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Febbraio e Curriculum del Lettore: dai percorsi ai dettagli di lettura

28 febbraio 2018
Febbraio e Curriculum del Lettore: dai percorsi ai dettagli di lettura

Gennaio ha dato il via a una serie di Curriculum Del Lettore i cui incroci e bivi, invece di allontanare, avvicinano le persone le quali, grazie i libri, si concedono un momento di pausa e sostano in mondi che invece di correre veloci davanti a loro si fermano, lasciandosi osservare.

Con i Curriculum Del Lettore di febbraio i percorsi di lettura continuano con i loro panorami narrativi ma, in questo caso, si guarda più da vicino. Alla ricerca di altri, minuziosi e raffinati dettagli.

Vieni a scoprirli?

Febbraio e Curriculum Del Lettore: quando i libri spuntano come i fiori

C’è a chi piace indossare le scarpe da ginnastica perché sono comode, colorate e pratiche per passeggiare su diversi terreni e perché, camminando, si ha il tempo per osservare pensieri scollegati in cerca di collegamento.

A Luigi Maiello, invece, piace indossare le scarpe da ginnastica per correre e far sì che i pensieri stiano arretrati quel tanto che basta per poter staccare con la mente e lasciarle lo spazio necessario per collocare, con ordine, le varie esperienze di lettura che compongono il suo Curriculum Del Lettore. Questo è il primo dettaglio che mi è parso di cogliere rileggendo quanto un Content Manager e uno Storyteller ha raccontato nel primo guest post di febbraio.

Leggere e ospitare il contenuto creato da Luigi Maiello è stato come osservare uno dei quadri di De Chirico che mostrano non solo l’opera finita ma anche la griglia di partenza. Si ha così un Curriculum Del Lettore che guida lo scrittore verso un esempio di narrazione ben costruito e che, allo stesso tempo, fornisce al lettore altri libri per arricchire l’esperienza di lettura.

Il libro della settimana, affiancato al Curriculum Del Lettore di Luigi Maiello è Internet ci rende stupidi? di Nicholas Carr ma, per quanto affascinante e articolato, non è il secondo dettaglio che fa da collegamento diretto al all’ospite accolta e condivisa nel giorno di San Valentino.

Il dettaglio in comune si concentra su uno dei più grandi autori italiani del ‘900, Italo Calvino. Se per Luigi è stato importante Se una notte d’inverno il viaggiatore, nel Curriculum del Lettore di Elisa Ponassi l’intera opera calviniana è stata fondamentale. Non a caso il suo blog si chiama La lettrice rampante.

Ecco che ritorna alla memoria una frase che ha attraversato spesso i banchi di scuola:

“Italo Calvino non fu solo letterato ma, anche e soprattutto, semiologo”.

Che cosa sarà mai, un semiologo? Per farla in modo molto semplice (ma spero non semplicistico) è colui che studia nel dettaglio non solo la parola ma anche i possibili sensi che essa rappresenta e veicola.

Più a fondo si conoscono le parole che si utilizzano e maggiori saranno le possibilità di tramandare il significato e le storie che sono racchiuse in uno specifico linguaggio.

È un andare più in profondità, un vagliare tutte le possibili soluzioni di senso prima di scegliere quella più adeguata e aderente a quanto si vuole non solo comunicare ma, anche, esprimere. Pensando a ciò, mi viene spontaneo immaginare Elisa svolgere il suo lavoro di traduttrice seguendo gli insegnamenti e il metodo di ricerca tratto dai libri di Italo Calvino. Anche se è molto più divertente pensare che la gatta Luna la tenga d’occhio per evitare errori di traduzione da un mondo letterario all’altro e assicurarsi così la sua porzione quotidiana di leccornie feline.

Tutto è possibile di Elizabeth Strout è il libro della settimana affiancato al Curriculum Del Lettore di Elisa Ponassi ma il dettaglio di collegamento con l’ultimo guest post di febbraio si sposta verso linguaggi e letteratura di matrice ispanica.

Giungiamo quindi al Curriculum Del Lettore di Veronica Ramos, 100% italo-spagnola, storica e social media manager che si occupa di Heritage Marketing. Leggere il titolo del Don Chisciotte di Cervantes e Cent’anni di solitudine di Gabriel García Márquez in lingua originale è stato un momento di meraviglia come quando, da bambina, mio nonno mi indicò un giglio tigrato tra le felci e i licheni del sottobosco di un sentiero montano.

Mi disse anche la denominazione latina ma, purtroppo, l’ho dimenticata. Forse perché il nome della pianta ha avuto su di me l’effetto di una farfalla che attira con i suoi colori verso altri luoghi, allontanando la memoria della base latina su cui sono cresciute le sue radici. Veronica Ramos rappresenta un po’ il giglio tigrato dei Curriculum Del Lettore di febbraio al quale ho accostato, simbolicamente, Gli interpreti di Wole Soyinka.

Questi sono i dettagli che ho colto durante i percorsi di lettura di febbraio ma, se hai trovato qualche particolare che mi è sfuggito, me lo indichi? Mi dispiacerebbe perderlo di vista.

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