#DigitalkRadio

#DigiTalkRadio: gli ascolti di ParoleOmbra

17 maggio 2016

Valentina Baldon è riuscita a convincermi e ora sono qui a dare il mio contributo a una nuova rubrichetta, #DigiTalkRadio. Sarà gestita da entrambe, come se fosse una sorta di #CurriculumDelLettore e, per ulteriori chiarimenti, ti rimando al post della mia socia.

E ora… un bel respiro profondo e via, ecco la mia #DigiTalkRadio. (O almeno una piccolissima parte).

#DigiTalkRadio: in giro in macchina con la musica dei miei genitori

Se dovessi scegliere una prima canzone per iniziare questa colonna sonora che mi accompagna fin da piccolina ne metterei una che ho ascoltato da poco, mentre guidavo per andare al lavoro ovvero The Passenger di Iggy Pop. Forse perché buona parte della musica l’ho ascoltata e l’ascolto tuttora in macchina.

Paesaggio, note musicali, la voce di un cantante o di una cantante a me sconosciuti. Pensieri in successione. Erano gli unici momenti in cui stavo zitta e mi piaceva ascoltare le cassette preparate da mio padre e, al contempo, guardare fuori dal finestrino.

Non avevo una canzone preferita, qualche volta canticchiavo No Woman, No Cry  di Bob Marley ma mi divertiva un sacco vedere il mio fratellino ridere e muovere la testa a ritmo quando arrivava il turno di una canzone della quale non ricordo né il titolo, né l’artista. Ma la sensazione, l’atmosfera che si creava nell’abitacolo sarebbe perfettamente in linea con il suggerimento di Bobby MacFerrin, Don’t Worry, Be Happy. 😛

Poi, vediamo un po’. Che cosa si ascoltava in macchina e a casa e poi a casa e in macchina? Ah, i Pink Floyd. Spesso, molto spesso. Talmente spesso che dopo un po’ non ne potevo più e ho cominciato a dire che non mi piacevano. Però Another Brick In The Wall, Comfortably Numb e Time

Poi c’era Eric Clapton. Tutto. Mi piace ancora, un sacco e, sinceramente non so quale pezzo scegliere e spero mi perdonerai se ne metto in lista alcune canzoni a caso tipo Wonderful Tonight, My Father’s Eyes e Cocaine.

Stessa cosa sui Dire Straits e penso di andare sul sicuro se metto Sultans of Swing, Money for Nothing e Brothers In Arms. Un pizzico di Deep Purple come Child in Time e Smooke on the Water.

Sforzandomi le meningi, mi pare che si ascoltassero anche i The Doors, i Rolling Stones, Joe Cocker e quindi Light My Fire, Angie e Unchain My Heart.

Di nascosto spulciavo tra i vinili dei miei e mettevo su Prince (pace all’anima sua) o Bob Dylan (che strano accostamento) e ho dimenticato il numero di volte che le ho sentite quando è stata rinvenuta nella mia stanza la cassetta di Bruce Springsteen, Born in the USA. Il trucco dello spostare le cassette per non far notare l’ammanco non mi è mai riuscito, o quasi.

Con questi frammenti, chiudo uno piccolo scorcio sulla colonna sonora della mia infanzia. Per quanto riguarda la musica straniera, ma quella italiana?

Allora, il menu prevede Francesco Guccini, Guccini Francesco e Guccini. Ancora mi chiedo che cosa mai voglia dire “stoviglie color nostalgia” di Incontro ma non importa, è un piacere ascoltare le sue storie così come il suo sfogo con L’avvelenata ci sta tutto, anche di questi tempi.

Bon dai, non solo Guccini… Spazio anche a Buonanotte fiorellino di De Gregori, Bocca di rosa di Fabrizio De André e Io vagabondo dei Nomadi.

#Digitalkradio_1

Immagine via librestock.com

#DigiTalkRadio: la colonna sonora di una ParoleOmbra adolescente

L’eredità musicale dei miei genitori è già abbastanza ricca da poter vivere di rendita in fatto di musica ma, come tutti gli adolescenti, anch’io volevo il mio cassetto pieno di cd e cassette. Dato che non potevo attingere al suo patrimonio, mi orientavo guardando MTV.

È così che ho scoperto Earth Song di Michael Jackson e ne rimasi folgorata. Per la spettacolarità del video in primis e per il re del pop poi. E così mi sono informata partendo dai Jackson Five fino ad arrivare alla raccolta History. Se dovessi scegliere una canzone, fra le tante, la mia preferita sarebbe Man in the Mirror e la meno apprezzata, ti apparirà strano o scioccante, è proprio Thriller che, infatti, non metto in playlist.

Si vede che ho una certa predilezione per i re e, nella mia colonna sonora personale, salta fuori anche Elvis Presley. Non chiedermi quali film suoi ho visto, non mi ricordo i titoli ma che voce, ragazzi! Anche qui, qualche canzone a caso.

Non sono gli unici artisti stranieri che fanno parte della mia raccolta musicale adolescenziale ma ho scelto Michael Jackson e Elvis Presley per la loro diversità e unicità. Ci sono voci che io chiamerei fredde perché sono limpide, chiare e cristalline come l’acqua dei torrenti e altre sono calde, morbide e avvolgenti. Mi piacciono per questo, sono mente e pancia e, in entrambi i casi, le emozioni che provo quando le ascolto sono sempre le stesse. Fortissime.

Un po’ di musica italiana. Prediligo le voci femminili e, in special modo, quelle di Ivana Spagna, Irene Grandi e Gianna Nannini.

Mi hanno accompagnato ogni sera, prima di andare a dormire e soprattutto quando soffrivo di amori non corrisposti. È da un po’ che non le ascolto più e, ogni tanto (e per altri contesti) Vaffanculo di Masini è sempre bene accetto.

Ripeto, ascoltavo un po’ di tutto e nel mio cassetto personale ci sono Tina Turner, gli Evanescence, gli Eagles (in barba ai miei che non hanno mai reclamato i Their Greatest Hits 1971 – 1975. Concedimi una risate la diabolica: – muhahaha! -) e registrazioni varie dove non mancano Bryan Adams, Bon Jovi e i Guns ‘N Roses.

Ho avuto anche un periodo jazz e mi ascoltavo Louis Armstrong. Ho perfino regalato (per farmi perdonare del mio continuo attingere all’eredità musicale genitoriale, mica per il suo compleanno) a mio padre un cd di Miles Davis.

Te l’ho detto che ascoltavo di tutto. :p

#DigiTalkRadio

immagine via splitshire.com

#DigiTalkRadio: il presente di ParoleOmbra

Non ci crederai ma, in casa, ascolto pochissima musica.

Il motivo è molto semplice, se l’ascolto, non concludo niente perché quando partono le note di un pezzo che mi piace esso deve avere la mia attenzione e anche in auto entro in uno stato di mutismo assoluto e ascolto, guardando fuori dal finestrino come facevo da bambina.

Al massimo, in estate, cambio le stazioni o le tracce con le dita del piede sinistro per la gioia del mio compagno che mi ha conquistata cantando Angelo di Francesco Renga o Sole spento dei Timoria (che poi è sempre Renga che canta).

C’è stato un rischio di fuga da parte mia quando ho scoperto che la mia dolce metà apprezza e si gasa ad ascoltare pezzi dei Pantera, dei System of a Down, Sepoltura e altre cose dove i cantanti non cantano ma urlano e la musica è la quintessenza della schizofrenia. D’altronde, per compensare il mio piede sulla radio si rilassa facendo vibrare le pareti di casa quando si esercita con la sua batteria. Proprio con un batterista dovevo mettermi? -.-

Abbiamo però trovato un terreno comune con gli ACDC, Nothing Else Matter dei Metallica (unico pezzo che mi piace) i Credence e La Grange dei ZZ Top.

Sfortunatamente gli piacciono i Litfiba che non ho mai potuto soffrire ma se li ascolta quando va al lavoro e ha il buon cuore di piazzare Zucchero in mia presenza.

E quando sono da sola o devo festeggiare un post blog che mi sembra scritto in modo decente? Metto la colonna sonora di Footlose e ballo! 🙂

Ti lascio in ascolto della playlist su Spotify. Ci ho messo un sacco di tempo per confezionarla quindi, ti prego, non essere troppo duro con me se ti sembrerà strana o incongruente.

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6 Comments

  • Reply Silvia moto39ilblog 17 maggio 2016 at 10:02

    OOOh che bello!! e quanta bella musica!! complimenti !

  • Reply #DigiTalkRadio torna alla grande con Sara Daniele – paroleombra 11 luglio 2016 at 20:45

    […] partite condividendo le nostre rispettive colonne sonore sui nostri blog il 17 maggio e il 31 maggio e oggi torniamo con Sara Daniele, già ospite del […]

  • Reply Leggere Tutta un’altra musica di Nick Hornby – paroleombra 29 luglio 2016 at 8:55

    […] strana, di quelle che ti sussurrano all’orecchio che il caso non esiste. Forse perché la rubrica #DigiTalkRadio, in collaborazione con Valentina Baldon, è nata proprio in quel momento. Coincidenze? Non […]

  • Reply Leggere Tutta un'altra musica di Nick Hornby – ParoleOmbra 31 marzo 2017 at 22:55

    […] strana, di quelle che ti sussurrano all’orecchio che il caso non esiste. Forse perché la rubrica #DigiTalkRadio, in collaborazione con Valentina Baldon, è nata proprio in quel momento. Coincidenze? Non […]

  • Reply #DigiTalkRadio torna alla grande con Sara Daniele – ParoleOmbra 2 aprile 2017 at 17:08

    […] partite condividendo le nostre rispettive colonne sonore sui nostri blog il 17 maggio e il 31 maggio e oggi torniamo con Sara Daniele, già ospite del […]

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