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Libri da leggere al mare, in montagna, in vacanza

21 luglio 2017
libri da leggere: al mare, in montagna, in vacanza

Libri da leggere non mancano mai e ce ne sono tanti da portare con sé al mare, in montagna, in vacanza ma, quali vanno meglio? Di solito si preferiscono letture leggere, da ombrellone, meglio se sono raccolte di racconti da spiluccare qua e là tra un bagno o un’escursione. Possono anche consigliare luoghi da visitare, i libri.

La scorsa settimana ho un po’ sgarrato proponendo la lettura di un romanzo molto bello ma anche dal forte impatto emotivo, La prima verità di Simona Vinci. Oggi rimedio con dei titoli più “vacanzieri”, Venti racconti allegri e uno triste di Mauro Corona e Il bar sotto il mare di Stefano Benni. Con queste letture unisco l’utile al dilettevole perché gli autori saranno ospiti a Pordenone Legge 2017.

Aggiungo anche qualche libro bonus, di quelli che compaiono all’improvviso e che li inseriresti in lista letture per la casualità con cui attraggono l’attenzione.

Vieni a scegliere quelli che più potrebbero fare al caso tuo? 🙂

Libri da leggere: al mare con Venti racconti allegri e uno triste di Mauro Corona

Un paio di domeniche fa ho portato al mare Venti racconti allegri e uno triste di Mauro Corona. L’ho concluso al sole, tra un bagno e l’altro, con l’odore di creme solari, sabbia e salsedine nel naso e quello di resina, legno e scene montane nella mente.

Libri da leggere: Venti racconti allegri e uno triste di Mauro Corona

Che ci vuoi fare, ho una passione innata per i contrasti e le contraddizioni. Leggere è un po’ come esercitare il dono dell’ubiquità e trovarsi in posti diversi nello stesso momento capovolgendo obiettivi ed emozioni. Il libro è la porta attraverso cui accedere alla stanza misteriosa di cui ti ho parlato in Perché ami i libri?

Dei venti racconti allegri e uno triste, quello che mi è piaciuto di più e mi ha convinta a leggere il libro fino alla fine è stato il chiarimento iniziale. L’ho letto a mente, riletto a voce e registrato sul canale Telegram di questo blog, per farlo ascoltare a chi è iscritto. Il chiarimento di Corona non è più lungo di una paginetta, una paginetta in cui si dice che:

  • la lettura ha a che fare con l’udito e con l’ascolto,
  • la scrittura è un salvagente e non una delle cause del blocco creativo,
  • la comicità non vuol dire felicità,
  • dovresti leggere Pessoa, Garcìa Márquez e Borges e
  • i racconti selezionati non sono poi così allegri.

Una bella dichiarazione di onestà e un’ammissione di obiettivi falliti che indicano percorsi fatti di storie banali, di personaggi reali e di situazioni difficili dal risvolto comico e che, per paradosso, portano a vette di comprensione e di profondità difficili da immaginare. Figuriamoci da scrivere.

Leggere Venti racconti allegri e uno triste è un po’ come andare in montagna, scegliere quale sentiero seguire, concentrarsi sul passo che più ti si addice, ascoltare suoni e silenzi.

Le storie di Mauro Corona fanno un effetto strano. I personaggi e le situazioni sono concreti, parlano di bevute, scherzi tra paesani, credenze e mentalità eppure, paiono sospesi nel vuoto, in bilico sul precipizio che separa la vita dalla morte, il riso dal pianto.

“Questi racconti definiti allegri forse non hanno niente di allegro. Ricordano gente semplice, vissuta senza le luci della ribalta, passata al buio del mondo in silenzio”.

Quando si legge, nella maggior parte dei casi, si visualizzano gli scenari e gli intrecci narrativi mentre Venti racconti allegri e uno triste più che illustrare, si fa ascoltare. L’autore traccia sentieri da percorrere, invita il lettore a seguirli e, se pensa che potrebbe mancargli il fiato, lascia che si riposi un attimo meditando su principi e valori dei personaggi descritti. Ho voluto vedere quei luoghi riportati da Corona e così domenica scorsa sono andata in Val Cimoliana. A guardare un po’ il paesaggio e raggiungere (comodamente) il rifugio Pordenone dove:

  • ho trovato un angolo per il bookcrossing,
  • bevuto un caffé e ascoltato un po’ di musica,
  • visto da vicino una coppia di alpinisti che hanno scalato tutti gli 8000, Romano Benet e Nives Meroi. Su quest’ultima, Erri De Luca vi ha scritto anche un libro, Sulla traccia di Nives e questo è il mio primo libro bonus.

Quale libro leggevo mentre ero tra rocce, boschi e torrenti? Il bar sotto il mare di Stefano Benni. Indicatissimo, vero? 😀

Libri da leggere: in montagna con Il bar sotto il mare di Stefano Benni

Ok, portare in montagna una raccolta di racconti che ha il mare nel titolo può sembrare un controsenso ma, ripeto, intraprendere letture in luoghi non attinenti al contesto narrativo descritto è una delle mie specialità.  Il bar sotto il mare di Stefano Benni, è divertente e anche un po’ folle.

Libri da leggere: il bar sotto il mare di Stefano Benni

Le storie confezionate da Benni vanno via veloci. A volte non sono più lunghe di una paginetta e rileggerle equivale ad immergersi in stili e generi narrativi diversi. Ci sono storie allegre, grottesche, tristi, di tutti i tipi e per tutti i gusti. Il mio preferito è Il verme disicio perché fa una carrellata di tutti gli insetti dannosi per libri e testi. Sono simpatici ma anche parecchio fastidiosi, da tenere sotto controllo.

“Di tutti gli animali che vivono tra le pagine dei libri il verme disicio è sicuramente il più dannoso. Nessuno dei suoi colleghi lo eguaglia. Nemmeno la cimice maiofaga, che mangia le maiuscole o il farfalo, piccolo imenottero che mangia le doppie con preferenza per le “emme” e le “enne” ed è ghiotto di parole quali ‘nonnulla’ e ‘mammella’.

Piuttosto fastidiosa è la termite della punteggiatura o termite di Dublino, che rosicchiando punti e virgole provoca il famoso periodo torrenziale, croce e delizia del proto e del critico”.

Ho riletto i racconti proposti dai personaggi de Il bar sotto il mare da poco e non mi dispiacerebbe scoprire altre opere di Stefano Benni. Al compleanno di una mia amica è stato regalato un suo libro e, mentre allungavo il collo per scoprire il titolo che stava scartando, il donatore mi ha consigliato l’ultimo uscito che, se non erro, si intitola Prendiluna. E questo è il secondo libro bonus.

Concludo la carrellata di libri da leggere al mare, in montagna, in vacanza aggiungendo il terzo libro bonus, da leggere in piscina. Il cappotto di Nicolaj Gogol’, ovviamente!

E tu, quali libri aggiungeresti a questa lista di letture?
E, soprattutto, in quali contesti li leggeresti?
Raccontamelo nei commenti! 🙂

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