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Giorno della Memoria: libri da leggere, per ricordare e non dimenticare

26 gennaio 2018
Giorno della Memoria: libri da leggere, per ricordare e non dimenticare

Domani, 27 gennaio, è il Giorno della Memoria.

Secondo i manuali di storia, quelli che si studiano dai banchi di scuola, furono 6 milioni gli ebrei che perirono nei campi di concentramento nazisti dislocati in tutta Europa, durante la Seconda Guerra Mondiale.

A volte mi domando se questa triste e dolorosa ricorrenza non sia stata vittima a sua volta di una memoria selettiva e se così fosse, perché. Se penso ai libri letti riguardo a questo periodo storico, le vittime furono di più. Molte di più. E vanno ricordate.

Il Giorno della Memoria è una ricorrenza per non dimenticare e un monito a esercitare questa memoria ricordando. Per ricordare, non basta la mente, perché il ricordo parte dal cuore dei libri scritti e tramandati da chi ha vissuto ed è sopravvissuto a uno dei periodi più bui dell’umanità. Solo così arrivano alla mente e vengono strappati dall’oblio.

Dal 1939 al 1945 l’umanità ha rischiato di perdere sé stessa. È stata sul punto di dimenticare cosa vuol dire essere umani.

Questa è l’impressione che ne ricavo se penso alle letture che documentano questo lungo e breve periodo di tempo e che fa parte di un passato che non si può e non si deve dimenticare.

I libri da leggere anche oltre il Giorno della Memoria sono tanti e oggi ne ho scelti alcuni. Forse non sono abbastanza ma, per ricordare e non dimenticare, da qualche parte si deve cominciare.

Il Giorno della Memoria: libri da leggere e le tracce dei vuoti lasciati

I diari sono i primi libri da leggere per ricordare nel Giorno della Memoria. Sono molto personali, molto intimi e molto umani.

Nelle pagine di un diario si racchiudono i sogni e le speranze, i segreti, le gioie e i dolori di una vita in svolgimento. In questo senso, il diario di Anna Frank è testimonianza di un essere umano che continua ad esistere nelle pagine dei giorni in cui, nascosta, coltivava la speranza di poter uscire nel futuro. Leggerlo non è invadere lo spazio intimo di una ragazzina ma vedere come quella stessa ragazzina ha cercato di esercitare il suo diritto alla vita e all’esistenza documentando ogni sfumatura delle sue emozioni e dei suoi pensieri. Il diario di Anna Frank è il frammento di una vita che ricorda come la Seconda Guerra Mondiale ha generato milioni di vuoti.

Per ricostruire un’umanità che è stata sull’orlo della distruzione non si possono nascondere le macerie nel vuoto dell’oblio. Ricordare è costruire la memoria, è cercare di colmare questi vuoti e affrontarne sensi di colpa e le responsabilità. Per fare questo, basta un piccolo ritaglio di giornale per convincere Patrick Modiano seguire le tracce di Dora Bruder.

“Ci vuole tempo per riportare alla luce ciò che è stato cancellato. Sussistono tracce in alcuni registri e si ignora dove siano nascosti, quali custodi veglino su di essi e se quei custodi accetteranno di mostrarli”.

Strutturato come un noir, Modiano cerca Dora e la sua famiglia. Sono storie di persone che, stabilitesi a Parigi, hanno cercato un posto in cui vivere. Altre esistenze, altri vuoti e un altro libro da leggere nel e oltre il Giorno della Memoria.

Piccolo piccolo ma non meno intenso è L’amico ritrovato di Fred Uhlman. Qui nel vuoto lasciato si insinua la forma del dubbio di un’amicizia perduta. È la storia di due ragazzi di buona famiglia, una ebrea e l’altra facente parte dell’aristocrazia tedesca. È il racconto dell’amico superstite che scava nel ricordo dell’amico, alla ricerca di un filo conduttore tra la memoria della mente e quella del cuore.

La Storia di Elsa Morante è un romanzo corale ambientato nella Roma della Seconda Guerra Mondiale. Leggerlo è emotivamente devastante per come l’autrice è riuscita a rendere con gli strumenti della narrazione e della finzione una verità storica che si vorrebbe ma non si può dimenticare. Nulla sfugge all’occhio dell’autrice e tutto viene mostrato al lettore, con minuzia di particolari. L’indagine della psicologia, dei sentimenti, dei caratteri e delle personalità (sia di uomini che di animali) è precisa e profonda al punto tale che viene da chiedersi fino a che punto e quanto dolore può sopportare l’essere umano prima di far intervenire la mente, a difendere il cuore con la follia, nel disperato tentativo di cicatrizzare ferite troppo profonde per guarire del tutto.

Tuttavia, dimenticare non è la soluzione. L’unico modo per stare nel vuoto è raccontare ciò che è accaduto, ricordare chi non fece ritorno a casa e Divenne neve. In questo senso, Il sergente nella neve di Mario Rigoni Stern è un buon libro per onorare il Giorno della Memoria e trovare un percorso per rimanere umani o almeno ricordarsi cosa vuol dire essere tali.

– Era una cosa molto semplice. Anche i russi erano come me, lo sentivo.
In quell’isba si era creata tra me e i soldati russi, e le donne e i bambini un’armonia che non era un armistizio.
Era qualcosa di molto di più del rispetto che gli animali hanno l’uno per l’altro.
Una volta tanto le circostanze avevano portato degli uomini a restare uomini.
Chissà ora dove saranno quegli uomini, quelle donne, quei bambini.
Io spero che la guerra li abbia risparmiati tutti. Finché saremo vivi ci ricorderemo come ci siamo comportati. I bambini specialmente.
Se questo è successo una volta potrà tornare a succedere.
Potrà succedere, voglio dire, a innumerevoli altri uomini e diventare un costume, un modo di vivere. –

Tra il 1939 e il 1945 l’umanità ha rischiato di perdere sé stessa e questi sono alcuni libri da leggere per ricordare i vuoti causati dalla Seconda Guerra Mondiale, richiamati nel Giorno della Memoria e per rendersi conto che l’umanità non è fuori pericolo perché, se dimentica, è perduta.

Giorno della Memoria: libri da leggere e tracce dei vuoti lasciati

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