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L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello: i racconti clinici di Oliver Sacks

6 aprile 2018
L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello: i racconti clinici di Oliver Sacks

L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello di Oliver Sacks è una raccolta di racconti clinici che ha attratto la mia curiosità perché, se è vero che sono i libri a scegliere i lettori, questo si è proposto in tre modi e momenti diversi.

L’ultimo è stato quando mi sono trovata in un caffè letterario, di fronte al tavolo dove ero seduta si disponeva una parete carica di libri. Tra la serie di dorsi colorati, L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello di Oliver Sacks era tra i pochi stesi a pancia in su. La copertina sembrava chiedermi:

“Allora, mi leggi o no?”

Ho colto il suggerimento di lettura e oggi ne parlo un po’ con te.

L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello: storie e indizi, alla scoperta del libro di Oliver Sacks

Leggere L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello di Oliver Sacks è stato un affascinante viaggio nel mondo della psicologia e della neurologia narrata con uno stile scorrevole e preciso, a metà tra il linguaggio letterario e quello scientifico.

In tutto, il libro raccoglie le storie di 24 pazienti visitati e curati da Sacks nel corso della sua professione di medico, scrittore e docente di neurologia.

Spesso salto le prefazioni ma in questo caso sono andata per ordine cercando di seguire il metodo e gli intenti dell’autore che si possono condensare in questo passaggio:

“È solo raccogliendo storie di persone con sindromi simili, confrontandole e contrapponendole che è possibile comprendere in modo più completo i meccanismi che vi sono implicati e le ripercussioni sulla vita di ogni singolo individuo”.

Diviso in quattro sezioni, L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello parla di:

  1. Perdite
  2. Eccessi
  3. Trasporti
  4. Il mondo dei semplici

Ad apertura, il racconto che dà il titolo al lavoro di Oliver Sacks mostra al lettore come il dottor P. abbia continuato ad insegnare musica fino a quando ha potuto pur non riuscendo a riconoscere i volti umani o le forme e le funzioni di oggetti di uso comune. Ciò ha condotto l’autore a fare una serie di considerazioni che vanno oltre la visione meccanica dell’essere umano:

“I processi mentali, che costituiscono il nostro essere e la nostra vita, non sono soltanto astratti e meccanici, sono anche personali; e in quanto tali implicano non solo la classificazione e l’ordinamento in categorie, ma anche una continua attività di giudizio e di sentimento. […] se cancelliamo il giudizio e il sentimento riduciamo il nostro apprendimento del concreto e del reale”.

La storia del dottor P. è il caso base da cui partono e si dipanano le storie seguenti. Narrazioni uniche e singolari trattate con un’umanità tale da permettere al lettore di acquisire una diversa prospettiva e visione del concetto di malattia:

“[…] una malattia non è semplicemente una perdita o un eccesso. C’è sempre una reazione volta a ristabilire, a sostituire, a compensare e a conservare la propria identità”.

L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello dimostra che è possibile coniugare letteratura e scienza come avviene all’interno di eventi e manifestazioni culturali come il Premio Letterario Merck.

Oliver Sacks tocca temi che hanno a che fare con la memoria, il linguaggio e la percezione. Ogni storia è una ricerca di senso e di ricostruzione, di approfondimento e di espressione dell’identità di ogni singolo paziente con il quale il medico e l’uomo dietro il suo ruolo professionale è entrato in relazione.

“Si deve incominciare a perdere la memoria, anche solo brandelli di ricordi, per capire che in essa consiste la nostra vita. Senza memoria la vita non è vita… La nostra memoria è la nostra coerenza, la nostra ragione, il nostro sentimento, persino il nostro agire. Senza di essa non siamo nulla… (Non mi resta che applicare l’amnesia finale, quella che può cancellare una vita intera, come fu per mia madre…). Luis Bunuel”

Su questa citazione, Oliver Sacks presenta II marinaio perduto, seconda narrazione de L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello. Si tratta dell’unica citazione presente in tutto il libro e alla quale l’autore rimanda spesso per spiegare nel modo più chiaro e trasparente possibile altri temi connessi e collegati.

Dall’astrazione (L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello) attraverso vari e molteplici linguaggi e di come essi vengono recepiti e decodificati (Il discorso del Presidente) al concreto (L’artista autistico) il libro è strutturato come una guida lungo i vari e i possibili processi di apprendimento e/o di comunicazione.

Come lo scienziato menzionato in Quello che non uccide di Lagercrantz, il lettore è portato ad approfondire le modalità con cui Oliver Sacks ha instaurato un dialogo con individui messi da parte ma non per questo meno reali andando oltre la superficie individuandone gli aspetti umani, che definiscono il concetto di identità e osservandone, a mente aperta, come queste stesse persone hanno cercato di colmare le perdite o di limitare gli eccessi della malattia facendo affidamento sugli strumenti percettivi rimasti e non accanendosi per recuperare quelli compromessi.

L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello di Oliver Sacks

L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello di Oliver Sacks: conclusioni e considerazioni personali

In conclusione, la lettura de L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello di Oliver Sacks è stata affascinante non tanto per i casi illustrati quanto per come l’autore stesso li ha narrati. Per l’approccio che ha adottato nel ricercare la comprensione dell’umano e di come l’essere trova modo di esprimersi anche se determinati meccanismi, fisici o psicologici, sono compromessi o inceppati.

Un approccio che invece di focalizzarsi sul come aggiustare il paziente per renderlo accettabile, secondo l’idea comune di normalità, cerca di mantenersi aperto a ipotesi e possibilità finalizzate a far emergere, se non tutta almeno in parte, l’anima intrappolata nel corpo dichiarato scientificamente difettoso.

L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello affascina per come Oliver Sacks ha affrontato e svolto il suo lavoro di medico coltivando l’ascolto e l’osservazione del paziente mantenendosi in equilibrio tra soggettività e oggettività.

Lo stile con cui narra le storie cliniche raccolte risulta scorrevole perché c’è delicatezza nel suo modo di divulgare la sua esperienza e nella capacità di instaurare delle relazioni basate su fiducia e empatia che facciano attenzione ai particolari e a tutti i possibili indizi che possano fornire una chiave di lettura più ampia di quella schematizzata, a volte frettolosamente, su una cartella clinica.

Queste sono le considerazioni e le impressioni personali che ho tratto leggendo L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello di Oliver Sacks?
E le tue, quali sono?
Ti va di raccontarle nei commenti?

Autore: Oliver Sacks
Titolo: L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello
Titolo originale: The Man Who Mistook His Wife For a Hat
Traduzione: Clara Morena
Casa Editrice: Gli Adelphi
Pagine: 301
Anno di pubblicazione: Ristampa 2016
Prezzo di copertina: € 11

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