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Leggere Tre cavalli di Erri De Luca: trama e impressioni

27 gennaio 2017
Leggere Tre cavalli di Erri De Luca

Eccoci qua con il libro della settimana, Tre cavalli di Erri De Luca.
Un libro piccino, di appena cento paginette.

Pensavo fosse un romanzo da leggere in un’oretta e invece ho impiegato più di una settimana per arrivare alla fine. Come mai questa discrepanza? Te lo spiego subito!

Tre cavalli: trama e prime impressioni

Tre cavalli è un libro che apparteneva a mia nonna, la signora del rossetto rosso, e che mi è stato regalato quando ero appena una ragazzina. La copertina in bianco e nero però non mi attirava ed era quasi passato nel dimenticatoio, c’è voluto il #BookDreams2017 per farmelo ricordare.

Ho aperto le pagine ingiallite e subito l’attenzione è ricaduta su questo passaggio:

“Leggo solo libri usati.
Li appoggio al cestino del pane, giro pagina con un dito e quella resta ferma. Così mastico e leggo.

I libri nuovi sono petulanti, i fogli non stanno quieti a farsi girare, resistono e bisogna spingere per tenerli su. I libri usati hanno le costole allentate, le pagine sono lette senza tornare a sollevarsi”.

Credo di averlo riletto almeno quattro o cinque volte, non perché non lo capissi ma per la miriade di immagini e di emozioni, suoni e odori che provenivano da queste poche righe, l’incipit che apre la storia di un uomo e delle tre fasi della sua vita.

Una storia drammatica che parla della giovinezza di un italiano approdato in Argentina per amore, un amore ucciso senza un perché e un dove.

Una storia che parla di sangue e vendette, di un esilio forzato e autoimposto durante la fase intermedia della vita del protagonista e, infine, una storia che narra la figura di un uomo tornato nella sua terra natia e che ad essa si vota nel ruolo di giardiniere.

Tre cavalli di Erri De Luca, edito Feltrinelli

Un pensiero sul modo di narrare di Erri De Luca

Tre cavalli, tre fasi, tre periodi di vita di un essere umano che ha acquisito una visione del mondo in cui le piccole cose, i dettagli, sono l’unica ancora di salvezza in un’esistenza costellata da dolore, rimorsi, paure, sofferenza.

“Resto di giorno al coperto a guardare mare.
Sento indurirsi la mia vita per assorbire il colpo e accettarlo.
Non c’è via di fuga, è finita la terra, non c’è altro Sud a cui scendere, non c’è stiva di nave in cui dondolare un sonno di salvezza.
Vedo mare che raspa agli scogli e il bianco di unghia delle onde è il rigo che lo separa dalla terra.
Vedo la linea rossa del tramonto che separa giorno da notte, penso che il mondo è opera del re del verbo dividere e aspetto la linea che viene a staccarmi dai giorni.
E vita è un rigo lungo filato e morire è un andarsene senza a capo”.

Dettagli che vengono raccolti con precisione e incisività dall’autore ma che richiedono molta attenzione e concentrazione da parte del lettore e ancora di più per chi aspira a scrivere. Perché non è solo quello che è scritto a mostrare la storia, i vuoti sono pieni e i pieni sono traboccanti. Questo è un libro che ti porta a leggere quello che si suol dire il “tra le righe”.

Per me è stato come leggere un libro di poesie, le frasi brevi non si susseguono in quella maniera prosaica e scorrevole tipica del romanzo ma paiono più versi che permettono molteplici interpretazioni che corrono su vari livelli.

Il modo di narrare di Erri De Luca è affascinante per il contrasto che c’è tra lo stile e la forma della sua scrittura e la miriade di immagini, sensazioni e riflessioni che riesce ad evocare con pochi, semplici tratti disponendo frasi e parole in un ordine che oserei dire quasi maniacale. Per questo ci ho messo tanto a leggere questo romanzo “breve”, perché condensa il tanto sfruttando appieno l’essenziale.

Ne esci che ti sembra di aver vissuto, visto e provato con gli occhi e il cuore del protagonista, seguendo i tempi dettati dall’autore e lungo la quale la storia si dispiega in modo decisamente verosimile. Quello che avresti potuto leggere in un’ora diventa un’esperienza durata anni.

E tu, hai mai letto qualcosa di Erri De Luca?
Come ti è sembrato?

Autore: Erri De Luca
Titolo: Tre cavalli
Casa editrice: Feltrinelli
Pagine: 109
Anno di pubblicazione: ottobre 1999
Prezzo di copertina: € 5.20

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4 Comments

  • Reply Curriculum del lettore: la copywriter Federica Segalini si racconta – paroleombra 29 gennaio 2017 at 22:29

    […] Erri de Luca, In nome della madre […]

  • Reply Curriculum del lettore di Simonetta Pozzi: cosa legge una storyteller? – paroleombra 1 febbraio 2017 at 7:02

    […] Dato che Simonetta è una storyteller, mi aspettavo un racconto lunghissimo e dettagliato e invece, niente di tutto questo. Questo non vuol dire che non abbia raccontato ma che, semplicemente, l’ha fatto in un modo che non avevo mai preso in considerazione utilizzando uno stile di scrittura incisivo, sintetico e che va dritto al punto e che mi ha ricordato il libro Tre cavalli di Erri De Luca. […]

  • Reply Curriculum del lettore di Simonetta Pozzi: cosa legge una storyteller? – ParoleOmbra 31 marzo 2017 at 11:51

    […] Dato che Simonetta è una storyteller, mi aspettavo un racconto lunghissimo e dettagliato e invece, niente di tutto questo. Questo non vuol dire che non abbia raccontato ma che, semplicemente, l’ha fatto in un modo che non avevo mai preso in considerazione utilizzando uno stile di scrittura incisivo, sintetico e che va dritto al punto e che mi ha ricordato il libro Tre cavalli di Erri De Luca. […]

  • Reply Curriculum del lettore: la copywriter Federica Segalini si racconta – ParoleOmbra 31 marzo 2017 at 11:57

    […] Erri de Luca, In nome della madre […]

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