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Tempo di Libri 2018: un pomeriggio a Milano, per la fiera dell’editoria

12 marzo 2018
Tempo di Libri 2018: un pomeriggio a Milano, per la fiera dell'editoria

Seguire il cuore e la passione e dedicarsi solo ed esclusivamente a Tempo di Libri o mantenere il controllo e rimanere sulla pista dell’Inbound Strategies?

Come al solito mi sono trovata a un bivio e, come al solito, mi sono organizzata per cogliere quanto più potevo di quello che Milano offre nei settori più disparati.

Ora è il momento di disfare le valigie e di mettere in ordine la serie di esperienze che mi sono portata a casa dopo quattro giorni trascorsi da una parte all’altra della città meneghina.

Cominciamo con Tempo di Libri?

Tempo di Libri: alla ricerca dello stand della NN Editore e consigli di lettura

Per un lettore appassionato è sempre Tempo di Libri e per un lettore motivato, perennemente affamato di storie e di conoscenza, fare almeno una passeggiata tra gli stand della fiera dell’editoria di Milano è un’occasione da non perdere.

Fatta questa premessa, appena sono salita sul treno ho consultato il programma di Tempo di Libri e scelto alcuni degli incontri che non volevo perdermi. Immagina il mio disappunto quando sono scesa dal treno con 45 minuti di ritardo e con la consapevolezza che mi rimaneva solo un pomeriggio d’esplorazione. Scritto ciò, non mi sono arresa e ci sono andata lo stesso.

A prima impressione, vedere dall’alto uno spazio immenso fitto fitto di stand carichi di libri e luci e colori mi ha fatto venire le lacrime agli occhi dalla gioia. Scoprire che la Fiera era ancora più grande di quanto appariva a un superficiale colpo d’occhio mi ha fatto desiderare di trasferirmi lì fino alla fine della manifestazione.

Ripreso il controllo delle mie facoltà (più o meno) ho cercato di seguire un percorso e mi sono prefissata un unico obiettivo, andare a salutare Luca Pantarotto, Social Media Manager della NN Editore e consorte di Elisa Ponassi, la Lettrice Rampante.

Fai un giro, fanne un altro, fai una giravolta, fallo un’altra volta. Scruta tutti gli stand, riavvia la memoria, collega la casa editrice ai libri pubblicati e letti, ripeti la procedura per tre volte di fila e poi,usa i social, in cerca delle coordinate spaziali per individuare lo stand della NN Editore.

Eureka! Finalmente trovo e incontro Luca Pantarotto e il dialogo virtuale diventa reale. Pochi minuti di conversazione sono bastati per sentirmi a mio agio fino al punto da ammettere che fino a quel momento non avevo letto mai nulla edito NN Editore e per chiedere a Luca di consigliarmi con quale libro cominciare.

Il primo consiglio di lettura cade dunque su A misura d’uomo di Roberto Camurri e ha un risvolto divertente.

Il titolo della raccolta di racconti proposti non sembra proprio in linea con il giorno della Festa delle Donne ma, con prontezza di spirito, Luca ne coglie il lato umoristico e risolve con un secondo consiglio di lettura, più femminile, Le cose che restano di Jenny Offill.

Acquistati entrambi, lasciando anche un pensierino su Le nostre anime di notte di Kent Haruf e la promessa di un grazie, editore, tornerò. 😉

Tempo di Libri: una passeggiata tra gli stand della fiera dell’editoria di Milano

Salutato Luca Pantarotto, continuo la mia passeggiata a Tempo di Libri leggendo citazioni e consultando i programmi della giornata. A quale incontro andare? Sono tutti così interessanti.

Rimango in contemplazione della mostra dedicata alla tipografia e alle tecniche di stampa da Gutenberg a Zuckenberg e mi trovo a chiacchierare di sgorbie, calcografia e di storia del libro e della stampa.

Scopro Gli inutili, che volendo sarebbero anche utili, ma che so già che non userò mai perché sono troppo belli ed è un peccato sciupare qualcosa il cui valore non risiede nell’utilizzo ma nell’artigianalità della realizzazione e nell’avere un ricordo simbolico di come determinati strumenti hanno cambiato e cambiano le modalità e le abilità del fare, come ha spiegato anche Nicholas Carr in Internet ci rende stupidi?

Salgo al padiglione dedicato agli incontri ma non so quale porta varcare e così, mi guardo in giro indecisa sul da leggersi. Torno indietro e vedo arrivare Chiara Beretta Mazzotta di BookBlister dalla direzione opposta. Da qualche mese la seguo su Facebook e Instagram e mi piace molto come tratta gli argomenti riguardanti il mondo dell’editoria e di come promuove la lettura sui social.

Tante volte, dopo aver visto un suo video, mi sono trovata a pormi una serie di domande e di dubbi che, se a prima vista paiono ovvie e banali, non sono poi così scontate. Domande che bisogna porsi quando si vuole comprendere cosa vuol dire leggere per lavoro. Visto che mi perdo l’opportunità di formazione offerta nel percorso strutturato in Di lavoro, leggo, intercettare Chiara Beretta Mazzotta e dirle semplicemente grazie per quello che fa, mi sembrava doveroso. Ci ho guadagnato un sorriso e un abbraccio.

Sono quasi soddisfatta del pomeriggio e si fa strada l’idea di rientrare in albergo ma poi vedo che al Digital Cafè ci sarà un incontro sulla questione del genere femminile nelle professioni tenuto da Vera Gheno, gestrice dell’account Twitter dell’Accademia della Crusca e, visto che il tema potrebbe interessare a Emma Fenu di Cultura al Femminile, mi siedo e prendo appunti.

I 40 minuti disponibili per l’incontro volano e, un pochino mi dispiace che sia concluso. Mi rendo conto anche che, forse, sarebbe stato strano e inusuale chiedere il bis di argomenti di linguistica perché dalla voce dell’autrice si percepivano, in un discorso chiaro e lineare, le piacevoli sonorità del toscano.

Infine, mi viene in mente che a Tempo di Libri c’è anche Loredana Lipperini e mi piacerebbe andare a salutarla.

Scendo e mi dirigo verso lo Spazio Rai. Sta lavorando e così la osservo un poco da lontano e scopro due poetesse da leggere, Patrizia Cavalli e Mariangela Gualtiero. Quest’ultima, m’incanta. Se Patrizia Cavalli declama i suoi versi attingendo dal suo libro, Mariangela Gualtiero sfoglia un libretto dalla copertina scura legato in vita da un cordino, sceglie la poesia e la declama a memoria. Volendo, potrebbe lasciare la presa e il quaderno non cadrebbe a terra perché assicurato alla sua persona.

I presentatori spiegano quanto sta avvenendo e lo descrivono come un gesto teatrale molto suggestivo e mentre Mariangela condivide i suoi versi, diventa naturale immaginarla in campagna o per le strade della città mentre osserva attenta la realtà che la circonda e che riporta prontamente sul suo libretto appeso a un filo, sintetizzando una sensazione da tradurre in poesia.

Ancora una volta il tempo vola ma non posso più procrastinare la fine della mia passeggiata a Tempo di Libri. Il giorno dopo sarò a seguire l’Inbound Strategies (te ne parlerò lunedì prossimo) e la testa mi invita a concentrarmi sul primo motivo che mi ha convinta a tornare a Milano.

Esco ma il cuore è ancora là, a Tempo di Libri.
Grazie, per il bellissimo pomeriggio trascorso insieme. 🙂

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