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Leggere Crane, Singer e i fratelli Lamb

6 maggio 2016
Leggere Crane, Singer e i fratelli Lamb

Venerdì scorso ho lasciato vuoto lo spazio dedicato al libro della settimana e per rimediare ho estratto a caso tre letture:

  • La scialuppa e altri racconti di Stephen Crane,
  • Perle e Uno straniero di Israel J. Singer e
  • Macbeth e altri racconti da Shakespeare di Charles & Mary Lamb.

Speravo che qualche anima pia mi guidasse nella scelta del testo da leggere ma, pur avendo ricevuto diversi apprezzamenti sull’immagine che apre questo post, non ho rilevato alcuna preferenza.

Dato che non sono brava a scegliere li ho divorati tutti e tre (quasi) e a ognuno lascio un pensiero.

La scialuppa e altri racconti di Stephen Crane

Fatta pace con L’isola del tesoro di Stevenson e l’osannato Il vecchio e il mare di Hemingway mi sembrava d’obbligo cominciare con i racconti, tre in tutto, di Stephen Crane.

La scialuppa è un racconto autobiografico, l’autore visse in prima persona ciò che viene narrato e non nego di aver avuto qualche difficoltà nel farmi coinvolgere.

Le prime pagine, estremamente descrittive, sono difficoltose perché così devono essere. Un naufragio non è una gita in barca e come i naufraghi devono resistere alla potenza del mare e al desiderio di arrendersi e lasciarsi morire così anche il lettore deve dare prova di resistenza seguendo la storia fino alla fine.

Il culmine della vicenda e della narrazione lo si raggiunge quando uno dei protagonisti, il giornalista, ricorda involontariamente dei versi imparati da bambino per assolvere ai suoi doveri scolastici:

“Un legionario è ferito a morte ad Algeri.
Nessuna donna a curarlo, nessuna lacrima d’amante,
Ma un compagno è al suo fianco a tenergli la mano
Dice: mai più rivedrò il mio paese lontano”.

La paura, il senso d’impotenza che gli sventurati provano quando sono ad appena un’onda dalla morte diventa, con questo frammento poetico inserito ad arte, ancora più evidente, tangibile. Vi è un contrasto visivo potente perché al lettore appaiono, in simultanea, due condizioni umane pressoché identiche collocate in due contesti ambientali completamente opposti eppure speculari.

La scialuppa è pura perfezione narrativa. Certo, belli sono anche Fuga a cavallo e Flanagan e la sua breve avventura di filibustiere.

Il primo, ambientato nelle calde terre messicane, è avvincente, incalzante. Mantiene le promesse che si possono estrapolare dal titolo. La vicenda di Flanagan, invece, è forse quella più deludente. Sotto certi aspetti, il racconto sembra più confuso ma la sua lettura non fa altro che risaltare l’intensità narrativa de La scialuppa e che apre questa piccolissima miscellanea.

Crane è un autore da approfondire ma da leggere con calma e concentrazione.

Stephen Crane: La scialuppa e altri racconti

Perle e Uno Straniero di Israel J. Singer

Con Israel J. Singer vale il detto in cui si dice che la mela non cade lontano dall’albero. Questo autore, infatti, fu il fratello maggiore del premio Nobel nel 1978 Isaac Singer (del quale, ahimè, non ho ancora letto nulla).

Ho letto Perle e Uno straniero in poco più di un’oretta, tutto d’un fiato. Secco, conciso, utilizzo del tempo presente. Immediato. Questo lo stile di Singer.

Qui non è l’uomo al cospetto della Natura, ma è la natura dell’uomo ad essere illustrata con piacevole e raffinata ironia. In Perle ci sono tutti gli stereotipi dell’ebreo, scaltro e arguto, capace di mercanteggiare pure con la morte dalla quale riesce a carpire la cosa più preziosa di tutte, il tempo.

“Eh! eh! eh! Ecco un altro inverno che mi sono messo in tasca! Rubato direttamente dal sacco!”

dice il vecchio Moritz.

Un personaggio magnificamente caratterizzato, lettura divertente. Molto divertente.

Il registro cambia con il racconto Uno straniero. Finisce troppo presto e la narrazione, nel complesso, ha una sfumatura crudele che ho percepito anche ne La versione di Barney di Mordecai Richler.

Storie belle, bilanciate. Su un piatto ci stanno tutti gli stereotipi dell’ebreo, dall’altra tutti i pregiudizi delle persone incapaci di andare al di là della superficie delle cose o che non accettano il diverso. In qualsiasi forma essa si mostri.

Da leggere qualcosa di più dei fratelli Singer. Sia mai che mi venisse voglia di scriver loro una #LetteraAlloScrittore.

Israel J Singer: Perle, Uno straniero

Macbeth e altri racconti da Shakespeare di Charles & Mary Lamb

Le storie dei fratelli Lamb sono ancora in corso di lettura. Mi manca solo Otello e conto di scorrerlo con calma una volta pubblicato e condiviso questo post.

Con Macbeth, re Lear, La tempesta e Amleto sono tornata ai miei primi amori, i classici. Però, confesso, non sono mai riuscita a concludere la lettura di un testo shakespeariano. Forse perché la sua opera nasce per la rappresentazione teatrale e non per la lettura silenziosa.

Nemmeno Sogno di una notte di mezz’estate riuscii a concludere. Per questo i racconti dei Lamb mi sono diventati subito cari. Perché mi hanno avvicinata a qualcosa che va oltre alla mera lettura.

È come immergersi in un agglomerato di vizi e virtù e osservare da vicino i meccanismi che conducono alla follia. Ad eccezione de La tempesta, gli altri racconti sono crudi, violenti. Sangue e vendetta scorrono copiosi. E dire che questi autori si specializzarono nei racconti per bambini…

Non tutto, comunque, è rose e fiori e queste storie meritano di essere lette. Si possono trarre molti insegnamenti su che cosa è la vera morale e cosa deleterio e illusorio inganno.

Charles e Mary Lamb: Macbeth e altri racconti da Shakespeare

E tu? Cosa ne pensi di questi tre libretti? Ho fatto bene a leggerli tutti per oggi?

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