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Leggere In un milione di piccoli pezzi di James Frey

22 aprile 2016
Leggere James Frey: In un milione di piccoli pezzi

Quando ho letto il libro di Riccardo Scandellari, Fai di te stesso un brand, mi aveva colpito una citazione (riportata tale e quale nel post che gli dedicai) tratta da In un milione di piccoli pezzi di James Frey.

Il senso delle parole lette mi aveva incuriosita così, ho aggiunto il libro da cui era tratta la citazione alla lista letture per poi leggerlo, per oggi…

Leggere James Frey: qualche appunto su In un milione di piccoli pezzi

“Sono un Alcolista e un Tossicodipendente e un Criminale. Sono quello che sono”.

Così James si presenta mentre racconta la sua storia. La storia di un ragazzo di appena 23 anni che, moribondo, giunge in un Centro di Recupero apparentemente senza speranza di redenzione ma con un grande desiderio di morire, convinto che la sua esistenza non abbia fatto altro che avvelenare quella altrui e di chi cerca di aiutarlo.

Una storia tutt’altro che allegra che, per certi versi ricorda I ragazzi dello zoo di Berlino di Christiane F. ma con due differenze:

  • l’assenza di una denuncia sociale, comoda per scaricare su altri le responsabilità di chi cade nel vortice della tossicodipendenza e
  • la narrazione di un percorso umano ascendente al posto di quello discendente.

In un milione di piccoli pezzi non si raccontano le cause che hanno portato alla dipendenza, spesso associate ad abusi, situazioni familiari estreme o tare genetiche ma si segue la razionalizzazione delle stesse in un sistema rigido, volto al recupero.

È un racconto sconnesso, che a tratti sembra seguire il flusso di coscienza dell’autore ma estremamente lucido ed è affascinante leggere ciò che il narratore ha da dire perché, seppur invischiato nell’odio di sé e succube di un demone interiore che chiama Furia, James muove i primi passi verso la riconquista di un’ umanità perduta. Un’umanità che parte da una seduta dentistica, dolorosa fuor di misura, ma necessaria:

“Sorrido anch’io. È il primo sorriso con i denti nuovi. […] Il dottor Stevens ride e mi si avvicina e mi mette le braccia intorno e mi abbraccia. Siamo due uomini che hanno appena attraversato insieme una terribile tortura. Anche se per me è stato peggio, so che per lui non è stato facile. Questo abbraccio è il nostro vincolo, il vincolo di imparare da quello che abbiamo appena attraversato e a diventare per questo migliori e più forti. So che lui manterrà il vincolo. Non so se ce la farò io”.

Un’immagine bellissima di quello che appare come il primo contatto verso quel mondo perduto e annebbiato da una vita in balia di alcool e sostanze stupefacenti.

“Voglio un ultimo sguardo in modo di avere qualcosa nella mente mentre sto morendo, in modo che quando tirerò l’ultimo fiato sarò in grado di pensare a qualcosa che mi farà sorridere, in modo che nel bel mezzo dell’orrore potrò aggrapparmi a qualche brandello di umanità”.

Il fatto che In un milione di piccoli pezzi non presenti una denuncia sociale vera e propria però non vuol dire che non vi sia una critica mirata e, fondamentalmente, oggettiva.

In un milione di piccoli pezzi di James Frey

Più che altro, cambia la prospettiva. Se ne I ragazzi dello zoo di Berlino si ha a che fare con una ragazza succube non solo dalle sostanze ma dalle circostanze, alla ricerca di qualcosa che gli è sempre mancato, James fugge da quello che ha sempre avuto e fugge da una situazione di controllo che non ha mai sopportato.

Non crede nella formula dei Dodici Passi e nelle riunioni degli AA e neppure in Dio o in un Potere Superiore per il semplice fatto che per lui non sono vere ma raffinate dipendenze studiate per sostituire altre dipendenze. E per chi è abituato a mentire, ciò che non riconosce per vero, non può aiutarlo a risolvere le sue dipendenze.

Solo il Tao Te Ching gli suona vero e da esso trova la forza di osservare ciò che gli accade e di assumersi in prima persona la responsabilità delle sue azioni, a guardare sé stesso apertamente, a dare un taglio con il passato e di vivere, finalmente, nel presente.

“Smetto di leggere e rileggo. […] Le parole e le parole insieme e il significato e il contesto sono semplici, così semplici e fondamentali così fondamentali e veri e questa è l’unica cosa che conta, veri. Parlano a me, hanno un senso per me, riverberano dentro di me, mi calmano placano sedano rilassano fermano pacificano. Suonano veri e questa è l’unica cosa che conta la verità. […]Vivi e lascia vivere, non giudicare, prendi la vita come viene e accoglila, tutto andrà bene”.

Acquisisce coscienza e consapevolezza non solo grazie a questo libro. Il valore e il recupero della sua umanità non sarebbe stato reso possibile dalle relazioni che si creano con “brave persone” con le quali riesce ad entrare in sincronia, in connessione.

“Ed e Ted sono brave persone che per caso si trovano ad essere cattive persone e io gli voglio bene e posso sintonizzarmi con loro. Anche se veniamo da tre punti diversi del paese, siamo di tre età diverse e abbiamo problemi nettamente differenti, siamo, per molti versi, la stessa cosa”.

Tenerissimo e delicato poi il rapporto che si instaura tra James e Lilly che si tramuta in amore e condivisione dei loro sbagli e dell’orrore che hanno subito. Si rivedono l’uno nell’altro, nei loro errori e nella loro fragilità e questa visione è l’alimento capace di tenersi in piedi e di continuare a combattere. Senza sostituire una dipendenza con un’altra ma riconoscendone l’interdipendenza che si è instaurata di nascosto e contro le Regole del Centro di Recupero.

In un milione di piccoli pezzi è un libro forte, duro, come è giusto che sia perché l’avere a che fare con sé stessi è così.

È affascinante per i ragionamenti e le emozioni che traspaiono man mano che la storia procede, è inquietante per il vuoto che sembra inghiottire il protagonista da un momento all’altro rendendo vano ogni tentativo di essere migliore di quello che è stato. È tutto un insieme di cose che non si possono definire con una recensione e riportando qualche passaggio simbolico, tra i tanti che ne compaiono, ma che possono essere scoperte solo leggendo.

Io l’ho letto tutto d’un fiato e tu? Ti va di leggerlo per dirmi la tua nei commenti?

Autore: James Frey
Titolo: In un milione di piccoli pezzi
Titolo Originale: A Million Little Pieces
Traduzione: Bruno Amato
Casa Editrice: Tea
Pagine: 458
Anno di pubblicazione: ottobre 2014
Prezzo di copertina: € 10

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6 Comments

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