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Storie di cronopios e di famas di Julio Cortázar: secondo libro al buio

2 marzo 2018
Store di cronopios e di famas di Julio Cortazar: leggere un secondo libro al buio

Storie di cronopios e di famas di Julio Cortázar è il secondo libro al buio acquistato presso una libreria Feltrinelli.

A guidarmi, nella scelta, è stata la descrizione che presenta la lettura della settimana come una favola con morale, visionaria e dadaista. Nella presentazione di Monica, la libraria che l’ha letto e lo propone, il libro al buio spiega che:

“In un paese della Scozia vengono venduti libri con una pagina bianca, sperduta in un punto qualsiasi del volume. Se un lettore s’imbatte in quella pagina, allo scoccare delle tre del pomeriggio, muore.”

Ammetto che questa simpatica profezia mi ha istintivamente preoccupato e, per diverse settimane, ho lasciato le Storie di cronopios e di famas impacchettato.

Alla fine (e assicurandomi che non fossero le tre del pomeriggio) l’ho aperto e, cominciando a leggerlo, ho fatto un po’ di conoscenza con Julio Cortázar.

Vieni a scoprire com’è andata?

Storie di cronopios e di famas: dalla nota di Calvino ai racconti di Cortázar

Nella nota introduttiva, Italo Calvino presenta Storie di cronopios e di famas così:

“ Due anime si contendono il porta-anime di Julio Cortázar. L’una butta fuori immagini a getto continuo mosse dal vortice dell’arbitrio e dell’improbabilità, l’altra innalza costruzioni geometriche ossessive che si reggono in equilibrio su di un filo.”

Le due anime sono i cronopios e i famas, esseri strani e surreali che Cortázar fa venire alla luce, a beneficio del lettore, in tante piccole storie che non sembrano avere una sequenza logica ma che, come scrive Calvino, si dispongono in equilibrio su di un filo che immagino sottilissimo, al punto da scomparire lungo il percorso narrativo.

Difficile scegliere un racconto tra le Storie di cronopios e di famas. Ognuno di essi è un pezzo unico e inimitabile, curioso per l’eleganza di stile, per l’intensità e per l’ironia nei contenuti. Tuttavia, pur nella difficoltà, alcuni spiccano più degli altri, anche possono essere diversi da lettore a lettore.

Nel mio personale colloquio, se così si può dire, con i racconti di Julio Cortázar:

  • mi sono soffermata sulle Istruzioni per piangere lasciando da parte le motivazioni e ripassando l’etichetta da seguire in caso di tristezza.
  • ho letto a voce alta il Preambolo delle istruzioni per caricare l’orologio più e più volte. Poche righe simboliche sono bastate all’autore per raccontare il tempo e la sua percezione, cogliendone sfumature e implicazioni.
  • ho simpatizzato con l’Io narrante di Lavori d’ufficio, tanto da desiderare di fargli da complice nella sua ricerca di parole vietate, quelle che tanto piacciono ai cantastorie. Leggere questo racconto è stato un modesto contributo per aiutare il protagonista a non farsi scoprire dall’occhio attento e intransigente della sua ineccepibile e fin troppo zelante segretaria.
  • ho seguito le varie metamorfosi di un oggetto di uso quotidiano in Il giornale giornalmente e mi sono sorpresa a leggere e rileggere questa mezza facciata con lo stesso approccio che si ha quando si manda indietro e si riascolta, per un numero infinito di volte, una canzone o la scena clou di un film.
  • non ho trovato una possibile soluzione ai problemi posti in Fine del mondo senza fine ma tante belle e interessanti domande con cui riflettere e giocare, anche se emerge realista l’idea che pur cambiando i contenuti il contesto non cambia. O era il contrario?
  • ho preso una serie di appunti per quanto riguarda Il tema per un arazzo e li ho messi da parte perché sia mai che possano tornare utili in una qualsiasi strategia.
  • non mi ha convinto molto l’assenza indicata in Racconto senza morale e di questo mi sarebbe piaciuto parlarne direttamente con Cortázar, magari seduti uno di fronte all’altra e durante l’orario di aperitivo. Certe cose non si discutono per telefono ma vanno affrontate di persona.

Sbirciando ancora tra le Storie di cronopios e di famas e superando le sezioni Manuale d’istruzioni, Occupazioni insolite e Materiale plastico già menzionati e introdotti da Calvino, s’incontrano i personaggi reali e surreali ai quali Julio Cortázar ha dedicato una raccolta molto istruttiva sugli usi e costumi.

Le storie di Julio Cortázar: cronopios o famas?

Fin dall’incipit della sua nota introduttiva, Calvino parla di queste due anime che si alternano tra le pagine e le storie di Julio Cortázar. Due anime che convivono nell’autore e nel lettore e, con molta probabilità, in ogni essere umano.

Sono i famas e i cronopios passano il tempo a farsi i dispetti a vicenda, i primi organizzando e sperando:

“Le speranze, sedentarie, si lasciano viaggiare dalle cose e dagli uomini e sono come le statue che bisogna fare un viaggio per vederle, perché loro non si disturbano.”

i secondi ribaltando tutto per aria seguendo spensieratamente le sfaccettature della loro natura. I cronopios sono impossibili da definire, se non provando per similitudini e confronti:

“Un cronopio si imbatte in un fiore che se ne stava solo nei prati. Sta per coglierlo brutalmente, ma pensa che è un’inutile crudeltà e si mette in ginocchio accanto a lui e gioca allegramente con il fiore, ecco: gli accarezza i petali, gli soffia sopra perché balli, ronza come un’ape, ne aspira il profumo e infine si corica sotto il fiore e si addormenta immerso in una grande pace. Il fiore pensa: – È come un fiore. – “

E poi, qualche racconto più in là, si chiudono Le storie di cronopios e di famas di Julio Cortázar e il lettore prosegue domandandosi che cosa potrebbero aver pensato altri lettori come lui o lei.

Chissà, forse i lettori artisti hanno preso carta e matita e hanno provato a disegnare un cronopios dando forma alla loro immaginazione mentre i lettori introspettivi cercano di capire in quale misura convivono in loro queste due anime distinte ma connesse.

O forse i lettori in generale osservano di sottecchi quella poltrona con la stella d’argento al centro di cui, da bambini, non avevano alcuna paura e, sotto sotto, sanno che quando giungerà il loro momento di sedersi sarà anche il momento in cui hanno trovato quell’equilibrio a cui aspirano.

Forse, chissà e non si sa ma. Anche se c’è sempre tempo, meglio cercar di non sprecarlo e grazie, Julio Cortázar. Ora che un libro al buio mi ha condotta da te, so dove cercarti.

E tu? Vieni con me?

Autore: Julio Cortázar
Titolo: Storie di cronopios e di famas
Titolo originale: Historias de cronopios y de famas
Casa editrice: Einaudi
Collana: ET Scrittori
Pagine: 150
Anno di pubblicazione: Ristampa, 2014
Prezzo di copertina: € 10,80

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