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Leggere Stephen King (in generale)

15 luglio 2016
Leggere Stephen King (in generale)

Non sono riuscita a finire di leggere il libro raffigurato ad apertura di questo articolo. Non perché non mi piace quello che sto leggendo ma perché, purtroppo, non ho avuto tempo sufficiente per compiere questa impresa.

E poi, Stephen King è uno scrittore diabolico. Forse è per questo che ho spesso aggirato i suoi libri. Alcuni autori sono talmente bravi a concretizzare gli incubi che si rischia di rimanerne intrappolati, senza possibilità di fuga.

Leggere Stephen King è come affrontare l’essenza stessa della paura

Ricordo un librone enorme. Pagine sottili, carattere tipografico minuscolo. Una raccolta di racconti di Stephen King. Lo lessi perché mi era stato vietato, classificato come narrativa non adatta alla mia età. Ah, sì? Ecco, in fatto di libri non ho mai, ma proprio mai, obbedito. Ho scelto spesso quelli per i quali non ero pronta.

Lo lessi di nascosto, soprattutto quando i miei non erano in casa e poi, la baby sitter non poteva sapere o accorgersi che mancava un libro nella libreria genitoriale. Quei racconti mi fanno venire i brividi solo a pensarci. Tra i più traumatizzanti c’era quella del bambino che attendeva in un parcheggio. Pallido, magro e indifeso. La preda ideale per un adulto dagli intenti perversi. Quando entra in scena un essere per far cose brutte (ma molto brutte) al pedofilo chiusi il libro di scatto. Mi batteva forte il cuore e quella notte feci brutti sogni. Mi pare che si intitolasse Popsy, nome simpatico, tenero… poco adatto per una creatura demoniaca dagli artigli talmente affilati da tagliare la lamiera di un furgone come se fosse burro.

Lessi quella raccolta fino alla fine. Mi cibai di paura pura, provai disgusto. Immagini che a volte ritornano, frammentate ma inquietanti, quando sento nominare Stephen King.

Non è un autore che fa per me, pensai. Sono troppo impressionabile.

Vi fu un riavvicinamento con Il miglio verde ma solo dopo aver chiesto più e più volte all’amica che me lo prestò se davvero non era un romanzo di paura. Lo divorai e mi incavolai come una biscia quando guardai il film perché le battute, soprattutto nelle scene finali, erano state invertite, dette da altri personaggi. Pignoleria da lettrice (e il film è comunque bellissimo). Tenni in ostaggio Il miglio verde per parecchi mesi, per rileggere alcune parti e sperando che la legittima proprietaria se ne dimenticasse. Quest’ultima eventualità non si presentò e dovetti restituirlo, con grande dispiacere. Un altro libro da ricomprare e rileggere.

Per questo Stephen King è diabolico, come autore lo amo e lo odio allo stesso tempo. Lo amo per la sua capacità di narrare e mostrare ciò che nasce dalla sua mente geniale (e secondo me un po’ malata) ma non solo, le sue storie si depositano nei meandri più reconditi della memoria e riemergono quando meno te l’aspetti. Questo è il lato che detesto e forse è un po’ per questo che ho aggirato i suoi libri temendo di essere assorbita da un vortice di inquietudine difficile da smaltire.

Stagioni diverse di Stephen King

Leggere Stephen King: Le ali della libertà e L’allievo

Domenica scorsa ho deciso di riaffrontare Stephen King e, su consiglio di Giovanni Amato, ho scelto Stagioni Diverse. Per ora, mi sono soffermata su Le ali della libertà, L’allievo (Un ragazzo sveglio) e parte di Stand By Me. Tutte trasposizioni cinematografiche.

Il libro è sempre meglio. De Le ali della libertà mi è piaciuto molto il senso dell’attesa di un uomo innocente condannato per omicidio molto diverso dal bruciante desiderio di fuggire e di avere giustizia e riabilitazione.

Immaginare di perdere tutto per una serie di sfortunati eventi, di essere privato della libertà e perseguitato per qualcosa che non ha commesso rende la figura del protagonista, Andy Dufresne, estremamente affascinante, anche perché è contestualizzato all’interno della struttura carceraria della quale vengono rilevate tutte le falle. All’interno di quelle mura non si perde solo la libertà ma, se c’è un qualche brandello di umanità nei criminali rinchiusi, viene completamente estirpata. I detenuti si assuefanno alla prigionia al punto tale che, una volta scontata la loro condanna, ricadono nel crimine per poter tornare. O muoiono. Non vi è la tensione alla fuga ne Le ali della libertà ma la tensione di un uomo che lotta per non farsi inglobare dal luogo dove si trova e dalle sue regole. Andy Dufresne riesce, come dice il detenuto che ne narra le gesta, a mantenersi libero, a indossare la sua libertà, pur essendo rinchiuso.

“E si allontanò con passo sciolto, come se fosse un uomo libero che ha appena fatto una proposta a un altro uomo libero. E per un po’ bastò a farmi sentire libero. Andy era capace di fare una cosa del genere”.

Un racconto che tocca il cuore e crea delle immagini bellissime da portarsi appresso e fa riflettere anche sul concetto di libertà e di speranza che non sta nell’inazione ma nel mantenersi attivi, impegnati pur in condizioni ambientali restrittive e punitive.

Poi è stata la volta de L’allievo e, mi sono tornati i brividi. La componente mentale è la vera protagonista della storia. Un ragazzino all’apparenza bello e bravo riconosce un criminale nazista e cosa fa? Cerca di dominarlo facendosi raccontare la storia dei campi di concentramento, nei suoi particolari più raccapriccianti.

Tra il giovane Todd e il vecchio assassino Dussander si crea un rapporto morboso, vengono aperte porte oscure che li legano l’uno all’altro indissolubilmente. Se il nazista riacquista coscienza di quello che è stato in passato provandone poi orgoglio e vitalità (orrore) Todd subisce un’involuzione spaventosa che lo rende un mostro forse anche peggiore di chi pensava di controllare.

Dussander è un assassino vissuto in un’epoca in cui gli è stato permesso di essere tale, ha potuto esercitare la violenza e il male liberamente, con orgoglio. Ne ha goduto e, con lucidità, prende coscienza della sua natura corrotta, priva di compassione. Gli esseri umani, gli ebrei, i barboni, gli animali non sono altro che numeri da sottrarre alla vita e dai quali ottenere energia vitale.

Todd è il classico bravo ragazzo al quale non è mai stato fatto mancare niente ma che nasconde dentro di sé il germe del male. Un germe che si sviluppa grazie all’influenza del vecchio nazista e che, una volta espanso, cerca una via di fuga, uno sbocco. Qualsiasi cosa pur di poter mettere a tacere gli incubi e continuare la recita del ragazzo perfetto. Diventa assassino per noia, per dimostrare al mondo di essere il più intelligente, il più sveglio (secondo orrore).

Se devo essere sincera, questo racconto mi ha schifato ma forse era questo quello che Stephen King voleva ottenere dal lettore? Schifo? Oppure ha solo voluto mostrare fino a che punto una mente può essere torturata e manipolata al punto tale da guastarla del tutto? Sta al lettore scegliere, sta al lettore capire qual è il suo limite di sopportazione. Quando è arrivato alle sevizie sugli animali ho vacillato . I libri di questo autore sono molto stratificati, molto oscuri, molto tossici. Vanno letti con il contagocce, per questo vado avanti a rilento.

Ora sono a circa a metà di Stand By Me. Non ricordo molto bene il film e non voglio esprimere alcun giudizio su un racconto che non ho ancora finito di leggere. Sono arrivata al punto in cui si trova il riferimento a un’altro racconto ancora, Cujo.

Questa è un’altra caratteristica molto interessante di Stephen King, tutti i suoi racconti sono collegati fra loro. Tasselli di un piano narrativo immenso. Questa è genialità, lasciar scorrere le storie senza però mai perderne effettivamente il controllo per incanalarle in una zona che sta tra ragione e irrazionalità e aprire porte che andrebbero lasciate chiuse.

Eh, già. Leggere Stephen King è proprio un’impresa perché è come lottare contro un incubo e sentirsi spesso sull’orlo della sconfitta. Uno scossone così, ogni tanto, ci vuole.

Autore: Stephen King
Titolo: Stagioni Diverse
Titolo Originale: Different Seasons
Traduzione: Bruno Amato, Paola Formenti, Maria Barbara Piccioli
Casa Editrice: Sperling & Kupfer
Collana: Pickwick
Pagine: 588
Anno di pubblicazione: Novembre 2013
Prezzo di copertina: € 11.90

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39 Comments

  • Reply Andrea Torti 15 luglio 2016 at 7:27

    Per quanto qualcuno storca il naso definendola “letteratura di consumo”, penso che la scrittura di Stephen King sia tutto meno che banale, non fosse altro per l’abilità dell’autore di utilizzare una gamma di registri così vasta – dal tormentato al terrorizzato, dall’intimista all’umoristico.

    A prescindere dagli elementi fantastici presenti nei suoi racconti, il vero orrore riesce a esprimerlo nel descrivere situazioni fin troppo comuni – la follia, la violenza, l’indifferenza.

    • Reply Rita Fortunato 15 luglio 2016 at 8:10

      Sono completamente d’accordo, Andrea. Credo che King sia uno di quei pochi autori con la A maiuscola capace di coniugare l’intento narrativo di far riflettere e analizzare sulla natura umana con l’immaginazione e un’innegabile (oltre che rara) abilità stilistica. UNo scrittore completo e mai, mai banale.

  • Reply soniabertinat 15 luglio 2016 at 18:35

    Amo King e ho appena comprato The Dome (da cui è tratta la serie TV).
    Ricordo la paura quando lessi Shining.
    Ma se è la paura ad allontanarti da lui non devi farti sfuggire la serie de La Torre Nera. Poca paura e molta fantasy.

    • Reply Rita Fortunato 15 luglio 2016 at 18:54

      Di Shining ho visto il film poco tempo fa e non ho intenzione di affrontare il libro, 😱
      E serie de La torre nera sia, m’ispira! 😊

      • Reply soniabertinat 15 luglio 2016 at 19:54

        Fammi sapere 🙂

  • Reply joebarry 16 luglio 2016 at 8:27

    Non ho letto ancora nessun racconto di King ma ho letto diversi suoi romanzi. Compresa la saga della Torre Nera. Anche io come te amo King anche quando è prolisso. Adesso mi aspetta L’ombra dello scorpione e non vedo l’ora di leggerlo!

    • Reply Rita Fortunato 16 luglio 2016 at 16:16

      Buona lettura! Nel frattempo provvederò con la saga della Torre Nera. È diventato un consiglio di lettura ricorrente, è bene che lo segua quanto prima. 😉

  • Reply wwayne 21 luglio 2016 at 21:43

    Il mio libro preferito di Stephen King è questo: https://wwayne.wordpress.com/2014/04/18/misteri-e-segreti/. L’hai letto?

    • Reply Rita Fortunato 22 luglio 2016 at 14:45

      Ciao, wwayne.
      Sono molti i libri di King che mi mancano. Il tuo titolo sembra interessante, ci farò un pensierino. Grazie per il suggerimento. 😊

      • Reply wwayne 22 luglio 2016 at 14:46

        Se ti va, poi fammi sapere come l’hai trovato. Se invece non dovessi più sentirti, per me avertelo fatto scoprire è già una grande soddisfazione. Grazie a te per la risposta! 🙂

        • Reply Rita Fortunato 23 luglio 2016 at 7:33

          Di nulla, grazie a te per il commento e il suggerimento. 😉

  • Reply Leggere i racconti di Joseph Roth – paroleombra 22 luglio 2016 at 10:04

    […] scorsa settimana ho recensito alcuni racconti di Stephen King. Non ho abbandonato la lettura di quelli che mi mancavano (Stand By Me è meraviglioso) ma mi è […]

  • Reply #Leggere On Writing di Stephen King (finalmente) – paroleombra 2 settembre 2016 at 6:29

    […] quale Stephen King è re indiscusso (e scusami il gioco di parole) ma, dopo aver ripensato ai suoi racconti perché non applicarmi di più in veste di scrittrice leggendo On Writing? L’ho letto tutto d’un […]

  • Reply Neogrigio 10 ottobre 2016 at 6:25

    …e tutti i romanzi trovano sbocco nella sua opera omnia, la saga della Torre Nera. Cmq io ho adorato L’Allievo, un racconto davvero angosciante, uno di quelli che più mi ha tenuto sveglio la notte, forse anche perchè del tutto privo della parte fantasiosa. Ci hanno fatto pure un film carino ma con un finale totalmente diverso

    • Reply wwayne 10 ottobre 2016 at 7:52

      Neogrigio, che piacevole sorpresa trovarti qui! Ricordi benissimo il film L’allievo, ma non ho letto il racconto. Lì come finiva?

      • Reply Neogrigio 10 ottobre 2016 at 16:24

        beh se non ricordo male il racconto finiva in una carneficina

        • Reply wwayne 10 ottobre 2016 at 18:19

          Devo assolutamente leggerlo! Grazie per la risposta! 🙂

          • Neogrigio 11 ottobre 2016 at 6:05

            si beh…tutti e 4 i racconti del libro sono molto belli. Tra l’altro su quattro racconti tre sono diventati film di cui due memorabili: Stand by me e Le ali della libertà (che secondo un recente sondaggio è in cima alle preferenze cinematografiche degli americani)

          • Rita Fortunato 11 ottobre 2016 at 9:06

            Ecco, io L’allievo non l’ho mai visto ma ho adorato Le ali della libertà e, solo dopo aver letto il racconto, ho amato anche Stand By Me. 🙂

          • Neogrigio 11 ottobre 2016 at 10:29

            In L’allievo recita il mitico Ross di Friends 🙂 è stato strano vedergli fare un personaggio serio

          • Rita Fortunato 11 ottobre 2016 at 19:00

            Ho presente l’attore di Ross e, in effetti, non riesco ad immaginarmelo in un ruolo drammatico. Ora sono curiosa di vedere il film. 🙂

          • Neogrigio 11 ottobre 2016 at 19:34

            il film merita cmq, finale diverso a parte è fatto davvero bene, abbastanza angosciante. te lo consiglio

          • Rita Fortunato 11 ottobre 2016 at 19:47

            Uhm, The Secret Windows non sono riuscita a finire di vederlo perché mi metteva troppa ansia e inquietudine. Non so se guarderò L’allievo ma, mai dire mai 😉

          • Neogrigio 11 ottobre 2016 at 19:53

            Molto bello anche quello. Tra l’altro in “Quattro dopo mezzanotte” c’è un racconto geniale che adoro: Il fotocane

        • Reply Rita Fortunato 11 ottobre 2016 at 9:06

          Confermo.

  • Reply #CurriculumDelLettore di Lisa Bortolotti: un’economista con lo sguardo a 360° – paroleombra 9 novembre 2016 at 7:32

    […] letto fortuitamente uno dei primi libri di Stephen King, Gli occhi del drago, nel quale notavo già da allora le digressioni di tipo economico che poi mi […]

  • Reply #Leggere Verso le luci del Nord di Alessia Savi – paroleombra 9 dicembre 2016 at 7:34

    […] La storia, nel suo complesso, è bella. Alessia Savi l’ha articolata bene e man mano che procedevo con la lettura mi sembrava di veder scorrere delle immagini, come se fossero scene studiate per serie televisive come Buffy l’ammazzavampiri o The Walking Dead. Di tanto in tanto, avevo l’impressione che alcuni dettagli provenissero dai racconti di Stephen King. […]

  • Reply unacontraddizioneambulante 7 gennaio 2017 at 19:54

    ahhh io ho un blocco incredibile per King. Sono troppo facilmente impressionabile per poter anche solo tenere un suo libro tra gli scaffali :O

    • Reply Rita Fortunato 7 gennaio 2017 at 20:19

      Potresti superare il blocco prendendo in prestito qualche suo libro in biblioteca. Così se arrivi a un punto in cui proprio non riesci ad andare avanti puoi sempre restituirlo. Io vorrei leggere il ciclo della Torre Nera perché, da quello che ho capito, qui si è cimentato più nel genere Fantasy che Horror. 😊

  • Reply Curriculum del lettore di Giovanni Amato: blogger e scrittore di talento – paroleombra 26 febbraio 2017 at 19:21

    […] letti con estremo piacere a scuola – ecco che bussa, alla porta della mia mente, il signor King. Sì, nutro un profondo rispetto per colui che reputo il maestro […]

  • Reply Curriculum del lettore di Marina Innorta: lettrice curiosa e introspettiva – paroleombra 26 febbraio 2017 at 20:16

    […] dacci un occhio, è un autore nuovo, secondo me ti piace. Ancora racconti: A volte ritornano di Stephen King. Da allora è partita una passione che a distanza di oltre 30 anni ancora non si è sopita. Certo […]

  • Reply Leggere On Writing di Stephen King (finalmente) – ParoleOmbra 31 marzo 2017 at 14:24

    […] quale Stephen King è re indiscusso (e scusami il gioco di parole) ma, dopo aver ripensato ai suoi racconti perché non applicarmi di più in veste di scrittrice leggendo On Writing? L’ho letto tutto d’un […]

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