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Tutti i social di ParoleOmbra: con o senza strategia comunicativa

2 maggio 2016
Tutti i social di ParoleOmbra: con o senza strategia comunicativa

Nel corso della settimana mi sono trovata a leggere diversi articoli legati all’utilizzo dei social per promuovere un’attività commerciale, professionale o anche solo personale.

Io ormai sono un po’ come il prezzemolo e da più di un anno cerco di diffondere i contenuti di questo blog in ogni angoletto virtuale che conosco o scopro. Ma questo non vuol dire che abbia una strategia ben definita.

Insomma, sto ancora testando, provando, riflettendo, sperimentando e, recentemente, ho avuto un bello scossone che mi ha ricordato che vivere i social con curiosità (e diciamocelo, anche con un po’ di incoscienza) non vuol dire saperli usare.

Così, oggi provo a fare un elenco dei canali legati al mio blog motivandone la scelta comunicativa.

N. B. Non sono un’esperta ma un utente medio che cerca di darsi delle risposte, non fornire delle verità assolute.

Tutti i social di ParoleOmbra ma prima, quali sono gli obiettivi?

Prima di cominciare credo sia giusto e doveroso fare qualche precisazione sugli obiettivi che mi pongo gestendo ParoleOmbra. Te li elenco per punti così facciamo prima:

  • Farmi conoscere.
  • Conoscere chi abita il web.
  • Scrivere.
  • Promuovere la lettura.

Per  il primo punto non è mania di protagonismo ma cercare di applicare gli insegnamenti tratti dalla lettura dei libri di Riccardo Scandellari, Fai di te stesso un brand e Afferma la tua identità con il Net Branding.

Che lo stia facendo bene o male, non te lo so dire perché sta a te deciderlo e a me ascoltarti per correggere il mio comportamento sul web e sui social in generale.

Per il secondo punto la faccenda si fa un po’ più complicata. Non essendo un’esperta di blogging ma amando scrivere, sia per piacere sia per commissione, ho pensato di trovare un escamotage per poter apprendere da chi sa.

Il Curriculum Del Lettore è nato anche per questo e per me risulta più facile capire con chi ho a che fare in base alle letture di chi vi partecipa. Ancora non mi rendo conto di come sia potuto accadere ma questa piccola iniziativa mi ha portato collaborazioni, nuovi progetti condivisi e, cosa per me molto importante, amicizie e valore umano.

Per quanto riguarda il terzo punto, ho scritto qualcosa di più approfondito in Ho scelto di scrivere, ma perché? e Perché scrivo? Pensieri sparsi. Senza dimenticare che su questa azione vorrei costruire le mie competenze professionali. Un’idea degli obiettivi che intendo raggiungere l’ho espressa anche in Scrivere su commissione e ogni settimana mi impegno a migliorare e superare tutti i dubbi e le difficoltà che incontro.

Come poi avrai capito, la realizzazione di contenuti su questo blog è intimamente e strettamente collegata alla lettura, all’amore continuamente alimentato che ho per i libri.

Condividere almeno una recensione a settimana è per me fondamentale non solo per allenare la mia capacità di analisi delle persone e dei suoi gusti ma anche per spiegare, cercar di favorire nel mio piccolo la passione per la lettura stessa.

La mia professoressa di italiano delle medie diceva che la cultura è potere. A me, sinceramente, non piace il termine potere perché chi lo desidera è spesso un dittatore squilibrato, prevaricatore e anche un po’ stupido.

La cultura è conoscenza di sé, degli altri e rispetto delle interazioni e dei dialoghi che si instaurano nella propria interiorità e in quella altrui. I libri veicolano tutto questo ma pochi sono quelli che se ne rendono conto ed è per questo che fioccano blog e siti dedicati a loro e a ciò che è scritto.

Sarà paradossale ma sembra che per indurre al raccoglimento e al dialogo silenzioso della lettura  bisogna per forza diffonderla attraverso gli spazi virtuali esistenti dove la lettura è intermittente e la soglia dell’attenzione bassissima. Ed è in questo nodo che inserirei la mia riflessione sui social che un blog dovrebbe avere, per comunicare i suoi obiettivi e (ok, sembra il cane che si morde la coda) farsi leggere.

Tutti i social di ParoleOmbra

Tutti i social di ParoleOmbra: il fatto che ha ispirato questo post

Come ti ho accennato nell’introduzione, lo scossone che ha portato alla stesura di questa riflessione è partita da una domanda, corredata di immagine con tanto di grafico, posta da Andrea Toxiri:

“Levando Facebook, su quale altro Social punteresti per la tua strategia di comunicazione?”

D’impulso ho commentato elencando i social che preferisco di più e ho navigato oltre. Poi sono stata menzionata da Mirko Saini:

“E se ti muovi in un mercato B2B? Che fai?”

 

Le reazioni del mio neurone sono state tante ma la prima è stata di panico da ignoranza corredata da previsione di figurella in arrivo. Mi sono imposta di calmarmi e, invece di chiedere scusa per la mia superficialità, l’ho ammessa:

“Allora, prima di tutto, la vostra domanda mi ha messo ansia. Sono pure andata a vedere che diavolo vuol dire B2B.
A istinto direi che, per promuovere un’attività, i social nominati potrebbero essere adatti in alternativa a Facebook, soprattutto Google Plus.
Forse non è una risposta da persona professionale e/o competente ma è onesta, di persona che cerca di imparare.
I social scelti da me sono semplicemente quelli in cui mi trovo a mio agio. Poi, è probabile che non abbia neppure capito la domanda e il contesto del post che ho commentato. Chiedo scusa, incasso la figurella e taccio (per un po’)”.

Risposta di Mirko:

“Rita, nessuno è nato imparato. B2B (business to business) si usa per indicare i mercati nei quali le trattative, compravendite avvengono tra Aziende, a differenza di quelle che avvengono tra Aziende e Consumatori (B2C).
I social devono essere scelti in funzione a degli obiettivi, del prodotto o servizio offerto e del target e di dove è più probabile trovare il mio cliente tipo unitamente al contesto migliore nel quale comunicare il mio messaggio”.

E la conversazione è continuata con Toxiri che mi ha chiesto come spingerei il mio blog, a quale target o eventuale mercato intendo rivolgermi. Bella domanda per una che sta cercando di capire cosa fare della sua vita professionale e che insiste a scrivere su questo spazio web.

Quindi, se il mio blog è una sorta di azienda e/o estensione della mia personalità e professionalità, io (scrivente) sono il prodotto e, per arrivare ad acquisire dei clienti o ampliare la mia cerchia di lettori, i social sono il mercato di riferimento e questi sono quelli che ho scelto e nei quali mi trovo più a mio agio:

Facebook

Ormai è assodato che Facebook è un calderone di possibilità e opportunità, di ogni genere. Non basta pubblicare dei contenuti ma si devono condividere, far girare su social specifici.

Per la storia della condivisione, ti rimando a uno dei post di Socialmediacoso. Lui sa di cosa scrive, io a volte no. :p

Facebook è stata una scelta obbligata così come l’apertura della pagina al blog. Certo, ora come ora, per farsi trovare e leggere, basta sfruttare bene il profilo personale ma se ho scelto di aprire una pagina è per imparare facendo e anche per tenere separate le mie attività. Per fare ordine.

Ma mi sono presto resa conto che la pagina e le condivisioni sul mio profilo non erano sufficienti. Dovevo far girare i post nei vari gruppi e fin da subito ho avuto qualche scrupolo che ti ho raccontato in Individualità e collettività, social o non social.

Tutto sommato, sono sempre stata abbastanza moderata nella condivisione sui vari gruppi Facebook e, pian piano ho capito dove la mia individualità sarebbe stata accettata e dove era meglio evitare perché, per quanto tu possa essere tematicamente pertinente al tema della collettività creatasi vi sono delle realtà virtuali dove il contributo esterno non è gradito.  Non tutti i gruppi sono così e quelli nei quali sono rimasta trovo spesso e volentieri parecchi spunti di riflessione preziosi. Anche quando non condivido nulla ma mi limito a leggere ciò che succede.

Per promuovere una qualsiasi attività commerciale, un evento o basare una strategia di comunicazione qualsiasi però Facebook è una tappa obbligata. Impossibile farne a meno.

Google Plus

Su Google Plus, invece, ho optato per la raccolta sul mio profilo personale. Perché non una pagina? Per il semplice motivo che il tema preponderante di questo spazio web non offre un servizio specifico né rappresenta un’azienda con una solida identità.

Dopo aver letto il libro di Salvatore Russo, questo social è diventato uno dei luoghi dove sono più attiva perché le sue community mi sembrano meno rigide rispetto ai gruppi di Facebook.

A volte si incorre in commentatori non proprio cortesi ma, in generale, il link al blog è accettato e se viene apprezzato è molto probabile che il contenuto sia stato letto e che l’utente non si sia fermato al titolo. Se un blogger vuole farsi leggere, su Google Plus vi sono più probabilità che questo avvenga. E lo stesso vale per quelle aziende che hanno bisogno di farsi conoscere e far arrivare il loro messaggio.

Twitter

Twitter, adoro la leggerezza e la mole di informazioni che si possono reperire in questo social.

Non so se ho imparato ad usarlo ma mi ci sono affezionata e non è poi così errato paragonarlo ad un immenso bar globale dove puoi ascoltare una miriade di conversazioni su ogni tema. Negli ultimi tempi però ho la sensazione di averlo lasciato un po’ in disparte pur mantenendomi presente condividendo i contenuti di ParoleOmbra e quelli di altri blog e blogger e non solo.

Non è facile orientarsi, tra hashtag e trend così come non è semplice restare sempre sulla cresta dell’onda pubblicando sempre al momento e nel giorno giusti. Questo “stare sul pezzo” non lo puoi ottenere condividendo link a ripetizione ma si dovrebbe avere la pazienza di tener controllati gli argomenti del giorno per potersi inserire in una conversazione senza far la figura di quello che è appena caduto dalle nuvole.

Se Twitter è adatto a trovare clienti o a promuovere aziende non saprei dirlo però mi sembra particolarmente accattivante per chi vuole e condividere l’attimo di un viaggio, di una citazione o per seguire in tempo reale eventi come è avvenuto con Web su carta.

Instagram e Pinterest

Non si vive di sola parola scritta. Si racconta, si scopre e si interagisce anche tramite immagini. Per questo non ho potuto fare a meno di collegare il mio profilo Instagram al blog i cui post possono anche essere condivisi su Pinterest.

Per quanto riguarda Instagram, lo vivo ancora in modo molto personale nel senso che non vi è alla base una comunicazione mirata ma è pura condivisione di un momento che mi stupisce, mi affascina e mi diverte. Il tema unico è l’assenza di tema unico, anche se prevalgono scatti floreali e libri in lettura. Qui mi sono costruita una dimensione pubblica e privata allo stesso tempo, amo questa dicotomia e, per la verità, l’introduzione delle immagini sponsorizzate non mi ha entusiasmata più di tanto perché mi è parso di perderne parte della sua natura intimista e sì, anche un po’ esclusiva.

Per un blog aziendale però non mi sembra l’ideale, meglio Pinterest perché a ogni immagine condivisa è collegato il sito web di riferimento. Se sapessi usarlo come chi deve (e non solo come archivio visual) lo inserirei in una strategia comunicativa legata alla moda, alla ristorazione e a tutto ciò che prima di acquistare si vuole vedere con i propri occhi. Chissà… nel frattempo mi delizio a trascorrere qualche serata a scartabellare immagini talmente belle da non sembrare vere.

I social dove ParoleOmbra c’è ma io no

Hai letto tutto? Dai che manca poco alla conclusione, un ultimo sforzo di lettura e poi ti lascio in pace.

Finora ti ho raccontato dove ParolaOmbra è presente e strettamente collegato alla mia persona ma che ne sono altri in cui questo spazio web esiste in modo meccanico ma non umano ovvero Linkedin e Tumblr.

Un po’ mi dispiace non essermi mai applicata a studiare come funzionano questi social e i loro meccanismi ma ci vuole tempo per seguire l’andamento di un contenuto sui social e non è umanamente possibile gestirne la comunicazione su tutti.

Per questo, a conclusione di questo post, mi piacerebbe sapere da te se mi conviene restare su Linkedin e Tumblr per poi avere delle basi da cui partire per creare una strategia comunicativa e professionale efficace o cancellarmi direttamente per concentrarmi maggiormente su quei canali dove sono presente per intero e non solo a metà.

Tu che ne pensi?

P.S. Ci sono ancora un sacco di social dei quali avrei voluto parlarti ma mi sa che questo lunedì ho approfittato troppo del tuo tempo e forse è meglio parlarne un altro giorno. 😛

Photo Credits: immagini via pexels.com

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2 Comments

  • Reply Professionale o professionista: c’è una differenza? – paroleombra 6 febbraio 2017 at 22:32

    […] si leggono cialtronerie sui social può essere traumatico per il poveraccio che passa le notti insonni per definire strategia, […]

  • Reply Pordenone Digital Day: di cosa si è parlato – ParoleOmbra 5 giugno 2017 at 20:33

    […] dopo aver messo una pietra sopra su Tumblr in Tutti i social di ParoleOmbra e mentre stavo per seppellire LinkedIn sotto chili e chili di polvere e ragnatele (oh, un minimo di […]

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