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Ritorno in Italia di Mark Twain: appunti di viaggio e linguaggio

1 dicembre 2017
Ritorno in Italia di Mark Twain: appunti di viaggio e linguaggio

Tra una lettura e l’altra, cercando di definire quali e quanti libri leggere per il 2018, mi sono fatta distrarre da Ritorno in Italia di Mark Twain. Un autore che porterei con me, assieme ai 10 libri rifugio del cuore.

Ritorno in Italia è un libretto che ha catturato la mia attenzione, per la sua apparente semplicità.

Vieni a scoprire perché?

Ritorno in Italia di Mark Twain: tema e impressioni

Ritorno in Italia non è un romanzo ma un piccolo diario di viaggio.

Sono appunti e riflessioni di Mark Twain raccolti nel volumetto edito Mattioli 1885 che, non so come e perché, ho intravisto tra gli scaffali del caffè letterario scoperto a Trieste un po’ di tempo fa. Lo si legge in poco tempo ed è piacevole seguire il modo con cui l’autore pone l’attenzione su alcune città italiane.

Il lettore, infatti, ha la possibilità di visitare Torino, Milano, Venezia, Roma e Firenze. Luoghi suggestivi e ricchi di meraviglie per gli appassionati del mondo dell’arte e della letteratura. Luoghi rivalutati da Mark Twain il quale ammette di non averne saputo apprezzare le bellezze anni prima perché:

“Ci sono donne il cui volto possiede un fascino particolare che le rende belle agli occhi delle persone intime; ma uno sconosciuto insensibile a quel fascino, che tentasse di capire il motivo di questa bellezza, fallirebbe irrimediabilmente.”

Una metafora affascinante che esprime e sottolinea il cambio di prospettiva del visitatore che, da un ricordo oggettivo, passa, attraverso minute descrizioni di opere d’arte e del loro senso, a una visione più soggettiva ma non per questo meno consapevole.

È come se mente e cuore di Mark Twain si siano aggiornati unendo e trovando equilibrio tra l’esperienza passata e quella vissuta nel momento della stesura di Ritorno in Italia. Ne consegue una guida di viaggio che più che informare su cosa visitare o vedere, cattura dei momenti che vengono descritti con minuziosa incisività.

Ritorno in Italia: l’italiano secondo Mark Twain

Come accade per tante cose, il meglio viene riservato alla fine, a quando Mark Twain si concentra sulla lingua italiana cercando di comprenderne il significato, senza l’aiuto di un dizionario o di una grammatica.

“Leggo il giornale con facilità. Spesso non capisco un’acca, spesso mi sfuggono alcuni dettagli, ma non importa. Afferro l’idea d’insieme.”

Twain fu un fine osservatore della società del suo tempo e le società evolvono o meno anche in base al linguaggio o ai linguaggi che le caratterizzano e ne determinano la cultura di base. Una volta che si riesce a comprendere strutture e meccanismi di un linguaggio, la visione del contesto sociale di riferimento si fa più dettagliata e chiara ma, obiettivo dell’autore non è tanto scovare una chiave di lettura universale ma divertirsi a comprendere.

L'Italia e l'italiano secondo Mark Twain

Sembra quasi che autore e linguaggio giochino a nascondino (sinonimo di rimpiattino) lasciandosi guidare da mistero e curiosità, assaporando il fascino del dubbio, dell’incertezza, dell’imprevedibilità.

È una cosa particolarmente affascinante la lettura dei ritagli di giornale in un lingua che non si conosce – il fascino che s’accompagna sempre con quanto c’è di misterioso e vago. In simili circostanze non si può mai essere assolutamente sicuri del significato di quanto si legge; s’insegue ostinatamente un enigma intricato e dal sapore forte, e le svolte e le schivate della preda sono il sale della caccia. Un dizionario rovinerebbe tutto. A volte una sola parola di dubbio significato getterà un velo sognante e dorata incertezza su un intero paragrafo fatto di certezze fredde e materiali […]”

Le traduzioni che poi esegue, confrontando parole italiane con termini inglesi, sono poi un bellissimo documento dell’acutezza d’analisi di Mark Twain. Un’acutezza che si accompagna a un piacevole senso dell’umorismo quando l’autore incappa nello studio dei verbi italiani. Cerca di dar loro ordine e disciplina ma ne viene fuori una gran confusione.

Una confusione che, come fa notare Livio Crescenzi nell’introduzione di Ritorno in Italia, fa perdere la pazienza allo scrittore formulando quella che vuole essere un’invettiva su modi e tempi verbali dell’italiano. Un’invettiva che però apre anche una finestra su quanto fu abile nell’esercitare, per i suoi studi, intuito e senso critico.

Alle impressioni sulla lettura di Ritorno in Italia non saprei cosa aggiungere.
Ho chiuso il libro e ciò che è rimasto e porto via da questo libro è una rinnovata e ancor più salda ammirazione per la mente e la personalità di Mark Twain. Chissà se la stessa cosa vale anche per te.

Hai mai letto Mark Twain?
Hai avuto le mie stesse sensazioni?
Se ti va, dimmi la tua nei commenti. 🙂

Autore: Mark Twain
Titolo: Ritorno in Italia
Titolo originale: A Tramp Abroad
Traduzione: Livio Crescenzi
Casa editrice: Mattioli 1885
Pagine: 90
Anno di pubblicazione: settembre 2017
Prezzo di copertina: € 10

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2 Comments

  • Reply Bruna Athena 1 dicembre 2017 at 20:23

    Me lo segno! Sai come mi abbia colpito Mark Twain in “Il diario di Eva” e posso dire di averlo trovato acuto, intelligente.

    • Reply Rita Fortunato 2 dicembre 2017 at 23:20

      Sì, è vero, Bruna. Vi avevi scritto una bella recensione sul tuo blog. 😀

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