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Curriculum del lettore di Dario Custagliola: libri e passione noir, cinema e fumetti

22 novembre 2017
Curriculum del lettore di Dario Custagliola: libri e passione noir, cinema e fumetti

Ti ricordi di No Man di Dario Custagliola? Un romanzo noir di cui l’autore mi ha fornito una copia omaggio e recensito in questo post.

All’inizio ero un po’ titubante. Temevo che il libro non mi sarebbe piaciuto e già mi ero quasi pentita per aver risposto con un: “Sì, lo leggo!”.

La curiosità del lettore ha però preso il sopravvento. Il recensore si è sentito messo in secondo piano dall’impulso del lettore e già prevedeva che avrebbe dovuto scendere in campo per fornire motivazioni oggettive a scelte puramente soggettive, senza dimenticare di dare il giusto valore al lavoro e al desiderio di confronto dell’autore. Per fortuna è andato tutto bene, No Man è risultato un romanzo noir convincente e soddisfacente sia per il lettore sia per il recensore.

E per il blogger di libri? Come poteva ampliare la prospettiva di lettura così da fornire un’idea quanto più ampia possibile di cosa vuol dire leggere e scrivere? Ed ecco che entra in campo il Curriculum Del Lettore per impicciarmi un poco delle letture di Dario Custagliola.

Il caso è risolto? Scopriamolo con i libri che hanno ispirato e formato il lettore e lo scrittore, oltre che portarlo a svolgere il ruolo di redattore de Lo spazio bianco. 🙂

Curriculum Del Lettore di Dario Custagliola: libri e letture dell’autore del romanzo noir No Man

Infanzia

La mia “carriera” da lettore non inizia col botto. In casa non circolavano molti libri: mio padre non ne ha mai letto uno, stessa cosa per mia madre. I libri che erano in casa erano di mia sorella, di sei anni più grande, e non erano in fin dei conti moltissimi (per il cinema è un’altra storia, mia sorella mi ha letteralmente sommerso di film sin da quando ero piccolo e gliene sarò sempre grato).
Come lettore, posso orgogliosamente dire di essere un self made man. Tornando alle letture dell’infanzia, non sono state tantissime. Da piccolo non sapevo nemmeno dell’esistenza dell’unica libreria della mia città, per questo il mio punto di riferimento era l’edicola sotto casa. Leggevo in pratica quello che capitava lì e che riuscivo ad intercettare con la mia paghetta: Piccoli Brividi, Brividi e Paura, qualche Topolino. In generale, ero un lettore abbastanza pigro, che preferiva giocare a calcio o portare Charizard a livello 100 piuttosto che starmene ore a leggere.

Doo l’infanzia, prima dell’adolescenza

È sempre in edicola che avviene il mio primo vero incontro con la letteratura. Avevo dodici anni, quasi tredici, quando un’estate con Fabbri Editori uscì in edicola Il mastino dei Baskerville di Arthur Conan Doyle. Quella è forse la lettura che mi ha iniziato. Per la prima volta conclusi un libro “lungo” (in realtà è breve) e alla fine della lettura ero entusiasta, anche perché ero riuscito a indovinare l’assassino prima della conclusione. Ne parlai con chiunque. L’edicolante sotto casa (‘On Nicola) aveva in vetrina un omnibus di Sherlock Holmes, quello giallo della Newton & Compton per intenderci. Unica copia, mi disse. Non potevo lasciarmela sfuggire. Così la sera scongiurai i miei genitori e dopo un po’ di insistenze e promesse (che non credo di aver mai mantenuto) ottenni soldi a sufficienza per comprarlo, la bellezza di 13€. Leggendo Sherlock Holmes, sono diventato un lettore e non solo. Quell’estate scrissi il mio primo racconto, che aveva come protagonista un detective inglese che viveva nella Londra dei primi anni duemila, di nome J. M. Vanverate e che nell’ultima pagina acquisiva fama di essere il nuovo Sherlock Holmes. Un palese tentativo di emulazione. Lo feci leggere a qualche amico, non ottenne gran successo. Bastardi!

Curriculum Del lettore di Dario Custagliola, autore del romanzo noir No Man

Adolescenza

Il primo amore (quello di sopra) non si dimentica mai, ma spesso dura poco. Nei primi anni del liceo lessi poco e quel poco non mi piaceva, cose imposte dall’insegnante di italiano, in grado di annoiare anche il lettore più tenace… e io non ero per niente tenace. C’è da dire che nell’estate tra la terza media e il primo anno del liceo scoprì l’esistenza di Dungeons & Dragons. Come Master, trasferii lì ogni briciolo di creatività e ogni sforzo di lettura, perché per giocare di ruolo ne hai di cose da leggere. In realtà, D&D ha avuto un ruolo non da poco nel rendermi curioso, amante delle storie di genere e nel farmi scoprire il piacere di narrare.

La svolta arriva a sedici anni, nell’estate tra il terzo e il quarto anno. Mia sorella, nell’inverno precedente aveva letto vari libri di un certo Irvine Welsh. Quell’estate ne presi uno, Il lercio, senza la minima idea di cosa fosse. E quando lo finì, ne presi un altro: Tolleranza zero. E poi Colla, Trainspotting, Ecstasy… mi si aprì un mondo. Erano libri che parlavano il mio linguaggio di adolescente, parlavano di sesso, droga, amicizie, crescita e soprattutto ne parlavano senza mezze misure, in un modo che fino a quel momento credevo non fosse concesso ai libri. Da Welsh sono passato a Bret Easton Ellis con American Psycho e poi a un libro poco conosciuto, ma molto affascinante, quale Diario di un Naziskin di Ingo Hasselbach.

Tra i sedici e i diciotto anni ho letto abbastanza, senza disprezzare nulla, leggendo quelli di sopra ma anche Verga, Goethe, Dahl, Kafka, Tolkien, Philip K Dick. E tra un libro e l’altro vedevo film su film, che sono stati fondamentali nel definire i miei gusti.

Età adulta

Mi iscrivo all’università. Tutte le mattine, a Napoli, mi ritrovo a passare per Port’Alba. Chi non è di Napoli non sa di cosa parlo: prima che una miope politica comunale la trasformasse in un fantasma di se stesso, Port’Alba era un via di poco più di cento metri, con librerie e bancarelle a destra e sinistra. Potevi trovare di tutto, a uno, due, tre euro.

Con venti euro ti portavi a casa mesi di letture. Quel luogo mi ha reso un lettore curioso, vorace, interessato ad ogni genere (tranne quello rosa, si intende) e amante della letteratura di genere, che siano libri o fumetti. Oggi leggo di tutto, ho come unica regola quella di non leggere mai due libri consecutivi dello stesso genere. Permettetemi di essere un po’ più schematico nell’elencare un po’ di autori che amo:

  • Horror – Stephen King, Ramsey Campbell, Robert E Howard, H.P. Lovecraft, E.A. Poe
  • Fantascienza – Harlan Ellison, Asimov, Jack Vance, Heinlein, Zelazny, Vonnegut
  • Fantasy – Robert E Howard (di nuovo, perché amo questo autore e ha scritto davvero tanto!), George R. R. Martin, Tolkien (che non finisce mai), Karl Edward Wagner (troppo spesso sottostimato), Neil Gaiman (con il quale ho un rapporto di amore e odio, ma che amo anche quando lo odio), Brandon Sanderson
  • Western – Elmore Leonard, Ernest Haycox, David Morrell
  • Noir e Crime – Jim Thompson, Edward Bunker, Mickey Spillane, James Ellroy, De Cataldo, Chandler
  • Altri – Raymond Carver, Conrad, Jack London, Calvino, Golding, Sciascia, Shakespeare
  • Fumetti – Tex e Dylan Dog come titoli; come autori: Frank Miller, Brian K Vaughan, Jeff Lemire, John Wagner, Munoz & Sampayo, Oesterheld, Sclavi, Sergio Bonelli, Mauro Boselli, Alan Moore, Ennis, Mark Millar, Azzarello, Gipi, Gaiman, Charles Burns, James O’Barr

Hanno qualcosa in comune tutti questi autori? Sì, la capacità di creare mondi – i più disparati – e far rivivere in questi mondi il nostro, rendendolo per fortuna più interessante.

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