinarie perché fanno parte della sfera della creatività.

Un classico, romanzo rosa o un libro di saggistica può contenere dei semi da coltivare, se trova terreno fertile su cui crescere e i tòpoi letterari adatti per accingersi all’arte della narrazione.

È forse un paradosso ma, a quanto pare, ciò che in letteratura nasce per scontato non è detto che morirà mediocre. Lo pensi anche tu?

A proposito, se tra i tòpoi letterari ce n’è uno che ti è particolarmente caro e che non ho inserito in questo post, me lo suggerisci nei commenti?

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