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Curriculum Del Lettore di Marzia Perini: i libri di una blogger e formatrice

3 gennaio 2018
Curriculum Del Lettore di Marzia Perini: i libri di una blogger e formatrice

Riprende la rubrica del Curriculum Del Lettore e Marzia Perini è la prima ospite che si narrerà attraverso i suoi libri più significativi.

Sai già che tengo in modo particolare a ogni Curriculum Del Lettore ma, non mi stancherò mai di ripeterlo. Non esiste il Curriculum Del Lettore più bello ma tutti sono unici, speciali, insostituibili e il desiderio di cercarli, chiederli, condividerli su questo blog non accenna a diminuire anzi, aumenta sempre di più in una continua fame insaziabile di libri, di storie e bellezza.

A volte ci sono dei momenti in cui sono quasi gelosa di queste piccole testimonianze dei lettori. Subentra un piccolo, quasi maligno, impulso egoistico che mi sussurra all’orecchio di non condividere, di tenere questi tesori tutti per me. Che fatica, superare questo tarlo fastidioso ma, che soddisfazione e che meraviglia sfogliare le pagine di pensieri ed emozioni raccolte da Marzia Perini, blogger di RecensioniLibri e formatrice professionale.

Il Curriculum Del Lettore dell’ospite di oggi spalanca una porta che si affaccia su uno spazio aperto e lussureggiante, che invita il lettore a vagare con l’immaginazione. Lo sguardo scorre lungo i corsi della letteratura, indugia sui libri in comune quasi che fossero cartelli stradale e poi, poi si volta indietro, in cerca di un altro lettore al quale far vedere il panorama.

Il tarlo egoista ammutolisce e il lettore può tener aperta la porta. Lasciar che Marzia Perini ti conduca per mano, nel mondo dei libri.

Curriculum Del Lettore di Marzia Perini: la coscienza della drammaturgia del lettore

Gomito a gomito, penna a penna, domanda su domanda, è così che ho conosciuto Rita lo scorso settembre 2017, durante il festival letterario di Pordenonelegge. In quei 5 giorni intensi e faticosi le esperienze che si raccolgono, sia come autori che come scrittori/recensori, sono molteplici e diventano un tutt’uno con l’essere lettori.
Alla fine tutto inizia da lì: dal libro (primo o ultimo che sia) che ci viene regalato, che scopriamo in biblioteca o all’epoca della scuola la professoressa ci dava da leggere per compilare la famelica “scheda libro”.

Così, piano piano con accelerazioni improvvise e fermate più o meno lunghe, ha inizio e si struttura l’avventura del lettore che piano piano, con gli anni, “fa curriculum”.

Definirlo (come chiede Rita) questo curriculum in fasi nette (adolescenza età adulta e via dicendo) non lo nascondo, per me diviene difficile, anche perché spesso mi sono trovata a rileggere testi che facevano parte della mia biblioteca in diversi momenti della vita scoprendone sfumature sfuggite o nascoste da una maturità personale non ancora raggiunta.

Forse più che Curriculum del lettore si potrebbe dilatare il significante di quella C che da Curriculum si tramuta in Coscienza della drammaturgia di una storia, fatta di riflessioni e convinzioni che possono davvero modificare l’uomo e il mondo.

A dire il vero non avevo idea di come strutturarlo questo Curriculum, volevo evitare il classico elenco di titoli e giudizi sintetici senza spessore. Ho ripensato, perciò, alla mia carriera di lettore ma i titoli che mi venivano in mente erano troppo recenti o riconducibili alla vita scolastica: riduttivo mi sono detta. Ho deciso, così, di rovistare nei miei scatoloni e curiosare negli scaffali innumerevoli che popolano casa, nella speranza di una ispirazione. E così è stato: un vero viaggio non solo nel tempo ma anche nelle motivazioni delle scelte e dei gusti ed ho ritrovato in ognuno il motivo della lettura successiva creando un vero filo conduttore che è l’essenza di una coscienza e di un curriculum di lettore.

Andando per ordine i primi tre libri che davvero hanno un significato e un significante “da lettore” e che ricordo e ri-sfoglio sempre con piacere sono: I Ragazzi della via Pal, Lettere a una professoressa e Sentieri dei nidi di ragno ovvero Ferenc Molnár, Lorenzo Milani e Calvino, ancora attuali e innovativi nella loro narrazione (Calvino in modo particolare) e nei temi sembrano “caldi d’ispirazione”. Parallelamente hanno avuto un posto nevralgico anche Pirandello (in particolare con Il Fu Mattia Pascal) e il suo teatro e la letteratura anglofona, Edgar Alan Poe, le sorelle Bronte (Cime tempestose, la cui lettura mi fu ispirato più da Kate Bush a dire il vero) Ivanhoe e Shakespeare con il Mercante di Venezia e Sogno di una notte di mezza estate.

Di assoluto spessore narrativo e che non può assolutamente non essere citato nel mio curriculum di lettore è il Il Deserto dei Tartari di Dino Buzzati, che ha segnato davvero il passato alla “lettura”dell’età adulta. La sua lettura affiancata alla redazione della mia tesi di laurea ha demarcato in modo netto il mio modo di leggere e concepire il romanzo e la scelta dello stesso, oltre a portarmi alla lettura “da adulta”. L’immensità narrativa di quest’opera diventa davvero letteratura: ancora oggi rileggo alcune delle sua pagine. Lì la solitudine, tipicamente adolescenziale, diventa soffio apparente dell’uomo che si trasforma immedesimandosi con natura, che si fa attesa di qualcosa che è di là da venire, dissolvendosi nell’età adulta che non abbandona le speranze, ma le fa proprie: linfa di quei sogni da realizzare che possono creare spessore all’esistenza.

Marzia Perini, in lettura (immagine via Facebook)

Innegabile è la mia passione per le opere “colossali” fatte di epica e volumi mastodontici: Iliade, Odissea, Divina Commedia fra i primi fino ad arrivare a Tolkien romanziere della favola moderna che appare semplice ma di una complessità tematica e lessicale per nulla scontata immediata o banale: capace di creare un vero mondo equilibrato e perfetto dove tutto ha avuto origine dalla musica (un romanticismo sfrenato!).

Posto in prima fila nelle mie letture viene riservato alla letteratura nipponica e orientale in genere. Murakami (Kafta sulla spiaggia e 1Q84) avveniristico narratore contemporaneo capace di cesellare anche nella descrizione più banale il mattoncino, il fulcro necessario alla drammaturgia del racconto. Nel cofanetto di autore di questa area geografica assolutamente punto focale Kawabata che nel suo Neve sul Fuji in cui con semplicità magistrale declina regole universali del vivere e del condividere emozioni ed esperienze e Banana Yoshimoto, porto sicuro nella sue molte opere (più o meno riuscite) ma sempre capaci nella loro semplicità mai banale di riavvolgere la matassa di sentimenti aggrovigliati e scomposti.

Il citare Murakami mi porta ai due muri portanti del mio Curriculum Del Lettore, 1984 di George Orwell e Fahrenheit 451 Ray Bradbury. Cardini della realtà attuale fatta di Grande Fratello e ricerca di dimensioni condivide che solo la letteratura può dare. Quando mi chiedono che libro mi consigli. uno di questi due titoli c’è sempre. Accanto deve aver posto Hernest Hemingway vero e proprio “re dei dialoghi” con il suo Il Vecchio e il mare, riletto almeno quattro volte il cui dialogo palese e intimo con il mare diventa dialogo con se stessi, sempre diverso perché diverse sono le fasi della vita.

Tra gli italiani massicci ho citato già Pirandello e Calvino a cui devo necessariamente aggiungere Italo Svevo con il suo Senilità (il mio preferito fin dai tempi del Liceo, più che La coscienza di Zeno) Pasolini difficile, ma piacevole alla lettura (Petrolio e Ragazzi di Vita) Camilleri la sceneggiatura fatta letteratura, Dacia Maraini con le sue molte opere tra cui spicca la Lunga vita di Marianna Ucria.

Ma la letteratura non è fatta solo di racconti ma anche di emozioni: perciò nel mio curriculum trovano posto anche la poesia: Alda Merini, Pessoa, Benedetti (l’uruguayano, recente e piacevole scoperta in poesia e non solo) Saramago e il nostro Pierluigi Cappello.

Tra tutti questi titoli non potevo non citarlo, lo faccio per ultimo prima della fine perché ha uno spazio speciale questo libro. Parla di legami a tutto tondo, è universale. Il solo pronunciarne il titolo illumina il viso di qualsiasi librario nel mondo (e lo dico per esperienza diretta) ed è l’unico che è diventato per me la collezione. Il libro in questione è il Piccolo Principe. E’ la mia coperta di Linus anche questo letto e riletto ed è divenuto una vera e propria collezione. Durante i miei viaggi non manca mai una sosta a una libreria anche in quei paesi dove la libreria è un muretto o poche foglie di palma dove sopra trovano posto testi o fotocopie di testi e dove mai manca questo testo. L’ho in molte lingue in parsi, in giapponese, in birmano e in molte molte altre lingue e dialetti ed attraverso di esso riesco spesso a trovare quella chiave di lettura naturale che solo la letteratura può possedere.

Mi par sia tutto. Certamente ho dimenticato molti titoli e tra un po’ mi dirò “ma come ho fatto a dimenticare di citarlo!”

Beh, poco male, sarà l’occasione di riaprirlo per trovare, rinnovata quella chiave che solo la letteratura può dare: la vera possibilità di vagare liberi nel paese della nostra immaginazione.

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