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Curriculum del lettore di Elena Barba: l’artigiana che veste le spose

7 dicembre 2016
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Oggi ospito una donna e un’artigiana che mi è piaciuta subito per la dedizione e la passione che mette nel suo lavoro (raccontata in un bel post sul blog di Giovanna Di Troia) e per la sua capacità di conversare con leggera ironia, a tratti pungente.

Percepisco Elena Barba così, come una persona che non ha mai smesso di coltivare i propri sogni realizzando quelli di donne che decidono per il sì, finché morte non vi separi e facendo in modo che in quel fatidico giorno si sentano vere e proprie principesse, grazie a un abito da sposa confezionato su misura.

Ma cosa legge questa artigiana sposata al suo lavoro, pronta a ricamare promesse d’amore? Lo scoprirai leggendo il suo Curriculum del lettore.

#CurriculumDelLettore di Elena Barba

Elena Barba, Ateleba Sposa

Curriculum Del Lettore di Elena Barba: tra libri, pizzi e merletti

Chi sono nella vita potrai capirlo leggendomi, chi sono professionalmente è semplice da spiegare: mi occupo di moda sposa, lo faccio da tanto e cerco di farlo sempre dando il meglio di me stessa.

Come lettrice, a dirti il vero, non mi sono mai analizzata e quando ho dovuto iniziare a riflettere su quali fossero state le letture che hanno segnato la mia crescita da bambina a donna, non ho saputo rispondere subito.

Così mi sono fermata a riflettere, ho chiuso gli occhi e sono andata indietro nel tempo, cercandomi seduta sul divano o stesa sul letto a pancia in giù, intenta a divorare le pagine di qualche libro.

Penso di aver letto di tutto nella mia vita, adoro leggere e quando, per impegni di lavoro, non ne ho avuto il tempo ho desiderato che inventassero i libri raccontati, roba che potevi infilare nello stereo ed ascoltare intenta al tuo lavoro. Qualcuno deve aver ascoltato i miei pensieri, perché una decina di anni fa iniziai a trovare audio racconti su cd. Ho letto, anzi ascoltato, anche quelli, o per lo meno quei pochi che sono riuscita a trovare dal momento che sembra non abbiano avuto un gran successo.

Come ti dicevo, sono stata una assidua lettrice in ogni fase della mia vita ed ancora oggi compro pile di libri che appoggio su una apposita mensola della libreria che chiamo “to do”, li metto in orizzontale per leggerne i titoli facilmente e sono disposti alla rinfusa. Appena riesco a ritagliarmi un po’ di tempo libero tra i mille impegni che ho, infilo il naso in mezzo a quella pila e ne tiro fuori uno, mi preparo un cappuccino caldissimo e mi siedo in cucina, approfittando del silenzio dei doveri.

Partiamo dall’inizio: la bambina.

È stato mio padre, Raffaele, ad insegnarmi a leggere. Tutte le sante sere, ancora oggi, aspetta che mamma sparecchi la tavola, allunga la mano sul mobile della cucina e prende il suo libro. Resta lì per ore.

Da piccola mi sedevo accanto a lui e iniziavo con le domande:

-“papà che fai..?”-

È stato così che ho scoperto che in un libro c’è vita.

Lì dentro puoi esserci tu che diventi un cavaliere o una principessa. C’è il tuo pensiero, una avventura, una riflessione profonda sulla vita, c’è tutto quello che riesci a prendere. Decisi di fare come lui presi un libro a caso, mi sedetti affianco a lui, piccina piccina ed iniziai la mia avventura.

In casa non avevamo molti libri adatti alla mia età, avevo appena 7-8 anni, la libreria era piena di avventure di fantascienza di cui mio padre era ed è assiduo lettore. Mi portò in libreria e insieme portammo via qualche libro dalla copertina colorata ed il titolo fantastico.

La scuola fu un’ottima alleata, soprattutto le medie. L’insegnante aveva creato una mini biblioteca di classe, ognuno doveva portare un testo, venivano catalogati ed ogni alunna ( era una scuola solo femminile) poteva prenderne in prestito uno alla volta.

Infanzia ed adolescenza sono trascorse leggendo di avventure fantastiche.

Partita da Pinocchio di Collodi, sono passata attraverso Peter Pan, Oliver Twist, I tre moschettieri e Viaggio al centro della terra. Leggevo appena avevo qualche ora disponibile, mi piace immergermi totalmente nelle parole e restarci dentro fino a che tutto ha un senso. Non riuscivo a farlo spesso e, con il passare del tempo e il numero di impegni che aumentavano, divenne proprio un “tempo rubato”.

Durante le scuole superiori, fino all’Universita, libri tecnici di moda, storia del costume, tecniche di taglio e sartoria, storia della corsetteria si affiancavano ai classici che mi divertivo a leggere. Ero affascinata da questo mondo e qualsiasi testo, che riguardasse la moda in tutte le forme, riuscivo a trovare lo facevo mio.

Iniziava a venire fuori sempre più prepotente la mia passione per la sartoria, fino a che i libri tecnici iniziarono a superare di gran lunga i classici. Cercavo manuali sempre più specifici e bazzicavo per le librerie del centro di Napoli ed i mercatini. Spesso cercavo nella bibliografia dei testi che già possedevo ed andavo spedita da “Guida” ad ordinare direttamente.

Nello stesso periodo i miei studi universitari mi insegnavano ad amare Oscar Wilde, Emily Bronte, Daniel Defoe e Shakespeare. Tra i libri dell’Università, i miei romanzi ed i manuali di moda oramai la libreria praticamente era mia.

Erano divisi per genere, ordinati dal più grande al più piccolo, da sinistra a destra. Erano solo miei e non si toccavano. In qualche maniera sono stati questi manuali di tecniche di sartoria a segnare un momento importante nella mia vita. Tutto ciò che leggevo mi assorbiva completamente. Divoravo pile di libri su questi argomenti e più leggevo, più volevo saperne. Fino a quando mi resi conto che tutto questo era più di una passione per me e iniziai il mio percorso lavorativo e di sperimentazione che ancora oggi prosegue nel mio atelier sposa.

Questi libri e non uno in particolare, ma tutti insieme sono stati una guida verso la maturità, mi hanno aiutato a guardarmi dentro ed a capire chi ero e cosa volevo. Da lì in poi mi è bastato andare avanti.

La mia vita da lettrice è proseguita con letture davvero diverse tra loro.

Saltavo dalla psicologia alla storia, ritornavo a romanzi e novelle, facevo pausa con manuali creativi di bricolage, lavori femminili, ceramica, cucina e approdavo alla PNL.
Testi come Il potere delle parole e della PNL di Robert Dilts, mi hanno spinta ad esigere di più da me stessa ed autori come Bandler, Grinder, Jacobson, Sandler e manuali di Max Formisano oggi fanno parte della mia biblioteca.

Alejandro Jodorowsky ed il suo libro Psicomagia sono però stati una esperienza davvero sorprendente di cui voglio parlarti. È un libro che devi leggere più volte ed “esperienzare” in qualche incontro con Alejandro o qualche suo allievo, se hai la fortuna di poterlo fare, per riuscire a dare un senso a ciò che leggi.

Anni fa mio marito ed io prendemmo parte ad uno di questi incontri. Era organizzato qui, a Napoli, da un gruppo di noti psicologi partenopei. Ci andai così, giusto perché non potevo dire di no, già la parola “magia” mi faceva sorridere. È stata un’esperienza personale forte, durante la quale il potere della rappresentazione e dell”azione” ha tirato fuori da ognuno di noi situazioni e sensazioni inaspettate.

Sono tornata a casa piena di domande.

La percezione che abbiamo della nostra realtà è alterata dalle nostre convinzioni, che spesso sono limitanti a causa di conflitti o paure. Agire in psicomagia significa usare il potere della rappresentazione per tirare fuori il conflitto o la paura e poi risolverlo “agendo”, cioè rappresentando un diverso vivere, una diversa soluzione. Il percepire una realtà diversa attraverso la finzione ed il “teatro” in qualche maniera porta la nostra mente a superare timori, paure, ad affrontare conflitti.In quella esperienza ci fu chiesto di mettere in scena differenti situazioni in gruppi di persone aggregate in modo casuale.

C’era chi diventava padre pur essendo donna, chi diventava un animale e chi tornava bambino.
Ogni “rappresentazione” andava interpretata al meglio.
Ogni attore diventava ciò che erano le sue paure, le sue convinzioni venivano fuori.

Qualcuno ne fu sbalordito, come me.

Portammo a casa ognuno convinzioni diverse, esperienze di cui nessuno in realtà parlò con gli altri o, almeno io, non lo feci, ma tutti uscimmo da lì più ricchi.
Tutti portavamo a casa un pezzetto di noi sopito che non sapevamo di avere.

Ho letto in seguito il libro ed ho rivissuto più volte quella esperienza nei miei ricordi.

Jodorowsky è stato di certo una lettura che mi ha fatto riflettere, mi ha spinta ad agire, a fare, ad affrontare le mie paure, a scardinare le mie convinzioni limitanti e in qualche maniera a crescere.

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4 Comments

  • Reply Curriculum del lettore: gli ospiti tra dicembre e gennaio – paroleombra 25 gennaio 2017 at 7:19

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