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Che cosa sono il web e la cultura? Il mio intervento all’evento #SGRosaDigitale

13 febbraio 2017
Web & cultura, che cosa sono? Il mio speech all'evento #SGRosaDigitale a Latina (foto di Fabrizio Di Falco)

Un paio di settimane fa ti ho raccontato i retroscena di #SGRosaDigitale, l’evento social al femminile al quale ho partecipato in veste (mai indossata fino in quel momento) di relatrice. Se ti va di farti quattro risate, ecco qui il post da leggere.

Oggi, invece, dato che non ho voluto essere ripresa perché, tutto sommato sono timida, riporterò qui il discorso fatto a Latina intitolato Web & cultura: che cosa sono?

Buona lettura e fammi sapere se l’argomento ti è sembrato utile e interessante. 🙂

Web e cultura: che cosa sono? 20 minuti in cerca di risposte

Ansia a parte, mi sono avvicinata alla patibolo cioè, alla postazione con la slide d’apertura che così recitava:

“Volevo fare la giornalista per diventare scrittrice e ora sono blogger di ParoleOmbra”.

Fin da piccola ho sempre desiderato scrivere, mi piaceva inventare storie e il mio sogno era di pubblicare un romanzo sperando di far rivivere quelle emozioni e sensazioni che provavo quando ero io a leggere le storie altrui.

Perché il giornalismo? Perché molti degli autori che più ho amato leggere, come Oscar Wilde e Mark Twain, cominciarono scrivendo per i giornali e solo in un secondo momento divennero i grandi letterati che resistono, immortali, allo scorrere del tempo.

Ora curo ParoleOmbra parlando di libri, di persone, di scrittura e mi piace pensare che sia diventato quel romanzo che avrei tanto voluto pubblicare. Un libro virtuale che solo il tempo e chi lo leggerà, saprà definire valido e duraturo o nulla di più che il diario di una blogger e lettrice.

Il titolo di questo intervento, Web & cultura: che cosa sono? Un titolo che vuol dire tutto e nulla ed è impossibile esaurire un argomento del genere in appena venti minuti.

Provo a farlo lasciandomi ispirare anche da chi, come D’Alembert e Diderot, cercò di raccogliere tutto lo scibile umano in un unico contenitore, l’Encyclopedie.

Un lavoro che non solo doveva raccogliere e celebrare l’Illuminismo, una cultura basata sul fare, sul costruire, sul razionalizzare ma che fu, forse, anche un tentativo per comprendere la società umana, il suo modo di comunicare e di relazionarsi e, allo stesso tempo, per liberarla da credenze, superstizioni e pregiudizi espressi anche da De Sade nel suo Dialogo con un moribondo. Un percorso che prendo come modello sul mio blog attraverso la raccolta e la gestione di rubriche come il Curriculum Del Lettore, dove le nuove professioni del web si narrano e trovano la loro ragione d’essere in base alle letture che hanno determinato la loro formazione culturale.

Web & cultura: che cosa sono? (immagine di Fabrizio Di Falco)

In principio però era il kaos.

Non sapevo da che parte cominciare e così ho creato una slide dove ho inserito alla rinfusa tutte le parole che mi venivano in mente e che fossero quanto più possibile pertinenti al tema trattato, sia per quanto riguarda l’idea di cultura, sia per quanto riguarda l’uso dei un dispositivi sociali che compongono il web. Parole disordinate alle quali ho dato una collocazione all’interno di quella che è per me una definizione provvisoria di cultura:

“Una serie di informazioni comparate fra loro e apprese mnemonicamente durante la vita di ogni singolo individuo. Nozioni apprese all’interno della famiglia (primo gruppo sociale di appartenenza dell’individuo) approfondite per discipline in un percorso di studi e, infine, applicate in un contesto umano e lavorativo.

Sono diverse tipologie di conoscenza che, sommate, identificano un frammento di cultura. Ogni persona è, quindi, contenitore e veicolo di cultura e sono proprio queste persone a determinare il web nel presente e nel futuro.

Secondo la “cultura del web” che si sta venendo a formare negli ultimi anni le informazioni però non si memorizzano, non si rielaborano e non si interiorizzano. Si cerca, si fruisce e si lascia andare.

Il culto della memoria ha ceduto il passo alla ricerca dell’attenzione. Se prima ottenere una qualsiasi informazione era complesso e macchinoso, adesso come adesso è facile ottenerla ed è proprio in questa immediatezza che si perde un po’ il bisogno di assorbire completamente la nozione acquisita per tramutarla in esperienza da applicare in altri momenti.

Non s’impara nel vero senso della parola ma le potenzialità della rete sono anche possibilità di poter fare, sapere e dire perché abbatte le barriere culturali che tendono a formarsi nella vita reale.

Nella vita reale, non tutti possono permettersi di studiare e non tutti sono disponibili a condividere e formare o perché è dispendioso in termini di tempo e di denaro o perché non c’è qualche “aggancio interno” al settore lavorativo nel quale ci si vorrebbe inserire e crescere a livello professionale. Il web, invece, ha le potenzialità per divenire uno strumento usato da persone disposte a condividere, comunicare e confrontare i propri saperi. Non solo può azzerare le distanze geografiche ma anche quelle culturali.

L’esperienza della rete però è talmente veloce che non si ha il tempo di assorbirla e di interiorizzarla quel tanto che basta per poterla tramandare al fine di creare una realtà condivisa e condivisibile.

L’interscambio tra cultura e web, quindi, può creare qualcosa di molto importante e indicare un nuovo principio ordinatore, umano, sociale, lavorativo. Per spiegare ciò che sto cercando di dire, ho preso come riferimento uno dei passi che più mi hanno colpito di Lezioni americane di Italo Calvino.

– […] sogno immense cosmologie, saghe ed epopee racchiuse nelle dimensioni di un epigramma. Nei tempi sempre più congestionati che ci attendono, il bisogno di letteratura dovrà puntare sulla massima concentrazione di poesia e pensiero –
Sogno immense cosmologie mi fa pensare ai blog. Ai microcosmi che si creano grazie ai loro contenuti e commenti. Piccoli ma, allo stesso tempo, immensi.

I blog e i social sono quei luoghi in cui le persone raccontano e si raccontano attraverso immagini e testi, video, disegni. Sono storie che corrono veloci e leggere sul web, che modellano la realtà virtuale che abitiamo e che, come mi ha ricordato Cora di Social Muffin, provengono e mantengono il desiderio di modellare la realtà fisica. Il rovescio della medaglia sta nel fatto che, effettivamente, siamo sottoposti a un accumulo di informazioni tale da esserne congestionati.

Nella mia personale sintesi, o meglio, nella ricerca di una sintesi, ho fatto una prima comparazione tra parole che collego alla cultura e quelle che invece possono stare sotto la colonna del web:

Web & cultura: che cosa sono?

Se ci sono altri termini che vorresti collocare, parlamene pure nei commenti. In questa slide mi sono soffermata un po’ nel confronto tra letteratura e storytelling.

La letteratura è narrazione ma offre qualcosa di più del semplice intrattenimento ma analizza la realtà circostante con l’intento di trovare risposte a domande universali, offrire spunti di riflessione che si mantengono attuali nel tempo. La letteratura è storytelling dell’umanità e dei suoi valori.

Ho scelto di mettere storytelling sotto la voce del web più che altro per sottolineare una diversità di obiettivi.

La letteratura parla di cultura, lo storytelling invece, si preoccupa di raccontare un altro tipo di storia legata a un’azienda, a una realtà che produce beni di consumo. A prescindere dagli obiettivi, la realtà fisica e quella virtuale seguono un impulso comune spesso dato per scontato o sottovalutato, quello di narrare.

Su questo argomento, un bellissimo libro che ti consiglio di leggere è L’istinto di narrare di Jonathan Gottschall.

Quello che cerco di fare, curando e scrivendo su ParoleOmbra, è di individuare un equilibrio fra le due realtà, ma come? In modo molto semplice sì, tradizionale, travasando la mia parte di cultura riflettendo sui libri che leggo, raccogliendo risorse con la rubrica del Curriculum del lettore e confrontandomi con altri blogger in rete, partecipando a eventi come questo e prendendo dimestichezza con termini contemporanei, associandoli a qualcosa che conosco o che ho studiato.

Cerco non solo il confronto, la conversazione e la condivisione ma anche l’interazione, l’interdipendenza e l’interscambio.

Imparo grazie al dialogo che instauro con il libro che leggo o con le persone che commentano e non si fermano alla superficie di una copertina o di una comunicazione sui social ed è per questo che il mio intervento all’evento di Latina è rimasto privo di conclusioni. Perché la conoscenza così come il web non sono concetti da cristallizzare in luoghi comuni ma vanno seguiti nel loro modo di fluire cercando di trovare fra di essi un equilibrio e la giusta velocità.

Sulle relatrici di #SGRosaDigitale (foto di Fabrizio Di Falco)

#SGRosaDigitale: qualcosa sui temi affrontati a Latina

Allora, come ti è sembrato il mio speech a Latina? Non troppo noioso, spero!

Nel dubbio (e anche perché mi piace stare in compagnia) ho raccolto qui i titoli degli interventi e le persone che hanno preso parte all’evento. In alcuni troverai i loro curriculum del lettore in altri, invece, avrai accesso diretto ai loro blog. Forse è il caso che ti metti comodo, scoprirai non solo delle belle persone ma anche delle professioniste competenti e preparate nel loro settore. E questo può tornarti utile per farti un’idea della cultura del web. 🙂

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  • Food Marketing: qual è la strategia migliore per comunicare nel web il tuo ristorante o Lounge Bar?Monia Taglienti
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Photo Credits: immagini in evidenza e a testo di Fabrizio Di Falco, fotografo ufficiale dell’evento organizzato da Cose da bionda.

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1 Comment

  • Reply Resoconto Seo & Love: positivo, negativo o neutro? – paroleombra 20 febbraio 2017 at 7:03

    […] della Gran Guardia un gruppo dall’altra parte della strada richiama la nostra attenzione. Sono le #SocialGirls e Flavius. Rivedere quest’ultimo assieme a Valentina Baldon, Alessandra Apple e Gelindo mi ha […]

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