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Lettera allo scrittore: Bruna Athena scrive a Alessandro Manzoni

1 Novembre 2016
Lettera allo scrittore: Bruna Athena scrive a Alessandro Manzoni

A volte capita di non sentirsi ispirate e oggi non sapevo proprio a chi inviare la mia Lettera allo scrittore.

Per fortuna Bruna Athena, madrina dell’iniziativa, mi è venuta in soccorso e ha scritto il suo pensiero riguardo ad un autore che ho diverse volte costeggiato in questo spazio web ma al quale non mi sono mai rivolta direttamente, Alessandro Manzoni.

Il mio rapporto con Alessandro Manzoni è variabile. Ci sono momenti in cui apprezzo le basi da cui è partito per sviluppare gli intenti narrativi e la conseguente analisi sociale che popolano I promessi Sposi e altri in cui lo percepisco un po’ freddo, molto meno umano ed empatico di Edmondo De Amicis.

Ad ogni modo e come al solito, Bruna ha centrato in pieno questa mia incertezza da lettrice e, per questo, ospito molto volentieri la sua breve ma centrata missiva a uno degli autori più importanti della Letteratura Italiana.

Buona lettura! 🙂

#LetteraAlloScrittore Alessandro Manzoni

Alessandro Manzoni, immagine via Wikipedia

Caro Alessandro,

ho sempre avuto un rapporto molto strano con te. Un po’ come è successo con Dante, ho iniziato ad apprezzarti da grande. La tua storia mi ha sempre affascinato, fino a quando la professoressa di lettere di turno non arrivava a parlare della tua conversione. Da quel momento in poi, iniziavi a piacermi nettamente meno. Per carità, da ragazzina non ho mai sofferto di quella forma di ribellione religiosa e anticlericale, che va sempre molto di moda tra gli adolescenti. Anzi, sono stata proprio una pia ragazza, tempo addietro. Tuttavia, mi piaceva immaginarti incazzato nero con i preti e la loro rigidità. Sono intollerante alla mortificazione e al perbenismo dilagante in certi ambienti.

La fede è passione e spontaneità assoluta. La fede è essenziale, disprezza ciò che è superfluo. Questo è il modo in cui intendo le cose.

Ti preferivo miscredente, perché ti sentivo più vicino a me in questo tuo modo d’essere. Poi c’è stata la conversione e ai miei occhi sei subito sembrato un bacchettone. Non ho dubitato della tua sincerità, eh! Ma pur sempre un bacchettone eri diventato.

Bastava leggere I promessi sposi. Bastava leggere di Lucia, che ho sempre detestato! Vedi Alessandro, tutto sommato è semplice: se ami una persona fai di tutto per starci assieme. O sbaglio? Non mi viene altro aggettivo per definire una tipa che fa tanto casino per sposarsi e poi fa il voto di castità, pur di essere libera, se non “idiota”. Il problema non è la castità. No! Il punto è che nella mia testolina di ragazza romantica – Alessà, romantica come quelli del tuo Ottocento, non alla Fabio Volo e Tiziano Ferro – , la reazione di Lucia non poteva che essere una sola: niente Renzo? niente VITA! Intesi?

Meno male che c’è fra Cristoforo, che ha sempre avuto tutto il mio apprezzamento. Si parla di un personaggio di altra sostanza, un uomo che ha conosciuto gli eccessi e ha operato una scelta. È un po’ come Sant’Agostino, che prima è stato arrogante e lussurioso, poi è stato fatto santo.

Ti dicevo che però ti ho apprezzato tardi. In che occasione, dunque? L’ho detto mille volte e non mi stancherò di ridirlo: ci costringono a leggere cose per istruirci, ma ci avvicinano a concetti lontanissimi dalla nostra età e realtà, provocando spesso reazioni avverse. Più di recente, facendo lezioni ai ragazzi, mi è capitato di rileggerti e di cogliere tante cose nella tua opera, che naturalmente a 16 anni mi sfuggivano. Tu eri sempre lo stesso, io ero essenzialmente cambiata. Così, come è successo per Dante, ti ho spogliato degli abiti da bacchettone e ho potuto vedere la tua acuta intelligenza, la profondità e la sensibilità con cui racconti delle cose del mondo e dell’esistenza umana. Ho quindi preso la decisione di leggere per intero I promessi sposi: troverò il tempo di farlo, ne sono sicura. E voglio rileggerti come se ti conoscessi per la prima volta. A presto,

Bruna

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1 Comment

  • Reply ricettedacoinquiline 1 Novembre 2016 at 15:10

    Io gli direi: “ma non era meglio una storia solo sulla Monaca di Monza??”

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