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Recensioni di libri: come e perché scriverle e leggerle

13 novembre 2017
Recensioni di libri: perché scriverle e perché leggerle

Le recensioni di libri sono uno strumento e una pratica utile per fare mente locale una volta conclusa una lettura o, semplicemente, per scegliere il romanzo giusto al momento giusto. A prescindere dal genere, una recensione ha due punti fermi in corso di stesura:

  1. il riassunto della trama arricchito
  2. dalla capacità di argomentare considerazioni oggettive e soggettive in corso di lettura.

Tutto qui? Non è così semplice, in effetti. Ciò non toglie che per orientarsi nella scelta dei libri da leggere, a qualunque genere appartengano, le recensioni seguono questa questa polarità di base.

Più sul come si deve o dovrebbe scrivere una recensione, mi chiedo perché si dovrebbe leggerle.

Continui a seguirmi? Prometto che a fine post troverai anche il come. Non solo il perché. 😉

Recensioni di libri: scriverle aiuta a leggere meglio?

Ti svelo un segreto, le recensioni di libri consigliati a scuola erano il mio punto debole. Non le sapevo fare. Facevo un riassunto e, al limite, informavo il lettore se il romanzo da leggere mi era piaciuto o non mi era piaciuto. Non sapevo cosa aggiungere né come argomentare quello che avevo pensato o provato.

L’obiettivo era dimostrare che avevo letto almeno uno dei testi consigliati nella lista delle letture per le vacanze, non di farne un’analisi critica. Anche se non ho mai sofferto di insofferenza da letture obbligatorie, l’idea di mettermi a tavolino e prendere carta e penna per scrivere la recensione di un libro mi innervosiva. Anche se la storia mi era piaciuta e mi sarebbe rimasta dentro per sempre.

Il problema non era leggere romanzi storici, libri fantasy, libri per ragazzi, gialli coinvolgenti, saggi ben strutturati o classici senza tempo ma formulare una recensione sensata.

Alle elementari, che tipo di recensione avrei potuto fare per L’Occhio del Lupo di Pennac se non riassumere la trama e dire che il lupo era diventato il mio animale preferito, dopo Il richiamo della foresta e Zanna Bianca?

Alle medie, come si fa una recensione di Balla coi lupi? Parla di un soldato americano che entra in contatto con i nativi e ne diventa amico. Cosa potevo aggiungere se non che avevo letto il libro perché mi era piaciuto tanto il film? Tanto per chiarire, mi arrabbio come una vipera a ripensare alla scena in cui uno dei cattivi usa il diario del tenente Dumbar come carta igienica e piango come una fontana quando Vento Nei Capelli gli urla che gli sarà amico per sempre e che deve capirlo e metterselo bene in testa.

Alle superiori sceglievo sempre il tema libero perché avevo paura delle recensioni. Solo dopo aver preso una serie di insufficienze ho corso il rischio di fare la recensione di un romanzo di Tolstoj. A lezione, uno dei libri consigliati era Anna Karenina. L’ho preso in prestito, l’ho letto e l’ho recensito pensando che tanto, cinque più e cinque meno, non avevo nulla da perdere nel parlare di un capolavoro della letteratura russa solo perché mi aveva stravolto emotivamente e più di quanto avessi immaginato. In quel momento fui egoista e non scrissi per far piacere all’insegnante ma per me e perché volevo, in un qualche modo, ricambiare l’autore del dono che aveva lasciato ai posteri. Sono ancora convinta, nel mio piccolo, che è un romanzo da leggere assolutamente. Hai presente la scena in cui Levin consegna il suo diario alla sua futura moglie? Ecco, è lì che ho amato l’opera tolstojana e solo in seguito mi sarei resa conto che uno degli aspetti più affascinanti di Anna Karenina sta nella sua circolarità narrativa.  Stessa cosa per La coscienza di Zeno di Italo Svevo, sempre alle superiori. Un altro libro da leggere perché se Tolstoj è stato uno scossone al cuore, Svevo lo è stato per la mente. Una mente che, dopo la stesura della recensione, rimase piena di dubbi e insicurezze. Della serie, male di vivere per tutta la vita, finché morte non stacchi la spina!

Furono due recensioni di libri ben riuscite perché mi permisero di tornare alla media medio alta in italiano e, cosa paradossale, non era quello il mio obiettivo. Non volevo dimostrare che avevo letto un libro, che mi aveva dato piacere, che l’avevo capito o che ero brava a scrivere. Volevo andare oltre la trama e crescere come lettore, instaurare una relazione con il libro e con l’autore. Una pagina di diario in cui il lettore racconta lo scoccare della scintilla e la creazione di un legame, coltivato nel tempo, con autore e personaggi, luoghi e panorami socio-culturali. Una recensione fatta secondo questi criteri rappresenta il perché farla e il perché aiuta a leggere meglio e a definire un certo tipo di gusto.

In seguito, ho continuato a leggere ma non mi sentivo in grado di scrivere una recensione. Non ne avevo le competenze, fino a quando una lettrice anarchica non mi ha consigliato di scrivere per un blog di libri, prima di aprire questo questo spazio virtuale.

Recensione libro: come si fa?

Come si scrivono le recensioni di libri, infine?

Come si scrivono le recensioni di libri, infine? Trovando un equilibrio tra le due polarità che ho fissato in alto, più una:

  1. Riassumere la trama,
  2. fornire i dati oggettivi e soggettivi per orientare il lettore verso il libro consigliato,
  3. leggere altre recensioni a riguardo,

Il terzo suggerimento è un invito ad esplorare il web alla ricerca dei migliori siti e riviste su recensioni libri. O anche, più semplicemente, chiedere al lettore di lasciare un commento sulla recensione condivisa e alimentare il confronto e il ragionamento creando una sorta di salotto letterario virtuale.

Come per tutte le cose, per sviluppare competenze e abilità nella lettura e nella scrittura è importante seguire chi ha più esperienza nel settore che ti appassiona di più. Non per imitarlo ma per acquisire maggiore consapevolezza del fare. Dieci principi utili a scrivere una recensione che il lettore apprezzerà di Giulio Mozzi andrebbe stampato e appeso per avere una guida concreta e ideale su come scrivere una recensione. Il suo Vibrisse è uno dei migliori siti di libri online assieme a quelli consigliati nelle interviste alle case editrici che pian piano sto raccogliendo per studiare e migliorare sempre più.

Trattandosi di libri, prima di scrivere una recensione è bene avere almeno un’idea del come e del perché in quanto non si ha a che fare con un prodotto su cui fornire caratteristiche tecniche esprimendo opinioni sul suo funzionamento. In un libro c’è molto di più e sono tante le componenti razionali ed emotive che vanno prese in considerazione. Più una recensione è completa e più sarà utile, convincente e apprezzabile.

Il pagamento e la gratificazione più grande per chi ama leggere e scrivere è riuscire a conquistare la fiducia del lettore e riconoscere il valore del lavoro di autore e editore. Non nell’assicurarsi una fornitura gratis di libri o concordare un prezzo con l’autore per una recensione positiva, né nello stroncare lamentando il declino delle buone letture con l’intento di fornire una verità assoluta e incontrovertibile.

Una buona recensione è, per me, un’opportunità. Più stimola la riflessione o la curiosità e maggiori saranno le probabilità che l’opportunità di leggere venga colta.

E tu? Che ne pensi dei perché e del come scrivere una recensione?

P.C. (Pensiero collaterale): A rileggere i libri sui quali ho provato a soffermarmi durante le mie varie fasi di lettrice mi è parso di notare un elemento in comune su tutti, il diario. Sempre secondo te, è possibile che una recensione sia come la pagina di un diario, libro in cui raccogliere pensieri e riflessioni sulle esperienze fatte nel tempo?

Photo Credits: immagine in evidenza via Pixabay

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