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Udine Trieste: libri andata e ritorno

16 ottobre 2017
Udine Trieste: libri andata e ritorno

L’unica cosa che può farmi superare una certa ansia per i treni, sono i libri. Sono i miei biglietti motivazionali per far andata e ritorno tra Udine e Trieste. Ho trascorso un martedì intenso in compagnia di Angela Del Prete prima e assistendo alla presentazione del libro Strategie e creatività di Romano Billet poi.

È passata quasi una settimana da questo viaggio improvvisato. Continuano a tornarmi in mente stralci di conversazione, incontri e caffè letterari, progetti, suggestioni e atmosfere che corrono sul confine, spesso indefinito, che i libri tracciano tra persone e personaggi.

Prima di perdere questi ricordi, meglio metterli in ordine. Prendi il treno dei libri con me?

Udine Trieste: Joyce, libri, mare e TriesteBookFest

L’impulso di andare a Trieste per vedermi con Angela Del Prete è scaturito dal bisogno di confrontarmi con un’altra Book Blogger per capire come costruire un media kit adeguato.

Ebbene sì, non ho un media kit e scandagliare tutte le proposte e le fonti d’ispirazione su Pinterest ha generato in me una gran confusione. Mi serviva un confronto diretto con una persona con maggiore esperienza rispetto alla mia e, possibilmente, geograficamente raggiungibile. Parallelamente, gli obiettivi della giornata erano:

  1. trovare e fotografare la statua di James Joyce al quale scrissi, un po’ di tempo fa, una lettera e chiedergli se fosse giunta a destinazione. La mia fantasia galoppante immaginava un dialogo immaginario, un non sense dove a fare da filo conduttore è la celebrazione del pensiero e il suo flusso in libertà.
  2. sostare in riva al mare, respirarne il profumo, lasciarsi ipnotizzare dal suo moto perpetuo. Se il mondo digitale è liquido la sua metafora perfetta, e corrispondente reale, è proprio il mare con la sua superficie ondeggiante su cui, impercettibilmente si spostano luci e riflessi. Non mi interessava capirlo, solo osservarlo e ricordarmi dei suoi tesori nascosti in profondità. Inaccessibili all’occhio umano.
  3. trattenermi dal comprare nuovi libri, che ne ho già troppi da leggere.

Come al solito, ho toppato alla grande il terzo obiettivo.

Tutta colpa di Angela che mi ha portata all’Antico Caffè San Marco, locale storico di Trieste in via Battisti 18. Camminando e passeggiando, non mi sono resa conto che mi stava conducendo a una trappola librosa, con la scusa di un cappuccino e una brioche (vegana).

La porta del locale è aperta, entriamo, distolgo lo sguardo dalla mia interlocutrice e guardo in alto. Un alto soffitto ad arco, cosparso di foglie di caffè, crea una navata alla cui base si dispone una libreria! Mi è scappato un suono onomatopeico di stupore. In parte, Angela sorrideva soddisfatta, aveva fatto colpo. Ho dovuto arrendermi a Cromorama di Riccardo Falcinelli e a Viaggio in Italia di Mark Twain. Ho dovuto, sia però messo agli atti che ho tentato di resistere (ma a chi la racconto).

Obiettivo fallito a parte, Angela mi ha raccontato un po’ di storia del locale. Punto di riferimento degli intellettuali di Trieste, l’Antico Caffè San Marco riapre i battenti nel 2013 il cui fiore all’occhiello è la libreria interna gestita da Loriana Ursich. Una libraia raffinatissima che conosce bene i suoi lettori selezionando con cura e cultura libri difficili da trovare nelle librerie di catena e che è tra le organizzatrici della seconda edizione del Triestebookfest. Una manifestazione letteraria che si svolgerà tra il 20 e il 22 ottobre e della quale ho potuto vedere il programma completo in anteprima.

A prima impressione, potrebbe sembrare simile a Pordenone Legge ma gli intenti sono diversi né vuole contrapporsi ad essa. Seconda solo a Milano per concentrazione di lettori, Trieste possiede una ricca tradizione culturale ma, cosa strana, non un evento strutturato per comunicare le offerte che la città offre nelle arti letterarie, musicali e cinematografiche. Il Triestebookfest vuole quindi essere un’opportunità in più per far conoscere il territorio, la sua storia, le sue tradizioni, la sua anima.

Bella anche la locandina dell’evento, colorata ma non eccessiva e che riprende tutti gli elementi caratteristici di Trieste:

  • il caffè,
  • il libro,
  • il lettore.

L’ho potuta vedere in formato cartaceo una volta che ci siamo spostate verso l’Arco di Riccardo, in piazza Barbacan. Si tratta di un sito archeologico sul quale è stato costruito un ristorantino molto caratteristico e sofisticato. Entri e la prima cosa che si nota è un pianoforte a coda. Nero, lucido. E il pavimento trasparente, che ti permette di vedere con chiarezza i reperti archeologici preservati e integrati nell’attività commerciale.

Qui è stato il momento in cui è venuta fuori tutta la pignoleria di Angela. Fare un media kit è più complicato di quanto credessi. A spostare elementi grafici, controllare un dati, rivedere l’impostazione grafica viene fame e il ristoratore se ne è accorto e con gentilezza rara (se si pensa che il locale è di norma chiuso per pranzo) ci ha portato qualche genere di conforto che ha preso forma in un bicchiere di pinot bianco e uno spuntino composto da baccalà mantecato, da spalmare (rigorosamente) sui crostini disposti a fiore e adagiati su un letto di zucchine tagliate sottili.

La bontà e l’ospitalità del ristoratore mi hanno fatto perdere la cognizione del tempo. Ho fatto un nodo al fazzoletto, tornare ad orario di apertura, magari anche per sentir suonare il pianoforte.

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Trieste Udine: alla presentazione di Strategie e creatività di Romano Billet

Nel mio programma mentale, avrei dovuto rientrare a Udine nel primo pomeriggio ma Trieste era così bella e la compagnia così piacevole che ho posticipato la via del rientro finché ho potuto. Tuttavia, sono arrivata alla Libreria Friuli della mia città natale giusto in tempo per la la presentazione del libro di Romano Billet, Strategie e creatività edito Lupetti Editori. Anche in questo caso, l’intento non era di implementare ulteriormente la mia lista letture ma ascoltare di persona un pubblicitario professionista che ha fatto la storia della comunicazione italiana.

Insomma, la curiosità e la voglia di sapere di più è stata forte e tra le cose che più mi hanno colpito di quanto è stato detto dall’autore sono la passione che Billet ha sempre messo nel suo lavoro dichiarando che gli ha permesso di divertirsi un mondo e il fatto che preferisce tenersi lontano dal mondo dei social pur riconoscendo in essi validi e interessanti strumenti di comunicazione.

Centrale, in tutta la conversazione che ne è nata, mediata da Paolo Molinaro è il termine strategia.

Ricordando che proviene dal mondo militare, la strategia è una pratica che adottano tutti. Non solo i professionisti della pubblicità, ma anche quando bisogna far fronte alle varie incombenze quotidiane organizzando lavoro, vita privata, rapporti familiari. Anche solo per scegliere quale film in tv guardare. Tutti (anche tu) adotti una strategia per raggiungere il tuo scopo.

Tra i vari esempi citati per avvalorare la sua tesi, Romano Billet ha attirato l’attenzione sulla lettera che una studentessa universitaria inviò, dopo un lungo periodo di silenzio, ai genitori. La conclusione della missiva, strutturata in modo tale da creare una tensione sempre crescente, si conclude in una risata che ridimensiona la portata e le conseguenze nefaste della comunicazione stessa.

Di cosa parlava la lettera? Non te lo dico perché, se non ricordo male quanto è stato detto durante la presentazione del libro, è riportata in Strategie & Creatività che, naturalmente, non mi sono trattenuta dal comprare (con l’aggiunta di una dedica dell’autore).

Photo Credits: immagine in evidenza via Pixabay

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