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Leggere i racconti di Joseph Roth

22 luglio 2016
Leggere Joseph Roth: Questa mattina è arrivata una lettera

La scorsa settimana ho recensito alcuni racconti di Stephen King. Non ho abbandonato la lettura di quelli che mi mancavano (Stand By Me è meraviglioso) ma mi è saltato il ghiribizzo di sfogliare le storie di un altro autore, Joseph Roth.

Vieni a leggere che idea me ne sono fatta?

Immagini e suoni, la sinfonia di Joseph Roth

Non avendo mai letto nulla di Joseph Roth non sapevo cosa aspettarmi in corso di lettura.

Se con Stephen King mi ero fatta un tipo di idea per poi rivalutarla a posteriori, con Roth si rimane spiazzati. E non in senso negativo.

L’autore della raccolta intitolata Questa mattina è arrivata una lettera ha un modo di strutturare i racconti che, se dovessi usare un termine “evocativo”, definirei molto signorile.

Mi è parso elegante, ma non ampolloso. Piacevole e sconcertante allo stesso tempo e con lui temi quotidiani e potenzialmente banali assumono una veste accattivante, quasi luminosa e molto, molto emotiva dal ritmo scorrevole, a volte sospeso, ma costante, armonioso.

Caratteristiche che si notano fin da subito nella tristissima storia di Barbara. Una donna che racchiude dentro di sé la rinuncia alla vita e all’amore, votandosi al sacrificio della sua personale felicità.

L’infanzia, l’adolescenza, il matrimonio, la maternità e la senilità non sembrano raccontare le fasi della vita ma il lento, inesorabile prosciugamento delle energie vitali. A nessuno, nemmeno al figlio, importa ciò che la protagonista non sta vivendo:

“ […] non capiva affatto la madre; la vedeva lavorare ma gli pareva naturale così, non possedeva la finezza di leggere la sofferenza che c’era nella sua anima e in ogni sacrificio che faceva per lui”.

Ciò che mi ha colpito di questo racconto è stato che fino alla fine mi è sembrato di essere guidata verso un determinato stato d’animo. Leggendo e, quasi inconsciamente, non solo ho osservato il personaggio letterario e le sue vicende ma… mi ci sono affezionata. Ho sperato che tutto procedesse verso una direzione diversa, che venisse introdotta una svolta che facesse rifiorire la speranza, anche solo per un attimo. Speranza che però viene disattesa lasciando il lettore con l’amaro in bocca.

Una cosa simile è avvenuta con la storia dell’abile contabile in Carriera.

Affascinata dalle competenze di Stieglecker e dal suo amore per l’inchiostro violetto, preferito al, comunemente adottato, nero imperiale, ho quasi creduto che, alla fine, il protagonista avrebbe fatto il salto di qualità. Anche qui Joseph Roth si rivela beffardo e non ti nascondo che, d’impulso, avrei preso a schiaffi questo benedetto personaggio e per la sua “stoltezza” poiché l’ago della bilancia pende nel piatto dove vi è meno peso in cui riporre gratitudine.

Il cartello l’ho trovato semplicemente geniale e molto, molto divertente.

Parte con la scomparsa di una graziosa suffragetta, cosa mai le sarà successo? Solo il fantomatico cartello, rappresentato dai tre giornalisti più influenti del luogo, potrebbe far luce su questo caso. In fondo, sanno tutto di tutti e, se non sanno, gonfiano e intortano una notizia come più a loro aggrada, garantendosi un’ampia fetta di lettori.

Dettagliatissime le descrizioni fisiche del terzetto che mostra anche le caratteristiche e gli stereotipi di una professione. Il dettaglio più simpatico? L’entrata in scena di un quarto reporter…

Joseph Roth: Questa mattina mi è arrivata una lettera

La ricca casa di fronte è un gioiello narrativo da guardare a distanza, per sentirlo più vicino.

Due uomini di diversa estrazione sociale si guardano attraverso le finestre delle loro rispettive dimore. Si viene a creare un muto dialogo e un’intesa amicale che si conclude con l’arrivo di una missiva. Spetta al lettore trarre le sue conclusioni ma la brevissima e concisa frase finale è sufficientemente chiara per fugare ogni dubbio interpretativo (e a strappare al lettore una disincantata risata).

Questa mattina mi è arrivata una lettera sa di nostalgia, di malinconia per luoghi e persone perse di vista. Dice il protagonista:

“La gente della mia terra ha una buona memoria, perché ricorda con il cuore”.

Su questo racconto non saprei che dire. Commentarlo equivarrebbe a ragionarci sopra, a formulare un pensiero, a far entrar in campo la mente. Non mi va, l’ho letto e l’ho sentito. E questo mi basta.

Dura appena due paginette Sempre più rari saranno in questo mondo… Il finale rimane aperto, lasciato in sospeso, tutto da scrivere. Il passo introduttivo però te lo voglio condividere. Fa riflettere molto su cosa vuol dire dedicarsi alla scrittura:

“Sempre più rari saranno in questo mondo di ovvie realtà è conseguenze prevedibili quei singolari destini che […] ci può essere capitato di incontrare molto spesso in passato. Comunque, di tanto in tanto, allo scrupoloso indagatore di persone e casi particolari, si manifestano ancora oggigiorno certi eventi che non sembrano essere plasmatica da un cieco arbitrio, bensì da una qualche forza letteraria che talvolta sembra governare il destino del mondo”.

È un po’ come dire che il caso non esiste ma, sviluppato così, mi fa immaginare un Joseph Roth carismatico. Capace di incantare con un’oratoria ricercata, musicale ma non tediosa.

Potrei continuare ma, mi voglio fermare qui e qui salutarti. Ci sono altri racconti da leggere (Umanità malata, Del luogo di cui voglio ora parlare… e Giovinezza) ma credo sarebbe più bello scoprirli in solitudine. Senza pensare a come interpretarli, ad analizzarli perché certi racconti e autori meritano di essere letti e sentiti, semplicemente.

Tu che ne pensi?

Photo Credits: immagine in evidenza via Picjumbo

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