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#DigiTalkRadio: cosa ascolta il nerd Flavius Florin Harabor

13 settembre 2016
#DigiTalkRadio: cosa ascolta il nerd Flavius Florin Harabor

Martedì scorso è ripartita, con la missiva indirizzata a Italo Svevo, l’iniziativa di Bruna Athena della #LetteraAlloScrittore e oggi, una delle mie blogger letterarie preferite, ha in serbo per i lettori la #LetteraAllaScrittrice Grazia Deledda.

Prima che tu vada a scoprire cosa racconta Il mondo di Athena, fermati un po’ qui con me e ascoltiamo insieme la playlist del mio amico nerd Flavius Florin Harabor. Sì, hai letto (e sentito bene) è tornata anche la rubrica #DigiTalkRadio nata in collaborazione con Valentina Baldon!

#DigiTalkRadio: la playlist di Flavius Florin Harabor

Salve a tutti voi, lettori e amici di ParoleOmbra! Sono felice di far parte di questa bellissima iniziativa che si intitola #DigiTalkRadio.

Pur essendo io giovane (questo è quello che dicono alcuni) credo di avere un buona cultura musicale. Oltre a conoscere e canticchiare al mattino Le tagliatelle di nonna Pina e Il coccodrillo come fa, nella mia playlist quotidiana i generi musicali sono misti.

Si avete capito bene sono misti, molto misti. Questo perché ogni genere musicale mi aiuta a fare qualche cosa. Per esempio, Sonny John Moore (voi lo conoscete come Skrillex), Steve Hiroyuki Aoki (conosciuto anche come Steve Aoki o Kid Millionaire) e i Korn sono molto spesso nelle mie orecchie mentre leggo, analizzo e scrivo codici. Nella mia vita, infatti, una delle cose che ho imparato a fare è programmare o sviluppare cose.

Però non è che io sia il tipico sviluppatore che trascorre tutta la giornata sopra codici e ancora codici. Nel mentre faccio anche, come si dice, il blogger di Insidevcode. In questi momenti la mia playlist vede un mix di generi che vanno dal pop all’hip-hop per poi arrivare anche a toccare il reggaeton e il reggae. Alt! Non vi spaventate per questi ultimi due generi! Non vorrei perdere gli amici acquisiti in questi mesi e anni! Mentre scrivo ascolto anche i Metallica, i Led Zeppelin, i Kiss, gli U2, i Muse, i Coldplay, i Queen, gli Europe e chiudo con i Police.

DigiTalkRadio di Flavius Florin Harabor

immagine via Pixabay

Sembra una lista lunga lunga di band per fare il figo, ma non è così. Questo perché fin da piccolo i miei mi hanno fatto ascoltare buona musica e alcune canzoni, come The final Countdown degli Europe e molte altre mi hanno accompagnato negli anni della mia infanzia.

La stessa cosa si può dire anche della canzone Radio Ga-Ga dei Queen e molti dei pezzi presenti nell’album The Works, così come Kingston Town e Red Red Wine degli UB 40, sono canzoni che ancora oggi collego ad eventi importanti della vita.

Posso dirvi che con alcuni pezzi degli UB 40 e dei Queen ho sempre fatto bella figura con le donzelle?

Vorrei concludere questo mio percorso nella musica chiamando in causa Cypress Hill, DMX, Wu-Tang Clan, Tupac Shakur, Eminem, DJ Premier, Dr Dre, Snoop Dogg e Busta Rhymes, che nei miei momenti di relax, o quando viaggio, suonano nelle casse della macchina o nelle cuffie.

La sera, prima di andare a dormire e mentre mi fumo una sigaretta in terrazzo il più delle volte c’è un Johann Sebastian Bach, Ludwig van Beethoven, Wolfgang Amadeus Mozart e Antonio Vivaldi a farmi compagnia.

Insomma, non ho tanti titoli da elencare ma solo gli artisti che interpretano questi pezzi. Molti di loro non hanno una sola canzone che non mi piaccia. Se parlo di Bob Marley non posso citare una sola canzone, anche se No Woman No Cry, One Love e Redemtion Song passano tre volte al giorno nelle mie orecchie. Vale la stessa cosa per il figlio Damian Marley che a volte anima le mie giornate con Road to Zion, Welcome to Jamrock e Make It Bun Dem.

Tutto questo vale anche tutti gli altri artisti citati prima, dove per ognuno di loro ho almeno 3 o 4 canzoni per cui vado matto. Quindi ecco perché la mia playlist per il #DigiTalkRadio è fatta solo di artisti e di pochi titoli.

Spero vi piaccia lo stesso e, buon ascolto! 🙂

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1 Comment

  • Reply Latina: i retroscena di un evento social al femminile – paroleombra 30 gennaio 2017 at 7:23

    […] un fisico giunonico, jeans e giacca in pelle, lunghi capelli bianchi in plastica e pizzetto biondo. Flavius Florin Harabor ha fatto subito colpo non solo sulle prime arrivate ma anche sugli uomini di passaggio che si sono […]

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