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#DigiTalkRadio: bentornato Carlos Bellini di We Social

6 dicembre 2016
#DigiTalkRadio: bentornato Carlos Bellini di We Social!

È passato un anno da quando Carlos Bellini di We Social è stato mio ospite attraverso il Curriculum Del Lettore eppure le emozioni e la voglia di condividere e condividersi è rimasta inalterata.

Così ho pensato di invitarlo di nuovo su questo mio piccolo blog con il #DigiTalkRadio, una rubrica musicale in cui sono stata felicemente trascinata dall’entusiasmo e dall’inventiva di Valentina Baldon. L’invito è stato accolto alla velocità della luce e la storia di oggi svela una playlist decisamente originale.

Mi sono divertita a leggerlo e, ancora una volta, ho ritrovato un’altra persona che sa narrarsi con semplicità, efficacia e senza tanti fronzoli. Non potevo lasciarmi sfuggire l’opportunità di ri-ospitarlo!

Vieni a leggere (e ad ascoltare) Carlos Bellini?

#DigiTalkRadio: bentornato Carlos Bellini!

È passato un anno da quando ParoleOmbra e Rita Fortunato mi hanno ospitato per la prima volta. L’opportunità di raccontarmi attraverso i miei libri preferiti, fu – all’epoca – l’occasione che aspettavo da tanto tempo di guardarmi indietro, osservare attentamente, per la prima volta, la strada che avevo percorso e finalmente sorridere nello scoprire l’uomo che ero diventato. Il mio Curriculum Del Lettore è fatto di pochi punti fermi, granitici baluardi a strenue difesa della mia personalità e del mio romanzo personale. Facile.

Raccontarmi attraverso le “mie” canzoni, beh… è tutta un’altra storia. Ci provo:

Ci sono figure che ti restano dentro per sempre. Una di queste è mio nonno Bellini: estemporaneo, istrionico, creativo. Uno con pochi grandi amori nella vita: Fausto Coppi, il Grande Torino, Frank Sinatra. Ecco perché My Way è la ninna nanna che mi faceva smettere di piangere e iniziare a dormire.

Esistono canzoni che non sono esattamente tue, ma che ami lo stesso. È il caso di A Whiter Shade of Pale dei Procol Harum, che è stata la canzone dei miei genitori.

#DigiTalkRadio di Carlos Bellini (We Social)

A volte, invece, le canzoni hanno un odore. E quello di Cleaning Out My Closet di Eminem è l’odore della mia prima palestra di pugilato, della fatica, di quando ho capito che nessuno mi avrebbe mai regalato niente.

Chiudo gli occhi e nella mia testa sento una chitarra, quella che suonava sempre il mio coinquilino Carlo, ai primi tempi dell’Università. Avere vent’anni e cantare Occhi da Orientale di Daniele Silvestri, sognando una donna a cui dedicarla; o urlare a squarciagola che no, “Sally can’t wait” (OasisDon’t Look Back in Anger).

Ecco, a proposito, l’amore.

Ci sono amori che ti spaccano in due. Quelli che quando se ne vanno via, come navi che salpano verso un futuro diverso, ti lasciano lì sulla banchina, solo con te, a chiederti tutta la vita “perché”. (Le naviDaniele Silvestri).

Se sei un minimo orgoglioso, stringi i denti e ti butti a capofitto contro “l’avventura, l’arsura e la paura” (Rino GaetanoAl Compleanno della zia Rosina) sbagliando tutto quello che puoi sbagliare, fino a trovare un nuovo te stesso.

Una persona diversa, più consapevole, fosse anche soltanto perché ha fatto A pugni con il mondo (Articolo 31) e ne è uscita ancora viva. Un Carlos che può guardarsi allo specchio e dirsi this is my life (So Far AwayStand) senza timore.

È la maturità, è mettere l’anima nel lavoro che mi sono inventato, (ri)partendo da zero, e in cui ho scommesso tutto. È tornare la sera a casa col sorriso e pregare Please, please, please, let me get what I want, this time (Please, Please, Please, Let Me Get What I Want – The Smiths).

Quando sembro non crederci più, ecco che di nuovo, sulla mia strada, si presenta l’amore. Improvviso, immediato, profondo. Uno di quelli per cui una canzone non basta e allora ti inventi un gioco che consiste nel dedicarsi una canzone ogni sera, perché “All of of me loves all in you” (All Of MeJohn Legend) e perché “vinciamo noi” (I Don’t Want to Miss A ThingAerosmith). Ma non è come dirlo. L’amore è una musica che suona solo quando vuole. E se vuole, non suona più.

Ho 30 anni e tante playlist ancora tutte da scrivere e ascoltare. Altri sguardi da incrociare, altre avventure da raccontare, altre canzoni. Che bello, però, aver condiviso tutto questo con voi.

“E le senti le vene, piene di ciò che sei, e ti attacchi alla vita che hai…” LeggeroLuciano Ligabue

GRAZIE

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1 Comment

  • Reply Carlos Bellini 6 dicembre 2016 at 13:22

    Cara Rita, ancora una volta voglio ringraziarti per l’opportunità che mi hai offerto. Raccontarmi agli altri, implica prima di tutto una resa dei conti con la mia storia personale, capire ogni volta se mi piace o meno l’uomo che sono diventato passando attraverso tutte le storie che racconto. Scrivere per tutti voi è sempre un momento di crescita interiore, oltre che un privilegio e un piacere. Con affetto, Carlos.

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