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Tutti i social di ParoleOmbra: con o senza strategia comunicativa

2 Maggio 2016
Tutti i social di ParoleOmbra: con o senza strategia comunicativa

Tutti i social di ParoleOmbra, con o senza strategia comunicativa è un contenuto che scrissi dopo aver letto alcuni articoli su come usare i social per promuovere un’attività commerciale, professionale o anche solo personale.

Sono trascorsi tre anni dal primo pensiero formulato su questo blog dove volevo suggerire di vivere i social con curiosità, senza dover per forza farne uno strumento professionale per vendere, comprare, apparire. Con il tempo, alcuni sono diventati degli strumenti di comunicazione in linea con la natura di ParoleOmbra, altri sono stati abbandonati e altri ancora sono in fase di rivalutazione. 

Dato che molte cose sono cambiate, questo post è stato rivisto e aggiornato lasciando, alla fine, un documento che rimanda al testo originale.

Vieni a scoprire tutti i social di ParoleOmbra: con o senza strategia comunicativa? 🙂

Tutti i social di ParoleOmbra: quali obiettivi?

Prima di cominciare, una piccola precisazione sugli obiettivi che mi pongo gestendo ParoleOmbra

  1. Scrivere
  2. Promuovere la lettura
  3. Conoscere chi abita il web

Il primo punto è il mezzo adottato per farmi conoscere attraverso i libri, i social e instaurare un dialogo, attraverso il Curriculum Del Lettore con altri professionisti e appassionati della parola scritta. Una piccola iniziativa individuale che mi ha permesso di capire chi abita il web e che mi ha portato qualche collaborazione e nuove amicizie. 

In sintesi, il Curriculum Del Lettore è il progetto di cui dispongo per fare conversazione ed esplorare le ricchezze e il valore umano che emergono quando si parla di libri in cambio di ospitalità sul blog. 

Per il secondo e terzo punto, il pensiero che sta alla base di tutti i social di ParoleOmbra rimane invariato e la realizzazione di contenuti continua ad essere intimamente e strettamente legata alla lettura e all’amore continuamente alimentato dalla passione che ho per i libri.

Condividere almeno una recensione a settimana è per me fondamentale per coltivare la mia capacità di analisi delle persone e dei loro gusti e per cercar di favorire la passione per la lettura stessa. È un apprendimento e uno studio continuo che vuole tenere a bada la vocina della mia professoressa delle medie quando diceva che la cultura è potere. Una voce che, sinceramente, mi ricorda gli aspetti negativi che ruotano attorno al termine potere e a chi lo desidera per prevaricare l’altro sfruttando male l’intelligenza necessaria per gestirlo e che si allontana dal bene comune descritto, ad esempio, da Filippo La Porta in un saggio dedicato all’etica dantesca

La cultura è conoscenza di sé, degli altri.
È rispetto delle interazioni e dei dialoghi che si instaurano nella propria interiorità e in quella altrui. I libri veicolano tutto questo e portano in superficie i processi sotterranei dell’umano. Purtroppo sono pochi i libri che svolgono questa funzione ed è difficile riconoscerli tra i tanti. Per questo li leggo e, ne parlo in questo spazio e sui social collegati.

Per paradosso, credo che la sensazione di raccoglimento e di dialogo silenzioso possibili con la lettura si possano ricreare anche adottando quegli spazi di comunicazione che, per loro natura, sono strutturati per intrattenere e distogliere le persone dalla pratica dell’ascolto e dall’esercizio della concentrazione. È in questa convinzione personale che inserisco la mia riflessione sui social che un blog dovrebbe avere per farsi leggere, veramente.

Tutti i social di ParoleOmbra: gli spazi scelti per comunicare la lettura

Il fatto che ispirò questo post sui social di ParoleOmbra rimanda a una conversazione in cui si discuteva sulle strategie di comunicazione più idonee per un blog. Un blog che, per la maggioranza di chi abita il web, non è più inteso come diario personale ma come realtà aziendale. 

Se il mio blog è una sorta di azienda lo è solo in base alla disponibilità di acquistare i libri recensiti via Amazon per il resto:

Ogni contenuto di ParoleOmbra è un’estensione della mia personalità intesa come lettrice interessata a comprendere appieno i prodotti culturali proposti online e offline e uno studiolo dove sperimento le opportunità professionali della scrittura o approfondisco le sfaccettature di senso e significato della parola. 

Rimanendo sul lato scrittura, LiberSe e la raccolta di racconti Passante,  cassetti cartacei e pagine virtuali sono alcuni dei risultati conseguenti le mie attività di blogging mentre i social sono rimasti i luoghi online che ho scelto per condividere e comunicare quella che è la mia realtà individuale. Chiarito questo, i social di ParoleOmbra sono:

Facebook 

Facebook è un calderone di possibilità e opportunità dove far girare contenuti di ogni genere, sia dal profilo sia dalla pagina professionale. 

Il 1° gennaio 2020 ho rimosso la pagina Facebook di ParoleOmbra. Dopo aver esplorato le varie modalità di condivisione di contenuti su questo social ho valutato che, tutto considerato, un profilo personale e la presenza su gruppi a tema sono più che sufficienti per stare in compagnia condividendo i post sui libri che leggo o qualche aneddoto o battuta per far sorridere gli amici.

La mia visione di Facebook è di un luogo dove esprimere la propria opinione su ciò che ci appassiona e riguardo a temi d’attualità. 

Ho creato il blog per esprimere la mia opinione su certi libri e su Facebook posso condividere questi pensieri direttamente sul profilo o nei gruppi di lettura in cui si chiedono pareri e consigli. 

La pagina è perfetta per un’attività commerciale ma, per come utilizzo Facebook, al momento mi sembra una cosa in più e di cui posso tranquillamente farne a meno. 🙂 

Telegram

Telegram è un servizio di messaggistica che, tra le tante possibilità, permette di creare dei canali dove condividere contenuti. 

Il canale di ParoleOmbra è privato e, con il 2020, sostituirà in toto la pagina Facebook. Al suo interno condivido regolarmente post recensione, tracce musicali, qualche indizio di lettura, sondaggi. Se desideri seguirlo, il link d’invito è disponibile agli iscritti della newsletter del blog.

Parallelo e liberamente accessibile è, invece, Citazioni A Caso. Si tratta di uno spazio dove condivido una citazione a settimana tratta da un libro che ho letto e recensito sul blog. È uno degli aspetti che compone la mia personale cassetta degli attrezzi del lettore dalla quale i lettori, se vogliono, possono attingere ciò che gli serve e ringraziare lasciando un click sulla reaction che gli piace di più. 🙂

Twitter 

Adoro la leggerezza e la quantità di informazioni che si possono reperire su Twitter

Mi ci sono affezionata e continuo a pensare che forse non è poi così errato paragonarlo a un immenso bar globale dove puoi ascoltare una miriade di conversazioni su diversi temi. 

Non è facile orientarsi, tra hashtag e trend così come non è semplice restare sempre sulla cresta dell’onda pubblicando sempre al momento e nel giorno giusti. Questo “stare sul pezzo” non lo puoi ottenere condividendo link a ripetizione ma si dovrebbe avere la pazienza di tener controllati gli argomenti del giorno per potersi inserire in una conversazione senza far la figura di quello che è appena caduto dalle nuvole.

Se Twitter è adatto a trovare clienti o a promuovere aziende non saprei dirlo però rimane particolarmente accattivante per chi vuole condividere l’attimo di un viaggio, di una citazione o per seguire e partecipare in tempo reale a eventi e iniziative varie.

Instagram e Pinterest 

Non si vive di sola parola scritta. Si racconta, si scopre e si interagisce anche tramite immagini. Per questo non ho potuto fare a meno di collegare il mio profilo Instagram al blog i cui post possono anche essere condivisi su Pinterest.

Per quanto riguarda Instagram, lo vivo ancora in modo molto personale nel senso che non vi è alla base una comunicazione mirata ma è pura condivisione di un momento che mi stupisce, mi affascina e mi diverte. 

Il tema unico è l’assenza di tema unico, anche se prevalgono scatti floreali e libri da leggere. Qui mi sono costruita una dimensione pubblica e privata allo stesso tempo, amo questa dicotomia e, per la verità, l’introduzione delle immagini sponsorizzate non mi ha entusiasmata più di tanto perché mi è parso di perderne parte della sua natura intimista e sì, anche un po’ esclusiva. Continuo a viverlo in semplicità, tra libri, #digioiaedinoia e qualche #pausaracconto.

Per un blog aziendale forse è meglio Pinterest perché a ogni immagine condivisa si collega al sito web di riferimento. 

Lo uso come archivio visuale dove tenere in ordine articoli, interessi, passioni, curiosità. Un social dove, semplicemente, mi concedo di trascorrere qualche serata a scartabellare immagini talmente belle da non sembrare vere o per collezionare citazioni e battute umoristiche.

LinkedIn 

Infine, LinkedIn è il social professionale per il quale non ho mai provato particolare attrazione. Faccio fatica a vederlo come spazio adatto per instaurare una conversazione spassionata e disinteressata, non condizionata dall’etichetta professionale che le è propria e ne regola i comportamenti. 

Eppure, sono convinta che ci sia un modo per parlare di libri e lettura anche in questo luogo dedito alla ricerca di collaborazioni per lanciare progetti commerciali e/o formativi. Per questo ho cominciato a condividere alcuni dei post blog che parlano di testi quelli potenzialmente interessanti per la rete di cui faccio parte. 

Malgrado il pregiudizio che posso avere nei riguardi di LinkedIn, come persona mi concedo il beneficio del dubbio e chissà, magari riuscirò a capire come si dialoga con professionisti della comunicazione. 🙂

ParoleOmbra e social collaterali: ci sono e non ci sono

Ci vuole tempo per seguire l’andamento di un contenuto sui social e non è umanamente possibile gestire bene la comunicazione di tutti.

Per questo ho rinunciato alla pagina Facebook e a Tumblr, né ho approfondito più di tanto Medium, Snapchat o Steller. Scelte delle quali non mi pento. Per quanto pratico Flipboard rimane in superficie, un archivio in più non guasta mai. Google Plus non c’è più e non ne sento la mancanza, il traffico sul blog non ne ha risentito. TikTok? Non c’è. La mia curiosità ha un limite e va bene così. 

Sei social attivi per un blog sono più che sufficienti per permettere al lettore di variare i luoghi d’incontro con un buon libro o per parlarne in compagnia. 

Come avrai notato, Tutti i social di ParoleOmbra ha cambiato volto testuale in diversi tratti, rispetto alla pubblicazione originaria. 

Sei curioso di sapere le origini di questo contenuto?
Per trasparenza, l’ho salvato in questo pdf:
Tutti i social di ParoleOmbra_ con o senza strategia comunicativa 01_05_2016.

Buona lettura, 🙂 

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2 Comments

  • Reply Professionale o professionista: c’è una differenza? – paroleombra 6 Febbraio 2017 at 22:32

    […] si leggono cialtronerie sui social può essere traumatico per il poveraccio che passa le notti insonni per definire strategia, […]

  • Reply Pordenone Digital Day: di cosa si è parlato – ParoleOmbra 5 Giugno 2017 at 20:33

    […] dopo aver messo una pietra sopra su Tumblr in Tutti i social di ParoleOmbra e mentre stavo per seppellire LinkedIn sotto chili e chili di polvere e ragnatele (oh, un minimo di […]

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