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Leggere Voltaire e il progetto de La bottega dei traduttori

11 novembre 2016

Il venerdì lo dedico ai libri, di qualunque argomento, di qualunque natura e provenienti da ogni tempo.

Sono una lettrice abbastanza onnivora ma ci sono alcuni autori con i quali mi riesce difficile entrare in sintonia, Voltaire è uno di questi. Ho cambiato idea quando Annarita Tranfici mi ha parlato del progetto de La bottega dei traduttori e spero che, con questo mio piccolo post, esso cresca e raggiunga gli obiettivi che si prefigge.

La bottega dei traduttori: il progetto di riscoperta dei classici

Ho sempre avuto un buon rapporto con i classici in generale. Se non so cosa leggere, viro sicura su quello che si suole definire un vero e proprio mattone perché sono certa di trovare più di quello che offre la letteratura contemporanea.

Quando ho finito di leggere un romanzo o una raccolta di racconti ideato in tempi che sembrano non appartenerci più mi sento pienamente soddisfatta, perché mi sembra di aver letto qualcosa che va in profondità, che va oltre lo svago e il semplice intrattenimento. Tuttavia questo ragionamento non è poi così scontato.

I classici sono un’eredità culturale preziosa e l’unico modo per preservarla è di tramandarla attraverso la lettura. Ed è qui che si inserisce il progetto de La bottega dei traduttori che si occupa di fare tre cose:

  1. Far riscoprire i classici della letteratura straniera, mai tradotti in lingua italiana o risultanti fuori commercio,
  2. Dar valore al ruolo del traduttore, spesso e volentieri messo in secondo piano rispetto all’autore ma al quale si deve un importante lavoro di divulgazione culturale e
  3. Rivalutare una composizione letteraria breve come il racconto, i cui obiettivi e le cui regole sono diverse rispetto alla prosa articolata e complessa del romanzo.

Non è semplice raggiungere questi obiettivi ma la voglia di confrontarsi e di fare di chi lavora per rendere concreto e reale questo percorso ha un valore immenso, che può solo crescere.

Detto questo, un piccolo pensiero su Voltaire…

Classici da (ri)scoprire: Voltaire

Voltaire: da Candido ai racconti tradotti e riscoperti

Di Voltaire ho letto solo Candido e non mi era piaciuto molto, forse perché non avevo percepito la sottile ironia dell’autore o forse perché era proprio il suo sguardo disincantato e un poco cinico a infastidirmi.

Il personaggio si trova a vivere avventure incredibili, che potrebbe benissimo tramutarsi in opportunità di arricchimento umano ma che invece vengono vissute e analizzate come una sequela di disgrazie che si risolvono, fondamentalmente, in un nulla di fatto.

Alla fine, tutta la vicenda e tutti i ragionamenti che si delineano in quest’opera sono strutturati in modo tale da far desistere il lettore dall’uscire dalla sua zona di comfort, per scoprire come va il mondo. Tanto è sempre tutto uguale, non ci sono margini di cambiamento. Un po’ deprimente, a parer mio e, purtroppo, nemmeno illogico.

Leggere i racconti Così Sancta, Il sogno di Platone e Avventura Indiana invece, è stato più divertente. Non è un Voltaire diverso da quello incontrato in Candido. È sempre lo stesso però mi è riuscito più facile dargli ragione. Il lavoro de La bottega dei traduttori e, in questo caso specifico, di Sergio Piscopo mi hanno permesso di riscoprire un’intelligenza sopraffina, profetica a tratti, sottolineando quanto l’autore ritradotto abbia ancora molto da dire su temi molto attuali.

Se leggi Così Sancta potresti trovare molti spunti di riflessione sul tema della virtù femminile per scoprirvi poi una sottile critica (ma forse neanche tanto sottile) su come essa viene percepita dall’universo maschile. Sul finale il lettore può scegliere di indignarsi o di scoppiare in una risata convenendo con il signor Voltaire che non ha poi tutti i torti.

La stessa cosa vale anche per Il sogno di Platone che mi ha fatto ripensare a cosa vuol dire effettivamente essere un sognatore e, per quanto riguarda Avventura Indiana, ho un po’ tremato perché se venisse letto ora potrebbe scatenare non poche polemiche, soprattutto tra i vegani.

Voltaire è così, provocatorio e potrebbe non essere adatto per lettori permalosi. Se ti va di leggerlo, ti rimando alla scheda libro su Amazon e poi, torna qui, mi piacerebbe sapere cosa ne pensi a riguardo. 🙂

Photo Credits: immagine in evidenza via Pixabay

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1 Comment

  • Reply ricettedacoinquiline 11 novembre 2016 at 16:50

    Progetto stupendo! Vado a vedere 😀

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