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Curriculum del lettore di Simonetta Pozzi: cosa legge una storyteller?

1 febbraio 2017
Curriculum del lettore di Simonetta Pozzi: cosa legge una storyteller?

Ho conosciuto Simonetta Pozzi a Milano, al Mashable Social Media Day 2016, grazie a Roberto Gerosami piace molto la tonalità un po’ roca della sua voce con delle leggere inflessioni piemontesi e sono contenta di poterla ospitare questo mercoledì con il suo Curriculum del lettore.

Dato che Simonetta è una storyteller, mi aspettavo un racconto lunghissimo e dettagliato e invece, niente di tutto questo. Questo non vuol dire che non abbia raccontato ma che, semplicemente, l’ha fatto in un modo che non avevo mai preso in considerazione utilizzando uno stile di scrittura incisivo, sintetico e che va dritto al punto e che mi ha ricordato il libro Tre cavalli di Erri De Luca.

Il Curriculum del lettore della mia ospite mi ha fatto ricordare che l’obiettivo di una storia non deve solo far emozionare ma deve essere chiara, accessibile e utile per chi legge.

Deve far ragionare e su questo la mia ospite sa il fatto suo. Vieni a scoprire le letture di una storyteller?

Curriculum del lettore di Simonetta Pozzi: cosa legge una storyteller?

Simonetta Pozzi, immagine via Facebook

Curriculum del lettore: la storyteller Simonetta Pozzi si racconta

Ho accolto con gioia l’invito di Rita a partecipare al Curriculum del lettore, perché, da storyteller, è affascinante raccontarsi attraverso i libri che ci hanno accompagnato negli anni.

Le scelte e i gusti letterari sono personali, ma anche molto influenzati dall’ambiente familiare, scolastico e sociale.

Da ragazzina passavo il mese di agosto nella casa di campagna nel Monferrato e, oltre ai classici giochi di gruppo, avevo a disposizione un po’ di tempo da dedicare al relax ed alla lettura.

Non nutrivo grande passione per i classici, in quanto erano legati ai compiti delle vacanze estive, tanto meno per i romanzi rosa tipo Harmony, troppo sdolcinati per il mio animo ‘ribelle’.

Ero attratta dai gialli e, in particolar modo dai polizieschi, perché mi piacevano le ricostruzioni degli ambienti e la suspence che mi teneva con il fiato sospeso fino all’ultima pagina. Ricordate i Gialli Mondadori? Una collana che avevo trovato tra i libri dei miei genitori e che ho continuato a leggere anche negli anni successivi.

Ho poi scoperto Agatha Christie e gli autori svedesi tipo Henning Mankell e Camilla Lackberg. Nell’ultimo anno, su suggerimento di un amico, ho iniziato a leggere i polizieschi di Antonio Manzini sul vicequestore Rocco Schiavone. E un romanzo tira l’altro, un po’ come le ciliege, per cui ho finito la serie.

In effetti vi confesso una mia abitudine di lettrice: mi affeziono all’autore e desidero sempre leggere tutta la produzione. A volte resto delusa da un libro, ma ostinatamente acquisto anche il successivo. Non mi do per vinta facilmente.

Oltre al filone poliziesco ho seguito con passione anche i romanzi di Banana Yoshimoto e di Isabelle Allende. Ho acquistato per caso Kitchen , il romanzo rivelazione della giovanissima Yoshimoto e, incuriosita dalla cultura giapponese, ho letto tutti i romanzi di anno in anno.

In merito alla scrittrice Allende ho amato in particolar modo La casa degli spiriti e Paula che ho trovato estremamente toccante, trattandosi di un diario dedicato dall’autrice alla figlia ventottene ammalata di porfiria, una rara malattia che la conduce alla morte.

Negli ultimi anni mi sono dedicata anche al tema della resilienza e alla psicologia, quali, ad esempio, Resisto dunque sono di Pietro Trabucchi e a testi sul personal branding e aggiornamento personale sul social media e digital marketing.

Normalmente acquisto libri cartacei, perché amo il contatto con la carta, ad eccezione dei manuali che porto con me in versione Kindle. Ma questa è un’altra storia…

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5 Comments

  • Reply Leggere i libri di Banana Yoshimoto: tra l’onirico e il concreto – paroleombra 3 febbraio 2017 at 10:17

    […] di mia nonna oppure veniva raccomandato da qualche amica fidata o, in tempi recenti, appare nel Curriculum del lettore di Simonetta Pozzi o durante una chiacchierata con Social […]

  • Reply Professionale o professionista: c’è una differenza? – paroleombra 6 febbraio 2017 at 22:32

    […] mettere in riga quattro parole di senso compiuto per definirsi un Web Writer, un Blogger, uno Storyteller o un Content Marketer (giusto per citare alcune delle figure professionali che si stanno affacciando […]

  • Reply Curriculum del lettore: le voci di febbraio – paroleombra 22 febbraio 2017 at 7:02

    […] Anticamente le storie si tramandavano oralmente, di voce in voce. La parola scritta e quella orale hanno poi seguito percorsi paralleli e non convergenti. Un esempio di quello che sto cercando di scrivere (e di dire) lo si trova nel curriculum del lettore di Simonetta Pozzi. […]

  • Reply Leggere i libri di Banana Yoshimoto: tra l'onirico e il concreto - My Blog 28 marzo 2017 at 7:46

    […] di mia nonna oppure veniva raccomandato da qualche amica fidata o, in tempi recenti, appare nel Curriculum del lettore di Simonetta Pozzi o durante una chiacchierata con Social […]

  • Reply Mashable Social Media Day 2016: un evento fatto di speech, merende e networking – ParoleOmbra 28 aprile 2017 at 19:05

    […] e, infine, conoscere i tool narrativi e le platforms per fare Storytelling, illustrati da Simonetta Pozzi. […]

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