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Leggere Se chiudo gli occhi di Simona Sparaco

18 novembre 2016
Leggere Se chiudo gli occhi di Simona Sparaco

Prima della XVII° edizione di Pordenone Legge non conoscevo i libri di Simona Sparaco e, per la verità, non ero molto attratta dall’ultimo suo lavoro, Equazione di un amore.

L’idea della trama mi piaceva ma, alla presentazione, ho avuto come la sensazione che la sobrietà dell’autrice potesse rivelarsi in uno stile di scrittura certamente pulito ed elegante ma poco incisivo ed emozionale.

Tuttavia a me piace concedere il beneficio del dubbio e prima di buttarmi sul suo ultimo lavoro ho preferito andarci cauta e cercare qualche titolo antecedente, giusto per farmi un’idea più ampia del percorso lavorativo intrapreso da Simona Sparaco.

All’inizio volevo leggere il libro con il quale ha esordito, Lovebook. Romanzo molto molto amato, soprattutto dai lettori che abitano i social. Ero lì lì per ordinarlo in libreria quando mi è stato dato un suggerimento che mi ha guidato a Se chiudo gli occhi.

L’ho lasciato riposare tra i libri da leggere fino a quando, domenica scorsa, ho cominciato a sfogliarlo per poi non staccarmene fino alla fine. Vieni a scoprire di che cosa parla?

Se chiudo gli occhi di Simona Sparaco: trama e impressioni

Se avessi dovuto fermarmi solo alla sinossi sul retro di copertina non sono tanto sicura che avrei comprato Se chiudo gli occhi di Simona Sparaco. L’idea che ruota attorno a Viola mi sembrava abbastanza comune.

Si parla di una donna abbandonata dal padre artista, Oliviero De Angeli. Viola appare rassegnata a vivere la sua vita come se fosse sempre fuori posto, chiusa in una bolla di rabbia e amarezza dalla quale non riesce ad uscire mentre il padre, fuggito alle sue responsabilità di adulto, torna a percorrere a ritroso la sua ricerca dell’amore e del perdono di una macchia che lo tormenta fin da quando era solo un bambino e che ha cercato di esorcizzare disegnando esclusivamente in bianco e nero e scolpendo opere in gesso, un materiale povero non adatto a resistere nel tempo come il marmo.

Avevo paura di annoiarmi, anche se di mezzo c’è un viaggio misterioso lungo il confine dell’Umbria e delle Marche. Di base, preferisco evitare il tema dei rapporti familiari tormentati e complicati ma, a quanto pare, sono loro che non riescono ad evitare me (come già è accaduto con I miei piccoli dispiaceri di Miriam Toews e altri libri) e a toccare corde emozionali che preferirei lasciare in pace.

Se chiudo gli occhi di Simona Sparaco

A parte questa mia personale reticenza, quando ho letto questo piccolo passaggio:

“Puoi censurare gli affetti, ma i sogni no. I sogni vanno fino in fondo”.

mi sono convinta a leggere veramente Se chiudo gli occhi.

Mi sono lasciata trasportare dalla trama scoprendo, con piacere, riferimenti ad altri libri come La figlia di Mistral di Judith Krantz. Tutto sommato, la storia di Oliviero De Angeli è similare a quella dell’artista egoista che deluse la sua musa Maggy, ne amò la figlia Teddy e trovò riscatto nel ruolo di padre ed essere umano della giovane Fauve.

Il padre di Se chiudo gli occhi però non soffre proprio di egoismo ma di paura ad amare e a lasciarsi andare ad esso, ad esprimerlo liberamente.

Torna dalla figlia Viola in cerca di perdono ma, per ottenerlo, sa che ha un po’ di cose da spiegare. Non solo a lei, ma anche a sé stesso. Entrambi si trovano a dover indagare nel loro passato, ricongiungere i frammenti di ricordi ancora brucianti ma privi delle informazioni necessarie per leggerli e comprenderli nella loro interezza.

La via del perdono e del ricongiungimento tra padre e figlia narrato da Simona Sparaco mi ha fatto venire in mente anche la cerca spiegata da Loredana Lipperini ne Quel trenino a molla che si chiama il cuore. Piano piano mi sono lasciata coinvolgere, aiutandomi anche con i piccoli dialoghi tra un Oliviero giovane e una Viola bambina posti ad apertura di ogni capitolo e di ogni tappa raggiunta dai personaggi man mano che si avvicinavano ai monti Sibillini.

Sono entrata nella storia e, alla fine, ho lasciato andare qualche lacrimuccia di commozione (non cerebrale) comprendendo, allo stesso tempo, il perché delle scelte che hanno portato i personaggi della storia a un punto di rottura e alla stesura del romanzo letto.

Forse non è alta letteratura ma non è questo il punto. Si legge anche solo per svagarsi ed emozionarsi e con Se chiudo gli occhi entrambi gli obiettivi sono stati raggiunti e so che è su queste basi che continuerò a conversare con questa autrice, in altre pagine da lei scritte o che scriverà.

A proposito, hai letto Equazione di un amore? Mi fai sapere come ti è sembrato?

Autore: Simona Sparaco
Titolo: Se chiudo gli occhi
Casa Editrice: Giunti Tascabili
Anno di Pubblicazione: ottobre 2014
Pagine: 268
Prezzo: € 6.90

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1 Comment

  • Reply Pordenone Legge 2016: gli incontri tra autori e lettori 31 agosto 2017 at 8:58

    […] all’incontro pubblico con Simona Sparaco e Valentina D’Urbano si è parlato di come prendono vita e spessore psicologico i personaggi di […]

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