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Curriculum del lettore di Giulia Di Re: le letture di una Blogger & Content Marketer

15 febbraio 2017
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Ho conosciuto Giulia Di Re, Blogger, Editor Content Marketer, per caso. Veramente è lei ha scovato me, tra gli scaffali virtuali della libreria che sto allestendo per ParoleOmbra.

Mi ha spiazzato chiedendomi un’intervista anche se non avrei dovuto sorprendermi più di tanto dato il nome del suo blog, Punto di Domanda.

Perché mi ha spiazzato? Perché rispondere a delle domande specifiche mette in luce competenze che l’intervistatore intuisce mentre l’intervistato preferirebbe mantenere nell’ombra. Di indole non sono timida ma, in questi frangenti, sì. Preferirei scrivere un post di mille parole sul gatto accoccolato sul balcone di una finestra che rispondere alla domanda:

“Chi sei tu?”

Il bruco di Alice nel Paese delle Meraviglie mi ha sempre messo ansia.

Fisime personali a parte, il dialogo con Giulia è stato piacevolissimo e così le ho chiesto, in cambio, il suo curriculum del lettore. Ti lascio in compagnia dei suoi libri, sono certa che non ti deluderanno! 😀


Curriculum del lettore di Giulia Di Re

Curriculum del lettore di Giulia Di Re: cosa legge una Blogger & Content Marketer?

Sono qui seduta sulla mia scrivania e scorro con lo sguardo la libreria alla mia sinistra: un passaggio necessario per scrivere il mio Curriculum del lettore.
Raccontare se stessi è una delle cose più difficili in assoluto, farlo attraverso i libri è sicuramente molto stimolante. In particolare per me, che sto cercando di vivere proprio di scrittura.

Ripensandoci, non potevo che fare questo nella vita. Nella mia mente ho ancora il ricordo di quando andavo a rompere le scatole a mia sorella mentre faceva i compiti e scriveva sul suo quaderno con la faccia annoiata chiedendole, insistentemente, di insegnare anche a me a farlo. Tutto è partito da lì.

Partendo dalla mia infanzia, non posso non citare i libri con le storie dei cartoni Disney, qualcuno se li ricorda?
Quegli oggetti meravigliosi con tanto di musicassetta e a volte persino un pupazzetto!
Mi sedevo sul divano del salotto con il mio libro in mano, la musicassetta leggeva per me, e quando era il momento di girare la pagina suonava un campanellino.

Un’esperienza al limite del sogno. Forse ho barato, perché a quell’epoca non sapevo ancora leggere, lo faceva una cassetta al posto mio. Io tenevo in mano il libro, guardavo le figure, riconoscevo qualche parola qua e là e giravo pagina.

Andando avanti nella mia infanzia, l’atmosfera si fa un po’ più lugubre.
La prima volta che mi hanno portato a scegliere da sola un libro, il mio sguardo cadde su La casa della morte, il primo numero della storica serie Piccoli Brividi. Li divoravo al massimo in due giorni e dopo ero di nuovo a rompere le scatole ai miei genitori per comprarne un altro. Conclusione, ho quasi tutti i numeri.

Un altro pilastro della mia infanzia è stato Roald Dahl, che tutt’ora reputo il migliore autore per l’infanzia in assoluto. Un’immaginazione e una fantasia straordinarie, personaggi indimenticabili, il viaggio di un bambino che deve farsi strada in un mondo di adulti troppo concentrati su se stessi per capirlo. Sto parlando di capolavori come Le streghe, Il GGG, Matilde, La fabbrica di cioccolato, Il grande ascensore di cristallo.

Arrivando al periodo pre-adolescenziale/adolescenziale, devo dire che faccio fatica a trovare un filo conduttore. Era il tempo della “sperimentazione”.

Ho scoperto i classici per ragazzi: da Oliver Twist, Il giornalino di Gian Burrasca, I ragazzi della via Pal, Il giardino segreto, per arrivare a Conan Doyle e al genere fantasy. Cito in particolare La storia Infinita, che ancora oggi considero uno dei miei libri preferiti.

Arriviamo al liceo. Ahimè, devo ammettere che è stato il periodo:

“Non ho tempo, devo studiare”.

Un periodo che non è stato privo di letture. Bisognava leggere i libri per i tanto temuti compiti in classe, in particolare i classici greci e latini(L’Odissea mi era piaciuta parecchio! E sì, nel caso non si fosse capito, ho fatto il liceo classico).
In questo periodo merita una menzione speciale La coscienza di Zeno, una vera e propria scoperta.
E non posso non citare i saggi di filosofia.

Con Platone, Aristotele, Nietzsche e altri è nato un amore che è sfociato nella laurea in Filosofia. In quegli anni ho avuto la possibilità di approcciarmi anche a discipline come la psicologia, l’antropologia, la pedagogia e la sociologia.

A un certo punto però mi sono detta:

“Tutto molto bello, ma riprendiamo un po’ a leggere romanzi.”

Per influenze esterne ho scoperto i racconti di Dostoevskij, fino ad arrivare ad Ammaniti, un autore che apprezzo molto e ho ripreso ultimamente leggendo la sua ultima opera Anna.

Una menzione speciale va alla raccolta delle fiabe dei Fratelli Grimm, che in realtà non ho ancora terminato. Ogni tanto ne vado a spulciare qualcuna, per scoprire le origini (e la versione originale) delle storie che ho tanto amato da bambina.

Successivamente è arrivata la laurea in Informazione ed Editoria, e in questo periodo ho iniziato ad approfondire il mondo dell’editoria e della comunicazione, per fare in mondo che diventasse il mio lavoro.

Nel frattempo è arrivato il corso di sceneggiatura e la collaborazione come editor con una piccola casa editrice. Questo ha implicato un periodo denso di saggi sulla sceneggiatura (uno per tutti: La sceneggiatura di Syd Field), sulle serie tv (di cui sono drogata),sulla narrativa e sullo storytelling. A questi ho affiancato l’attività di valutatrice di manoscritti. Ho avuto quindi il piacere di scoprire molti autori esordienti e aiutarli nel loro percorso. Ho letto soprattutto thriller, fantasy, romance, fiabe.

Arriviamo al presente. La formazione è una parte fondamentale, soprattutto per chi vuole lavorare nel digitale, in cui tutto cambia con una velocità impressionante.

Occupandomi di Blogging e Content Marketing sono sempre alla ricerca di nuovi manuali per crescere e migliorare. Cito giusto gli ultimi letti: Narrarsi Online: come fare personal storytelling di Francesca Sanzo, La mucca viola di Seth Godin e Adesso blog! Le 22 (immutabili) leggi del blogging di Daniele Imperi.

Soprattutto quest’anno, il mio obiettivo è quello di affiancare costantemente a queste letture anche quella di un romanzo. Attualmente sul comodino c’è Il Conte di Montecristo. Perché si sa, per migliorare a raccontare storie, bisogna leggerne di continuo.

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1 Comment

  • Reply Curriculum del lettore: le voci di febbraio – paroleombra 22 febbraio 2017 at 7:02

    […] il curriculum del lettore di Giulia Di Re subentra la capacità di evocare immagini con l’intento di indurre il lettore a immedesimarsi […]

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