Scrittura creativa

Scrivere sotto il sole, secondo atto: da Antonio Tarantino a Caryl Churchill

14 agosto 2017
Scrivere sotto il sole, secondo atto: da Antonio Tarantino a Caryl Churchill

Le prime ore trascorse con le insegnanti e gli allievi di Scrivere sotto il sole e lo spazio di una notte insonne non hanno sciolto i dubbi e le domande della mattina dopo.

Sveglia all’alba (va bene, 8 di mattina non è proprio come svegliarsi all’alba ma quasi) e via a Udine per arrivare puntuale per il secondo atto del corso organizzato da Mateȃrium al Lino’s & Co. Durante il tragitto ancora rimuginavo sull’importanza dei sogni, sul cosa vuol dire essere sognatori e individuare il desiderio giusto per i personaggi che affollano la mente degli scrittori, anche dei più mediocri e poi, stampato lungo una delle vie percorse, intercetto questa frase:

“Si vive di sogni, si muore di bisogni”.

Una riga, una critica sociale, un’idea concreta di fondo firmata da un’associazione culturale della quale non ne conoscevo l’esistenza, I poeti della sera. Un giorno approfondirò la loro conoscenza su questo blog ma non è ancora il momento. Oggi si torna a scrivere sotto il sole e a scoprire altri due autori da leggere entro la fine del 2017, Antonio Tarantino e Caryl Churchill.

Vieni con me?

Scrivere sotto il sole: scoprendo Antonio Tarantino e secondo esercizio di scrittura

Il secondo atto di scrivere sotto il sole si apre con aroma di caffè nell’aria e frutta fresca disposta attorno al tavolo del Lino’s & Co di Udine, la mascotte di Mateȃrium campeggia tra libri, fogli, penne e pagine.

Si dispone il materiale necessario per esplorare il percorso tracciato da Anna e Giulia, in bilico tra narrativa e teatro.

Prima guida di lettura e di scrittura, Antonio Tarantino. Un pittore che si avvicina alla scrittura teatrale a cinquant’anni le cui prime opere Stabat Mater e Il vangelo secondo Giovanni sono scritte di getto. In seguito Tarantino sentirà la necessità di ritrovarsi con le forme della letteratura classica per inventare nuovi personaggi e storie. Il blocco creativo sembra quasi non esistere, in questo autore che sa concedersi il tempo per soffermarsi a leggere per studiare.

Io cerco di non perdere tempo, invece. Appunto in fretta e furia Materiali per una tragedia tedesca. Dentro ci sono 85 personaggi e l’idea che ognuno di essi è animato da fantasmi del passato e proiezioni del futuro raccontate da voci mai univoche mi incuriosisce, mi entusiasma quasi. Tarantino, infatti, si accosta a una tecnica narrativa specifica, quella del flusso di coscienza. Chi scriveva adottando questa tecnica? James Joyce. Qual è il fascino irresistibile di questo modo di scrivere? L’attenzione che si rivolge alla componente irrazionale dell’essere umano.

Ma torniamo a Scrivere sotto il sole. Si prende Stranieri (vincitore del Premio Pandoni) di Antonio Tarantino strutturato in 10 quadri.

La storia si svolge nello spazio di un pianerottolo, separato da una porta chiusa, attraverso la quale passano voci di tre personaggi differenti. Ritmo serrato, introduzione al tema dello straniero visto attraverso molteplici punti di vista, sovrapposizione tra passato e presente e delineazione di un tipo di cultura del personaggio principale con risvolti critici alla società in cui vive. Lo stile di scrittura è asciutto, scarno, privo di punteggiatura. Sono elementi questi che sono presenti nella drammaturgia classica dove quello che accade è che il personaggio non compie un’azione ma viene inserito in un contesto privo di archi narrativi. Tarantino condensa in poche battute tutto quello che può essere rappresentato nello spazio della drammaturgia.

La scomposizione dei punti di vista raccoglie i pensieri e suggeriscono movimento facendo emergere:

  • ricordi,
  • stati d’animo,
  • considerazioni,
  • argomentazioni,
  • paure,
  • rimorsi e rimpianti,
  • linguaggi diversi.

Si tratta di una scrittura più narrativa che resitituisce delle schegge di azioni, possibilità, immagini scegliendo elementi che appaiono e scompaiono. Sufficienti per permettere al lettore di ricostruire azioni e dinamiche relazionali dei personaggi. L’autore ha ben chiari tutti i destinatari delle battute che costruisce.

Ci sarebbe ancora tanto da leggere e analizzare ma il tempo stringe, è già il momento del secondo esercizio per Scrivere sotto il sole. Scegliere un personaggio de Lo zoo di vetro di Tennessee Williams e farlo parlare secondo lo stile di Antonio Tarantino. Ecco chi ho scelto:

“non vedi che li tormenti?
vero, ti ho abbandonata
sono fuggito
mi soffocavi
com’è stridula la tua voce
martellante, anche
richieste pretese
vestiti gioielli fiori
vita mondana
la bella vita volevi fare
due figli abbiamo
una cosa che ti andasse bene, mai?
chiacchiericcio
bla bla bla e ancora bla
non vedi che li tormenti?
lasciali in pace
com’eri bella con quel vestito
così bella
sorridevi
che sorriso
sono scappato
ero esausto
ho cercato di restare
ho anestetizzato il tuo frastuono
alcool
perché non capivi?
perché non capisci?
Non vedi che li tormenti?
ho preso la via del mare
vecchia strega becera
no Tom non fare così
è pur sempre tua madre
meglio andarsene
sono fuggito in un bicchiere di whisky
tra le braccia di un’altra
io dettavo, le scriveva
Semplice no?
forse Laura l’ha scoperto
per questo ha vomitato
me ne sono andato
sono fuggito
asfissiante
smettila di tormentarli
ascolta
almeno per una volta
ascolta
tornerò
forse
che buono il profumo del mare”.

Di nuovo pausa silente. Le insegnanti rileggono nella mente ciò che hanno ascoltato. Lo si capisce da come stringono gli occhi, stanno mettendo in scena? Poi parlano. Sembrano oracoli e io accolgo come posso tre consigli di scrittura:

  1. Non tentare di dare forma al racconto.
  2. Scrivi per analogia, non per logica della conseguenza.
  3. Segui le associazioni.

E un possibile mantra dello scrittore:

“Bisogna avere fiducia nel lettore e non aver paura di lasciare indizi, senza spiegare”.

La mascotte di Matearium a Scrivere sotto il sole

Scrivere sotto il sole: scoprendo Caryl Churchill e terzo esercizio di scrittura

Il pomeriggio di Scrivere sotto il sole si apre abbandonando la Francia dove vive Antonio Tarantino per approdare in Inghilterra, nello specifico a Londra, città natale di Caryl Churchill. I suoi testi sono fortemente politici ed nota per un tipo di scrittura volta alla destrutturazione e alla rottura delle regole classiche della drammaturgia.

“Il teatro racconta sempre e comunque la società in cui viviamo”.

Caryl obbliga i suoi lettori/spettatori a lavorare per capire cosa sta dietro le sue opere fornendo le informazioni con il contagocce in un continuo raccontare qualcosa per poi scoprire che è solo una forma di menzogna. Si legge Far Away, o meglio, un riassunto dove si capisce che:

  • ogni scena rimette in discussione qualcosa che crea delle aspettative,
  • ci sono continui salti temporali,
  • la struttura narrativa è irregolare,
  • non ci sono tempi e luoghi ben definiti,
  • c’è un abbondante uso del linguaggio simbolico.

M’innamoro di Caryl Churchill. Metto in lista alcune letture di approfondimento ma ora, via al terzo esercizio.

Scelgo un personaggio de Lo zoo di vetro e riscrivo la scaletta narrativa spostando elementi e rompendo i riferimenti temporali. Altra struttura narrativa, stessa storia.

“ Primo atto, prima scena

Pic nic tra giovani dell’alta società. Amanda è attorniata da 17 pretendenti. Paesaggio bucolico. Solo Wilfried non l’ascolta, la ignora pur incrociando il suo sguardo. Amanda segue chi la ignora. I 17 pretendenti sfumano alle sue spalle. Dall’alto essi sembrano disporsi in modo tale da formare un bastone da passeggio o un punto di domanda?

Seconda scena

Amanda sogna. Una giovane donna è circondata da statuine di vetro. Porge alla ragazza un bastone da passeggio. Non cammina molto bene. Si sveglia. L’uomo che la ignorava dorme accanto a lei. Camera da letto, finestra aperta, luna piena. Un’ombra a forma di punto di domanda sulla schiena del marito.

Terza scena

Amanda al telefono. Ha bisogno di soldi per la dote di Laura. Chiede, chiede, chiede. Vorrebbe anche un paio di scarpe nuove ma Tom le porta solo le scatole vuote su cui scrive poesie. Laura si deve sposare, c’è la bolletta della luce da pagare. Lui si concentra sulle scatole invece di portare a casa il contenuto. Litigano. Il bastone da passeggio è rotto.

Quarta scena

Tom torna. Amanda perdona. Il bastone da passeggio è riparato. Il figlio è il padre, sono una cosa sola. Chi sarà il pretendente di Laura?

Quinta scena

Arriva Jim O’ Connor. Amanda è frizzi e lazzi. Tom la ignora. Lei non ci fa caso. Non ripeterà lo stesso errore due volte. Si sveglierà?

Secondo atto, prima scena

Un grembiule protegge il vestito di Amanda. Pronto il salmone con maionese. Suona il campanello. Laura apre appoggiandosi sul bastone da passeggio. Ci saranno uomini celibi per Amanda?

seconda scena

La serata precipita nel buio. Torna la luce. Amanda abbraccia sogni di gloria infranti. Di nuovo, è sola”.

Pausa riflessione.
Come avresti svolto questo esercizio di scrittura?
Raccontamelo nei commenti, in attesa del terzo e ultimo atto di Scrivere sotto il sole.

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1 Comment

  • Reply Scrivere sotto il sole: leggere Jon Fosse e Elfriede Jelinek 18 agosto 2017 at 6:01

    […] Antonio Tarantino e Caryl Churchill ho pranzato con l’allievo scrittore, poeta per la precisione, Giacomo. Si è dialogato di varie […]

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