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Casa editrice, domande e risposte: intervista a Vita e Pensiero

15 gennaio 2018
Casa editrice, domande e risposte: intervista a Vita e Pensiero

Se il caso non esiste, allora non è un caso che mi siano arrivate le domande e le risposte dell’intervista di oggi alla casa editrice Vita e Pensiero.

L’idea che il Blue Monday indicasse il giorno più triste dell’anno non mi andava giù.

Il criceto nella mia testa ha cominciato a girare per scegliere un contenuto che potesse contrastare questo lunedì cupo e ombroso. In questo senso e ricordando la bella esperienza di lettura vissuta grazie a Proust e il calamaro, era proprio destino che le risposte di Vita e Pensiero illuminassero nuovi percorsi di lettura, di pensiero e di storia dell’editoria lasciando in ombra l’ignoranza e i pensieri negativi, anche se fanno parte della vita.

Che ne dici? Accendiamo la candela della conoscenza e della lettura? 😉

Come funziona una casa editrice: risponde Velania La Mendola, capo ufficio stampa di Vita e Pensiero Edizioni

  • Un po’ di storia dell’editoria: ci racconta come è nata Vita e Pensiero e perché?

Vita e Pensiero nasce il 20 gennaio del 1918, il 2018 è quindi l’anno del centenario, un secolo di libri che non vediamo l’ora di festeggiare. Il nome è nato ancora prima, con la rivista ideata nel 1914 e battezzata secondo due tendenze: una teorica «Idee, idee» diceva Giuseppe Toniolo, e una pratica «Azione e organizzazione» diceva Armida Barelli. Ne nacque il binomio “Vita e Pensiero” inventato da Vico Necchi, d’accordo con Gemelli e Olgiati. In tutti questi nomi c’è un pezzo di storia italiana…

  • Una giornata tipo in casa editrice è?

Dipende molto dal ruolo che ognuno di noi ha assegnato; in generale il bello di questo lavoro è che oltre la routine c’è sempre un grado di imprevedibilità dato dalla creatività e dalle relazioni umane, con i collaboratori, gli autori e soprattutto i libri. Ognuno racchiude storie diverse e cela pensieri nuovi, riflessioni su argomenti molto vari, dalla teologia alla letteratura, dalla cultura classica all’attualità, dalla filosofia al lavoro quotidiano…

  • Nel corso della mia partecipazione a eventi legati alla promozione e alla divulgazione della lettura è emerso che le case editrici sono portate a pubblicare sempre di più per far fronte ai costi di reso ed eventuale macero delle giacenze. Ci spieghi meglio come funziona questo aspetto e quali potrebbero essere le possibili soluzioni a questa problematica?

Non è un problema che ci riguarda per fortuna…

  • Cosa vuol dire essere una casa editrice indipendente?

Non saprei rispondere alla domanda contraria, siamo sempre stati indipendenti e conosciamo quindi un solo modo di fare editoria. Puntiamo alle idee, a costruire dei percorsi per i lettori, non sempre semplici, perché crediamo nello sforzo che le persone possono fare per crescere. Negli ultimi anni abbiamo affrontato ad esempio il tema del passaggio di testimone da padre in figlio, in senso letterale e figurato, abbiamo pubblicato molti testi sui legami tra nuove e vecchie generazioni, sul lavoro, sul tempo, sull’eredità dell’umanesimo europeo, sui cambiamenti in corso anche all’interno della Chiesa… essere indipendenti significa avere il coraggio di tracciare delle strade anche quando sono meno di tendenza e assumersene la responsabilità. Noi ci proviamo.

  • Qual è il vostro rapporto con le librerie indipendenti? E con quelle di catena?

Siamo distribuiti in tutta Italia da Messaggerie e promossi da Pde, abbiamo anche una libreria indipendente che porta il nostro nome. I librai sono importanti e ci fa piacere quando ci contattano per chiederci consigli o informazioni. Il nostro commerciale lavora ogni giorno per rafforzare la complicità tra noi e loro su tutto il territorio.

  • Come scegliete i titoli e gli autori da pubblicare?

È un lavoro complesso, di cui si occupa soprattutto il direttore editoriale, Aurelio Mottola, che propone idee ai nostri autori già consolidati, le riceve o ne fiuta la bellezza in giro tra viaggi, incontri e cataloghi editoriali stranieri. Traduciamo dal coreano, molto dal francese, dall’inglese, dal ceco, ecc.
Certo capita anche che qualche titolo nasca da eventi o progetti in corso. Ad esempio il libro di Domenico Quirico, Il tuffo nel pozzo è nato da un altro evento, un dibattito che avevamo organizzato al Salone del libro sul terrorismo e rapporti con l’islam con altri due autori. Avevo ascoltato Quirico al festival del giornalismo e mi aveva colpito la passione del suo discorso; è un professionista che ha una straordinaria coscienza della responsabilità del suo lavoro e del valore della narrazione… Lo feci vedere anche a Mottola e abbiamo cominciato a parlarne al Salone, quasi per gioco, poi è diventato realtà.

  • Ci sono dei libri che risultano fuori catalogo e che vi piacerebbe ripubblicare?

L’ideale sarebbe poter dare a ogni lettore il suo libro, anche quelli che magari, pur essendo pregevoli hanno fatto il loro tempo nel mercato attuale, ci stiamo lavorando. In un secolo abbiamo moltissimi titoli fuori catalogo, impossibile scegliere. Personalmente mi piacerebbe rendere di nuovo disponibile I grandi amici di Raissa Maritain che fortunatamente è solo esaurito, non è un fuori catalogo.

  • Vi è mai capitato di pubblicare delle tesi di laurea? Se è sì, ci racconti perché e come vi siete mossi?

Ogni anno pubblichiamo le tesi più meritevoli, che si sono pregiate del Premio Gemelli, in una versione ebook. Capita naturalmente che anche altre ricerche, magari di dottorandi, diventino libri, è quello per cui è nata la collana “Strumenti”. Siamo attenti all’ambiente universitario che è quello che respiriamo ogni giorno.

  • Qual è il vostro rapporto con i social network e che tipo di comunicazione adottate per promuovere le vostre attività?

Oggi non si può prescindere dal dialogo con i lettori attraverso i social. Abbiamo scelto di concentrarci su facebook e twitter e siamo molto felici di vedere come ogni giorno il pubblico aumenti e si affezioni sempre di più. Funziona anche molto la nostra newsletter, poco invasiva (è bimestrale) e di approfondimento: all’interno si trovano interviste o anteprima altrimenti non fruibili. Il rinnovamento del sito qualche anno fa è stato il punto di partenza.

  • Per chi volesse lavorare in una casa editrice, quali competenze servono e quale percorso formativo suggerireste?

Per lavorare in una casa editrice serve una cultura solida, umanistica, io consiglio di studiare lettere o storia o filosofia. La parte “tecnica” si può apprendere anche dopo, con specializzazioni o corsi o master, ma senza una formazione di contenuto non si arriva lontano. Se non si leggono o capiscono certi libri non se ne possono creare, capire o raccontare altri.

  • Cosa deve fare un aspirante scrittore per convincervi a pubblicarlo?

Scrivere un buon libro e avere in mente il nostro catalogo prima di inviarci una proposta editoriale.

  • Autopubblicati: minaccia o opportunità?

Non ci preoccupa un mercato che non tiene conto della professionalità, un editore è un mediatore che garantisce la qualità. Possono esserci delle eccezioni, ma soprattutto nella saggistica è più difficile che la qualità prima o poi non emerga.

  • Quali sono i/le book blogger che seguite e apprezzate di più e perché?

Non sono tantissimi quelli interessati alla saggistica (mi aspetto di essere smentita naturalmente) e non voglio fare un torto a nessuno citando uno o l’altro. Quello che posso dire è che apprezzo chi cura i testi evitando refusi (non è scontato), la grafica e sa valorizzare il lavoro sui social senza inseguire le novità a tutti i costi.

  • Prossimi progetti firmati Vita e Pensiero?

Moltissimi, come dicevo il traguardo del centenario è una motivazione in più per fare ancora meglio. Abbiamo molti libri in uscita e tanti eventi che vogliamo regalare alla città. Tra gli appuntamenti importanti il primo sarà a marzo con Tempo di libri. Con Kerbaker abbiamo condiviso alcune idee che speriamo vi piaceranno. Tra i libri un nuovo autore di area spagnola in arrivo, Josep Maria Esquirol con il libro Resistenza intima.

Che ne pensi? Ti è piaciuta questa intervista? Se vuoi saperne qualcosa di più, lascio a tua disposizione anche le risposte date da:

  1. Talos Edizioni,
  2. Papero Editore e
  3. Bottega Errante.

Buona lettura, in barba al Blue Monday. 🙂

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