Scrittura creativa

Pausa racconto: una breve canzone e un qualcosa di più

2 giugno 2016
#PausaRacconto: Scrivimi una canzone e un qualcosa in più

Per questo mese non ho preparato un racconto a puntate ma ho una piccola canzone, appena appena abbozzata e scritta per un committente un po’ particolare, mio padre.

Pausa Racconto: Scrivimi una canzone e un qualcosa di più

– Fammi il testo di una canzone! Ho una piccola idea di traccia sonora ma non il testo! –
– Ma… papà, cosa vuoi che scriva? Non lo so… –
– E tu prova. –

Guardo mio padre, le rughe a zampa di gallina attorno gli occhi e le mani rese coriacee e callose dal suo lavoro come muratore. Gli è sempre piaciuta la musica, lo rilassa.

Quando tornava a casa dal lavoro si sedeva al vecchio pianoforte di famiglia. Talmente vecchio che forse i tarli non ci avevan fatto festa perché era ben visibile la placca sul coperchio che raffigurava un’aquila a due teste, sormontate da una corona. Lo stemma dell’impero Austro – Ungarico. Associazione sciocca di un’immagine proveniente dai miei ricordi infantili comunque, si sedeva al pianoforte e, a orecchio, poggiava le dita, nate per costruire, sui tasti bianchi e neri e, come dice lui, strimpellava un po’.

Quel pianoforte non c’è più ma mio padre continua a suonare. Tanto basta una pianola, una chitarra, delle immagini da raccontare in forma cantata e un registratore. Gli piace, si diverte. Così gli ho scritto e inviato (volendo la trovi anche su 20lines) queste parole:

Scrivimi una canzone,
ho la musica
e non le parole.

Non so scrivere canzoni.
Un giro di chitarra,
in lontananza un organo,
una melodia bizzarra non bastano?

Scrivimi una canzone
ho la musica
e non le parole.

Che tipo di canzone?
Parole in giallo o in blu?
Energia o calma?
Il ritmo di un tamburo,
il pensiero del pianoforte
non vanno bene?

Scrivimi una canzone,
ho la musica
e non le parole.

Non so scrivere canzoni
ma forse so provare emozioni…

– Molto carina, mi hai dato un bello spunto. Grazie, figliola! –

Lo spunto è diventato una canzone completa. Per diventare il sottofondo musicale di questi (bellissimi) disegni di Roberto Bossi. A te, mio lettore, la visione e l’ascolto di un qualcosa in più. Alla prossima pausa racconto. 🙂

You Might Also Like

3 Comments

  • Reply Giovanni Amato 3 giugno 2016 at 14:26

    Che cosa meravigliosa! Grazie per averla condivisa <3

    • Reply Rita Fortunato 5 giugno 2016 at 11:26

      Mi era sfuggito questo commento, Giovanni. Grazie a te, sono felice che ti sia piaciuta. 😊

  • Reply #PausaRacconto di Daniele Fortunato: La morte di Anaia, l’ingorda (1) – paroleombra 23 giugno 2016 at 8:00

    […] vestendo il ruolo di cantastorie improvvisato. Ho aperto la #PausaRacconto di giugno con una canzone poi arricchita dalla voce e dalle note di mio padre e dai disegni di un suo amico e ora chiudo […]

  • Leave a Reply

    %d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: