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Pagine al blog: la differenza tra chi sono e cosa faccio

26 settembre 2016
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Quando si intraprende un qualsiasi tipo di percorso ci si domanda, di solito, chi si è e cosa si sa fare. Il problema che però sorge e su cui mi sono arrovellata quando ho aperto questo blog non è tanto nel rispondere a una delle due domande ma nel formulare la risposta giusta alla domanda giusta.

Le pagine e i post si possono aggiornare così come anche le persone cambiano nel corso della vita e in base alle scelte compiute. Oggi mi trovo al punto di voler operare una distinzione fra le due cose.

Chi sono: le motivazioni della sua nascita

Questo è uno di quei post che forse avrei dovuto scrivere all’inizio, in base ad una strategia messa a tavolino prima di scegliere il tema, la piattaforma, il calendario editoriale. Se mi trovo a scriverlo ora è perché è solo dopo aver creato la pagina Cosa faccio che ho avuto il via, lo spunto per poterne parlare.

La pagina Chi sono è stata criticata. In forma privata ma è stata criticata. I punti per cui questa sezione non convince sono sostanzialmente due:

  1. è troppo lunga e
  2. lascio intendere che, oltre a scrivere su questo spazio, faccio altro.

A primo impatto, questi due fattori, segnalatimi come controproducenti, mi hanno fatto incazzare. Senza mezzi termini. Perché? Perché a quanto pare è pratica comune reputare adatta una persona per un lavoro non in base a quello che fa e come lo fa ma a quello che è, quello che appare. Non lo trovo giusto ma, dato che ho ricevuto una critica comunque costruttiva, ho deciso di buttar giù il rospo e mettere nero su bianco alcune specifiche.

Sul Chi sono ho una certa idea ma è in fase di definizione, quando avrò il quadro completo della mia natura e del mio essere è molto probabile che sarò tre metri sotto terra. Un dato di fatto che vale per tutti. La pagina Chi sono, per arrivare alla forma che conosci tu oggi non è nata per caso ed essa, finora, appare come voglio che appaia. Capisco che sia troppo lunga ma, se noterai bene è divisa in tre sezioni:

  1. poetica, perché nasce effettivamente da un sogno e dal desiderio di mostrare la parte più nascosta di me. Quella che ho messo in ombra per svariati motivi e che, piano piano, cerco di illuminare scrivendo, leggendo, riflettendo, analizzando.
  2. professionale (o quasi) è la sezione che ho più detestato scrivere ma che bene o male deve porsi il compito di dimostrare le capacità che mi rendono quella che sono. Curiosa, predisposta ad imparare cose nuove con precisione, celerità e responsabilità.
  3. breve, brevissima. Messa apposta alla fine e collegata alla pagina Cosa faccio per chi, magari, non ha tempo da perdere in chiacchiere e disquisizioni e vuole andare dritto al succo del discorso.

In pratica, il mio Chi sono così tripartito è il mio modo di dare giusto spazio a delle qualità che, in fondo in fondo, penso di avere: curiosità e voglia di mettersi in gioco, volontà nel fare e disfare finché non si è raggiunto l’obiettivo prefissato e chiarezza. Se queste non sono delle competenze o qualità che possono essere utili per un eventuale datore di lavoro, perché potrei distrarmi nel far altro mi dispiace ma, non posso farci niente. O forse il problema non sono io ma sta nel possibile committente a non aver chiaro cosa vuole, cosa cerca o quali obiettivi intende raggiungere. Per questo ho creato la pagina Cosa faccio.

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Cosa faccio: il suo compito fondamentale

Sulla pagina Chi sono credo sia ormai chiaro che ho voluto mantenere una certa vaghezza tutto sommato tangibile. La definizione dell’essere sta tutta qui, nell’essere vaga e tangibile allo stesso tempo.

Spesso e volentieri cerchiamo di definirci e di capire noi stessi in base a quello che facciamo ma non siamo le nostre azioni. So che può apparire un discorso di difficile comprensione ma non è questo il bello e il brutto dell’esistenza? Il mio è un blog personale, nasce in quanto personale e mentre scrivo comprendo un pochino di più di me stessa e, spero, anche tu, mentre leggi scopri qualcosina in più di te o trovi un lato delle cose e delle persone che non avevi mai considerato prima d’ora.

La pagina Cosa faccio è il risultato di un percorso lungo e complesso e non sarebbe così efficace, come mi è stato fatto notare dalla stessa persona che mi ha criticato il Chi sono, se l’avessi creata e costruita prima. Il suo compito fondamentale è quello di indicare al lettore e possibile datore di lavoro il mio modo di operare. Sono felice che questa nuova pagina piaccia e sia stata apprezzata ma sai perché ho atteso tanto prima di crearla? Perché non avrebbe impattato così bene senza un percorso fatto di libri, di persone e immagini, di post in divenire.

Pochi giorni fa, mentre gironzolavo su Facebook, mi ha incuriosito il post di una pagina letteraria in cui si domandava all’aspirante scrittore e al lettore in generale, che cosa avrebbe scritto al sé stesso del passato. Per quanto mi riguarda, a me stessa scriverei così :

“Accettati per quello che sei, con tutti gli sbagli, gli errori e le gaffe che commetterai. Accetta i tuoi difetti, sono un dato di fatto che non puoi sradicare o nascondere. Cerca l’equilibrio tra autocritica e comprensione delle tue qualità”.

Ecco, quindi la differenza tra le pagine Chi sono e Cosa faccio, una differenza che fa parte della mia personalità, del mio essere professionale ma con quel pizzico di emotività che metto in tutte le cose che faccio, del mio essere curiosa e in continuo divenire. Non solo nel blogging.

E per te, invece, dove sta la differenza?

Photo Credits: immagine in evidenza via Pixabay

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