Scrittura creativa

Pausa racconto le ali dei ricordi: quarta e ultima parte

26 maggio 2016
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E anche la pausa racconto de Le ali dei ricordi volge alla sua conclusione con la quarta e ultima parte.

Se vuoi leggere la storia dall’inizio, ecco l’elenco:

Buona lettura e alla prossima storia. 🙂

“Mi sa che sei guarita!” appurò Alessio per nulla sorpreso.

Per la prima volta Angelica parlò: “Mia mamma teneva sempre tra i capelli un fiore come questo. Quando è morta è scomparso con lei e io ormai avevo perso la speranza di ritrovarlo! Dove l’hai preso? Grazie per avermelo riportato!”

Alessio non fece in tempo a spiegare che entrò il padre della giovane, il quale,vedendo la sua unica figlia in piedi e sorridente, quasi si inginocchiò per lo stupore. Angelica lo sorresse e lo abbracciò come quando era bambina, con affetto e sincero calore, chiedendogli scusa per il suo comportamento passato, dovuto alla mancanza che provava per la madre scomparsa.

L’uomo pianse di commozione e abbracciò a sua volta la ragazza con tenerezza, si scusò per essere stato un padre assente e le promise che da quel momento in poi le cose sarebbero cambiate.L’uomo, poi, si rivolse ad Alessio domandandogli come fosse riuscito a riportare alla vita Angelica.

Il ragazzo voleva spiegare tutto per filo e per segno, ma lo sguardo di lei gli fece capire che era meglio tacere sull’accaduto: “Signore, io non ho fatto nulla! Quando sono arrivato vostra figlia era già così come l’avete trovata e devo dire che è veramente simpatica!”

L’industriale, pieno di gioia, invitò il giovane a cena, e tutti e tre, tra lo stupore di tutta la servitù, passarono una splendida serata tra aneddoti familiari, scherzi e battute di spirito. Sembrava che nessuna tragedia avesse mai messo piede in quella casa.

Il giorno dopo, sul lavoro, Alessio entrò in un clima completamente diverso, gli impiegati non si sentivano più sotto l’arcigno controllo del capo, ma lo cercavano, lo attorniavano come le api assistono la loro regina, producendo miele, cera e propoli e il Dottor Mirelli non aveva più l’atteggiamento freddo e distaccato di un tempo, svolgeva un ruolo di guida ed era felice.

“Oh! Eccoti qua!” salutò l’industriale rivolgendosi affettuosamente ad Alessio che si guardava attorno un po’ spaesato “Mia figlia oggi vorrebbe fare una passeggiata in centro e mi pare che le farebbe molto piacere avere la tua compagnia. Ho visto che ti sei portato avanti con i progetti che ti avevo affidato e quindi oggi, se mi fai il favore di accompagnarla dove desidera, ti darei la giornata libera…”

Alessio non se lo fece ripetere due volte e nel giro di mezz’ora raggiunse Villa Mirelli per condurre Angelica di fronte alla Chiesa dove aveva colto il fiore.

“Vedi?” disse Alessio indicandole il riquadro in questione “È qui che le fate hanno preso vita e la bambina mi ha dato il fiore che ti ho portato ieri”.

Guardando meglio, Alessio si bloccò e impallidì. “Che cosa succede?” domandò Angelica.

#PausaRacconto_le ali dei ricordi (4)

immagine via Pixabay

“La bambina non è più nel bassorilievo, c’è uno spazio mancante e i colori non sono più brillanti come ieri, è come se si fossero consumati nel giro di una notte, non riesco a capire!” disse il ragazzo sfiorando con delicatezza il riquadro che tuttavia seguitava a sfaldarsi come si sgretolano le zolle di terra secca.

Angelica guardò attentamente l’incisione e, come colta da un dubbio, chiese: “Come si chiamava la bambina che dovrebbe essere qui rappresentata?”

“Asia, perché?”

Angelica rovistò nella borsa e trasse fuori un ciondolo ovale, decorato con motivi floreali e una pietra azzurra incastonata nel centro, lo aprì e porse al ragazzo la fotografia ivi contenuta: “La bambina era così?”

Alessio guardò l’immagine attentamente: pur essendo leggermente sbiadita, il soggetto era riconoscibilissimo e identico a quello del riquadro. La riconobbe immediatamente, era Asia.

Angelica sorrise e mentre una lacrima di gioia le scivolava sulla guancia disse: “Questa è mia madre da bambina!”

L’intaglio finì di sfaldarsi lasciando spazio a un’altra rappresentazione, in linea con gli episodi del portone. Una risatella allegra echeggiò in lontananza e i due giovani si allontanarono, prendendosi per mano.

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1 Comment

  • Reply Pausa racconto: le ali dei ricordi, terza parte – paroleombra 26 febbraio 2017 at 23:03

    […] il finale? Nessuna paura, ecco qui la quarta e ultima parte. […]

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