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Proust e il calamaro di Maryanne Wolf: un saggio sul cervello che legge

8 settembre 2017
Proust e il calamaro di Maryanne Wolf: un saggio sul cervello che legge

I libri che suggeriscono altri libri sono tra i miei preferiti ed è seguendo questo percorso che sono arrivata alla lettura di Proust e il calamaro. Storia del cervello che legge di Maryanne Wolf. Un saggio che esplora la lettura e la sua evoluzione nel tempo. Era tra i compiti assegnati da Cristiano Carriero in uno dei testi professionali che ho elencato in quello che voleva essere il nucleo della biblioteca del web writer.

Così, sono stata introdotta in un mondo strepitoso fatto di citazioni tratte da grandi autori e di innumerevoli connessioni storiche e neuronali. Un mondo che vorrei riassumere per te perché, veramente, Proust e il calamaro merita. In ogni sua pagina.

Proust e il calamaro di Maryanne Wolf: storia e scienza del il cervello che legge

Proust e il calamaro di Maryanne Wolf si suddivide in tre parti:

1. Come il cervello ha imparato a leggere

La prima parte smentisce subito la sensazione, comune tra i lettori forti, di essere nati per leggere. Una convinzione che si forma nel momento stesso in cui dimentichiamo la fatica dell’imparare a decifrare i segni grafici e che, coltivata nel tempo, ci appassiona rendendoci dei veri e propri divoratori di libri. Non siamo nati per leggere ma, secondo l’autrice, è il cervello che si è organizzato per permetterci questa azione.

“Non siamo nati per leggere. è passato solo qualche migliaio di anni dall’invenzione della lettura. L’invenzione che ha portato con sé una parziale riorganizzazione del nostro cervello, che, a sua volta, ha allargato i confini del nostro modo di pensare mutando l’evoluzione intellettuale della nostra specie. […] All’origine dell’attitudine dell’imparare a leggere c’è la sua proteiforme capacità di creare nuovi collegamenti tra strutture e circuiti originariamente preposti ad altri, più basilari processi cerebrali con un più lungo curriculum evolutivo, come la vista e la lingua parlata. […] Noi veniamo al mondo programmati per modificare ciò che abbiamo avuto dalla natura e per poter andare oltre.”

A questi stralci di Proust e il calamaro, seguiranno pagine dedicate all’invenzione della scrittura e alla sua storia evolutiva e soluzioni per trasporre suoni e significati in simboli e segni grafici. Una storia affascinante e complessa che indica come l’atto di scrivere abbia preparato il cervello alla lettura, riorganizzandolo.

Sapevi che Socrate temeva l’avvento della scrittura? In sintesi, il suo timore più grande nei confronti della rivoluzione culturale che stava vivendo e osservando non stava nella scrittura in sé, mezzo di passaggio, ma in come essa avrebbe penalizzato la ricerca della conoscenza fondata e messa in pratica dal dialogo e fissato nella memoria individuale.

“Socrate insegnava a interrogare le parole e i concetti trasmessi mediante la lingua parlata, affinché gli allievi potessero vedere su quali convinzioni e presupposti si reggevano. […] La sua condanna a bere la cicuta è in fondo molto meno importante della sua vita, esemplare, trascorsa in gran parte a vagliare ‘con tutta la nostra intelligenza’ i nostri atti, le nostre affermazioni e i nostri pensieri”.

La prima parte di Proust e il calamaro è stata per me una fase di ripasso di cose studiate all’università. A rileggere, le tessere mancanti di un puzzle che illustra un percorso storico dove scrittura e lettura si intersecano e vanno a inserirsi in un contesto attuale, di profondo cambiamento che cercai di decifrare in Informazione e cultura: come sarà il web tra 10 anni?

Proust e il calamaro di Maryanne Wolf

2. Come il cervello impara gradualmente a leggere

La seconda parte del saggio di Maryanne Wolf si apre con una citazione tratta da uno dei libri più belli (e rappresentati) che siano stati scritti, Peter Pan. Citazione che fa da gancio introdurre il lettore verso la parte più corposa di Proust e il calamaro dedicata a come il cervello impara gradualmente a leggere.

Nulla è lasciato al caso, dal momento in cui il bambino ascolta la voce della madre alle lezioni impartite dalla maestra a scuola, tutto concorre a preparare il cervello per imparare a padroneggiare il linguaggio dei libri. L’input primario che convince l’essere umano a intraprendere questo percorso non naturale che è la lettura è di una semplicità sconvolgente:

“Non appena ha modo di stare in grembo alla persona che si prende cura di lui, il bambino comincia ad associare l’atto del leggere alla sensazione di essere amati”.

Tenendo ben presente questo, l’autrice ragiona come Socrate. Interroga le parole e come esse si dispongono a formare una storia e spiega come si sviluppa la lettura indicando 5 tipi di lettori:

  1. il lettore pre-emergente
  2. il lettore neofita
  3. il lettore decodificante
  4. il lettore fluido
  5. il lettore esperto

Ad eccezione delle immagini che rappresentano le aree del cervello che si attivano per leggere e le parti prettamente tecnico scientifiche, Proust e il calamaro spiega bene come le stesse aree interagiscono fra di loro tra un passaggio di livello e l’altro. Di come il lettore, man mano, riesce a conquistare il tempo necessario per:

    • decodificare,
    • comprendere,
    • provare emozioni e sentimenti,
    • sviluppare nuovi pensieri e
    • connessioni.

In pratica, la lettura è l’insieme dei processi che fanno da indicatori lungo il percorso che porta alla conoscenza e, nel complesso, a imparare a vivere.

“Il desiderio di leggere di un bambino rispecchia il suo immergersi nella ‘vita della lettura’. Una scena memorabile ne L’ombra del vento di Carlos Ruiz Zafòn infonde vitalità a questa idea. […] Il padre di Daniel descrive una qualità magica che contraddistingue l’immersione in un libro, in virtù della quale ogni volume ha una sua vita, cui il lettore è chiamato a partecipare anziché il contrario. […] Identificandosi con il personaggio, il giovane lettore amplia i confini della propria esperienza; da ogni incontro profondamente sentito impara sempre qualcosa di nuovo e duraturo”.

Da ogni incontro profondamente sentito, impara sempre qualcosa di nuovo e duraturo.

Questa frase mi rimanda all’idea che mi sono formata e mi sto formando sul che cos’è l’esperienza, in realtà. L’esperienza, forse, non sta nel quanto ci si dedica a una cosa che ci appassiona, non nel numero di anni o del percorso di studi scelto ma in quanti e quali incontri ci hanno fatto sentire qualcosa di più che esseri viventi di passaggio.

I libri hanno questo dono, sono l’insieme delle esperienze e dei pensieri che viaggiano nel tempo e che si depositano nella memoria del lettore facendolo sentire amato, ricco, completo e compreso. I libri hanno un valore immenso così come è immenso il valore delle persone che si accostano ad essi, parafrasando Herman Hesse, con criterio.

3. Quando il cervello non riesce a imparare a leggere

E quando c’è qualcosa che non favorisce lo sviluppo della lettura? Nella terza e ultima parte di Proust e il calamaro affronta il problema della dislessia e si apre con una citazione di John Steinbeck:

“ Il più grande terrore che un bambino può avere è di non essere amato, e l’abbandono è l’inferno. Credo che tutti al mondo in misura maggiore o minore abbiano provato l’abbandono, e con il crimine, la colpa – ed ecco la storia dell’umanità. Un bambino a cui è negato l’amore che brama, dà un calcio al gatto e nasconde la sua colpa segreta; e un altro ruba, di modo che il denaro lo farà essere amato; e un terzo conquista il mondo – ed è sempre colpa, vendetta e altra colpa”.

Seguono poi gli studi e le ricerche che sono state fatte per comprendere le motivazioni del cervello che non riesce ad imparare a leggere. Sono pagine che si interrogano sulla dislessia, su tutte le sue possibili cause e che provano la tesi iniziale di tutto il lavoro messo a disposizione da Maryanne Wolf in questo saggio. Non siamo nati per leggere e si tratta di un percorso che necessita di una guida così come Socrate lo era per i suoi allievi. A questo bisogno, subentrano anche i timori e le “interferenze” che possono provenire dal mondo digitale. Le stesse domande socratiche poste con l’invenzione della scrittura si adattano alle domande che un lettore, un educatore, un genitore si pone nei confronti delle moderne tecnologie.

“L’evoluzione della scrittura ha fornito la piattaforma cognitiva per l’emergere di capacità terribilmente importanti; capacità che rappresentano il primo capitolo della nostra storia intellettuale:

  • documentazione,
  • codificazione,
  • classificazione,
  • organizzazione,
  • interiorizzazione del linguaggio,
  • consapevolezza di sé e degli altri,
  • consapevolezza della nostra stessa consapevolezza.

Non è che leggere abbia causato direttamente il fiorire di queste capacità; ma il dono segreto del tempo per pensare, che è il cuore del cervello che legge”.

E la domanda che l’autrice si pone pensando al mondo digitale è:

“Che cosa perderemmo se sostituissimo le capacità cerebrali perfezionate dalla lettura con quelle ora in formazione nella nuova generazione di ‘nativi digitali’ che siedono o leggono inchiodati al monitor?”

Spetta a noi che leggiamo, trovare una risposta e una soluzione mediana. Eppure, non riesco a pensare. Mi è rimasta impressa la citazione di Steinbeck e me ne sto con gli occhi fissi sulla parola abbandono.

Torno ancora con la mente a Peter Pan, a come giunge all’isola che non c’è e al fatto che c’è un momento in cui ha nostalgia di casa. Vola a Londra, verso la sua cameretta trovando la finestra chiusa e la madre intenta ad accudire quello che sarebbe stato il suo fratellino. In quel momento comprende che è stato dimenticato e anche l’assenza di memoria è una forma di abbandono. Forse il pensiero felice non è stare sempre con il sorriso sulla faccia fingendo di non aver paura di nulla, ma nell’indagare in che modo si può comprendere e affrontare questa paura.

Nel dubbio, mi sono segnata le letture proposte da Maryanne Wolfe e per non trascriverle, le ho raccolte tutte in questa immagine.

Lista letture tratte da Proust e il calamaro di Maryanne Wolf

C’è un libro tra questi che tu hai già letto e che si collega ai temi trattati in questo post? Se sì, lascia il tuo parere nei commenti. 🙂

Autore: Maryanne Wolf
Titolo: Proust e il calamaro. Storia del cervello che legge
Titolo originale: Proust and the Squid. The Story and Science of the Reading Brain
Casa editrice: Vita e Pensiero
Pubblicazione: settembre 2015 (seconda ristampa)
Pagine: 293
Prezzo di copertina: € 20

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