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Leggere I miei piccoli dispiaceri di Miriam Toews

16 settembre 2016
#Leggere i miei piccoli dispiaceri di Miriam Toews

L’ultima volta che sono andata in libreria non ho avuto il tempo di dire ciò che cercavo che mi sono trovata sotto braccio due libri diversi da quelli che volevo acquistare. La mia libraria di fiducia sa essere molto convincente e, quel giorno, sono uscita con Il cappotto di Nicolaj Gogol, letto e recensito subito dopo Ferragosto e con I miei piccoli dispiaceri di Miriam Toews. Oggi ti parlerò di quest’ultimo…

I miei piccoli dispiaceri di Miriam Toews (non molto piccoli, in verità)

A primo impatto I miei piccoli dispiaceri si è presentato come un romanzo dalla copertina molto, molto bella. Delicata e incisiva allo stesso tempo mentre, sul retro, mi è scappato da ridere quando ho letto la sommaria descrizione delle due protagoniste, le sorelle Elf e Yoli.

“Elf è sempre stata la più bella.
Ha stile, idee geniali, ti fa morir dal ridere; le capitali del mondo la ricoprono allegramente di dollari per farle suonare il pianoforte e gli uomini si innamorano perdutamente di lei.

Yoli è la sorella squinternata. Ha messo al mondo figli con padri diversi, ha un amante avvocato, se si rompe la macchina fa sesso con il meccanico, ha il conto in rosso e una carriera mancata”.

Già dai primi due paragrafi di presentazione, il romanzo di Miriam Toews promette bene, ad eccezione di un piccolissimo e non proprio trascurabile dettaglio. Elf è seriamente intenzionata a suicidarsi e già dall’incipit si capisce che sarà una lettura emotivamente pesante, sullo stile di One Million Dollar Baby, il film prodotto, diretto e interpretato da Clint Eastwood.

“Portarono via la nostra casa sul pianale di un camion un pomeriggio di fine estate del 1979”.

Molto bene cioè, molto male. Ho pensato che fosse un altro libro da accompagnare con fazzolettini per assorbire le lacrime e, ho avuto un attimo di titubanza. Volevo davvero leggerlo? Quanto avrebbe inciso sul mio umore?

I libri ti fanno viaggiare, fantasticare, ridere, riflettere. Sono magia portatile, come ha scritto Stephen King ma bisogna far attenzione perché alcuni ti portano in un mondo dove il dolore è indiscutibilmente compatto. Ti ritrovi a soffrire con quei personaggi, a sentirne le emozioni contrastanti e a voler combattere per fare in modo che, almeno sulla carta, il dono della vita prevalga. Ecco, I miei piccoli dispiaceri appartiene alla seconda categoria, è una narrazione, a tratti comica, degli eventi dolorosi che hanno segnato non solo la vita delle due sorelle ma di una famiglia intera.

Ho seguito le parole di Miriam Toews fino alla fine, di una frase, ad esempio, ne ho fatto un piccolo visual:

I miei piccoli dispiaceri, Miriam Toews - citazione

Con questa frase Elf ammonisce Yoli e, allo stesso tempo, tenta di spiegarle, di convincerla ad accettare il suo bisogno di morire. La pianista di successo vuole essere liberata dal peso della vita.

Non servono a nulla le suppliche e gli accessi di rabbia di Yoli. La sorella maggiore ha deciso per il suicidio e, nel romanzo, ciò che più conta non è come va a finire la vicenda ma sono i processi psicologici ed emotivi che attraversano i vari personaggi descritti dalla Toews a portare il lettore a sfogliare una pagina dopo l’altra e a riflettere su aspetti che non vengono presi in considerazione a causa di svariate motivazioni (o pregiudizi) sociali, legali, religiosi o semplicemente affettivi.

I miei piccoli dispiaceri è un romanzo fiume dove si intrecciano citazioni di libri scritti da scrittori e poeti suicidi, ricordi di famiglia e di funerali, di dolore tramandato di padre in figlio e di madre in figlia che non ne vogliono sapere delle loro origini poiché, esse, evocano immagini troppo terribili da sopportare, anche se appartengono a un passato lontano.

Per questo l’ha trovato pesante, I miei piccoli dispiaceri tocca tutte le corde del dolore, sia in vita sia in morte, ma il modo in cui tutto questo viene affrontato che rende invece il romanzo meritevole di tutti i premi che gli sono stati attribuiti. Il contenuto è pesante, lo stile con il quale viene plasmata la materia ha quel qualcosa di leggero che viene colto come umorismo. Nero, ma pur sempre umorismo.

Nel complesso però non son riuscita ad entrare in empatia con Elf preferendole la sorellina Yoli mentre la madre di entrambe si rivela, verso la fine, un raggio di sole in una trama che spesso cade negli angoli più cupi della sofferenza umana.

Tu hai letto I miei piccoli dispiaceri? Se hai qualcosa di aggiungere a questa recensione, lascia pure un commento.

Per il resto, ti lascio i dati del libro con link alla scheda Amazon (se mai ti interessasse acquistarlo online). 🙂

Autore: Miriam Toews
Titolo: I miei piccoli dispiaceri
Titolo Originale: All My Puny Sorrows
Traduzione: Maurizia Balmelli
Casa Editrice: Marcos Y Marcos
Pagine: 363
Anno di pubblicazione: VII Ristampa 2016
Prezzo di copertina: € 18

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2 Comments

  • Reply Leggere Un ragazzo di Nick Hornby – paroleombra 30 settembre 2016 at 7:34

    […] altro romanzo emotivamente pesante come I miei piccoli dispiaceri? No, per fortuna non è così. Il tema principale di Un ragazzo non è tanto il suicidio e il cosa […]

  • Reply #Leggere Se chiudo gli occhi di Simona Sparaco – paroleombra 18 novembre 2016 at 7:32

    […] e complicati ma, a quanto pare, sono loro che non riescono ad evitare me (come già è accaduto con I miei piccoli dispiaceri di Miriam Toews e altri libri) e a toccare corde emozionali che preferirei lasciare in […]

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