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De Sade: Dialogo tra un prete e un moribondo. E altri scritti politici e letterari

18 marzo 2016
Donatien Alphonse Francois de Sade

Venerdì è arrivato e porta con sé la lettura della settimana.

Prima di svelarti il prossimo libro che andrò a sfogliare, mi soffermo un attimo sul Dialogo tra un prete e un moribondo. E altri scritti politici e letterari di Donatien Alphonse François de Sade.

Leggere De Sade e i suoi discorsi sull’ateismo

Personalmente preferisco credere che ci sia qualcosa o qualcuno oltre la soglia della morte ma, seguendo i ragionamenti di de Sade, tutto sommato, anche l’ateismo e il Nulla non sono poi tanto male.

Questo non significa che una volta letto:

“È assolutamente impossibile credere ciò che non si comprende. Tra comprensione e fede devono esistere dei rapporti immediati. La comprensione è il primo alimento della fede. Dove non c’è comprensione, la fede è morta, e coloro che asseriscono di credere senza comprendere fingono”.

mi sia “convertita” all’ateismo. Preferisco dichiararmi agnostica e concedermi il beneficio del dubbio.

Chissà cosa avrebbe risposto de Sade se gli avessi contrapposto il Dubbio alla Ragione. Mi avrebbe turlupinata come il moribondo ha fatto con il prete o si sarebbe messo a ridere spiegandomi che avevo peccato d’ingenuità? Avrebbe usato il termine “peccato” oppure avrebbe trovato una definizione di stupidità?

Confesso che la curiosità è forte e mi dispiacerebbe dargli ragione sulla questione della Vita Eterna. D’altronde, se mi dissolverò ricostituendomi in altre materiche composizioni, con essa si dissolverà anche la mia curiosità. Quindi, perché porsi il problema?

Il dialogo tra un prete e un moribondo mi è sembrato, tutto sommato, l’inizio di una bella conversazione. Un inizio non approfondito dove le argomentazioni di entrambi gli interlocutori paiono facilmente smontabili. Si rimane con tanti quesiti però il buon senso tanto decantato da De Sade è fatto anche di questo, di dubbi da risolvere. O no?

Leggere De Sade: idea sulla modalità della sanzione delle leggi

“Popolo, tu sei tutto senza di loro, sono loro a non potere niente senza di te”.

Questa frase non potevo fare a meno di riportarla perché essa riassume e individua il momento esatto in cui avviene il passaggio dalla condizione di suddito a quella di cittadino libero. L’idea sulla modalità delle sanzione delle leggi  nasce dalla presa di coscienza di questa fase fondamentale e su di essa dovrebbe poggiare il concetto di democrazia.

Un pensiero andato perduto perché si preferisce pensare o ricordare un de Sade libertino, licenzioso e probabilmente anche volgare. Anche questo è un vero peccato perché non farebbe male (a tutti) dedicarsi alla lettura e rilettura di questo breve trattatello. Pur essendo passato qualche lustro dalla sua stesura, le sue tematiche si mantengono comunque attuali e la Rivoluzione Francese non sembra poi così lontana nel tempo.

Una volta distrutto un sistema, de Sade avvisa e allerta i cittadini di non incorrere nelle trappole del vecchio e di comprendere come fondare qualcosa di nuovo dove i poteri non provengono dall’alto ma dal basso ricordando che chi si occupa di amministrare e legiferare è, prima di tutto un delegato.

De Sade: Dialogo tra un prete e un moribondo

Leggere De Sade e la sua idea di romanzo

Molto, molto piacevole da leggere è L’idea di romanzo. Contrariamente alle mie abitudini, ho perfino sottolineato con una matita rossa il passo che segue:

“Il cuore dell’uomo è infatti la più singolare delle sue opere, e niente affatto la virtù, per quanto bella, per quanto necessaria essa sia, è tuttavia solo una delle modalità di questo cuore sorprendente, il cui profondo studio è tanto necessario al romanziere, che il romanzo, specchio fedele di questo cuore, deve necessariamente indagare in tutte le sue pieghe”.

Esistono parole (e una così precisa disposizione delle stesse) che spieghino meglio cosa voglia dire scrivere o avere a che fare con un romanzo? Ti chiedo scusa per la domanda retorica. Capisco che in un blog o in una qualsiasi comunicazione che si rispetti, simili strutture falsamente interrogative possano arrecare fastidio ma, non ho potuto fare a meno di porla. Perché? Perché non trovo nulla da contestare, non posso far altro che sottoscrivere e condividere.

Oltre a ciò, questo piccolo saggio su che cosa sia questa struttura narrativa e articolata che prende il nome di romanzo, fa una breve carrellata storica dalle origini fino ai suoi tempi, si sofferma sugli autori e sulle autrici, ne lascia qualche commento di natura estetica e non solo.

L’unica cosa che potrebbe apparire un po’ seccante è che de Sade, da classico francese, sottolinea la bravura dei suoi connazionali tendendo a sminuire le opere di altri grandi autori di altri Paesi, gli italiani in primis. Tuttavia, dedica considerazioni molto belle agli spagnoli e cita ammirato e senza alcuna ironia tra le righe il Don Chisciotte di Cervantes come uno degli esempi più completi e simbolici di che cosa sia, in realtà, il romanzo.

Magnifica anche le scrittrici femminili, ritenute da lui vere e proprie maestre nella stesura di romanzi (e qui non so se è sincero o se lo fa con un qualche fine nascosto) poiché la loro sensibilità e intelligenza emotiva le rendono naturalmente inclini all’indagine del cuore e a narrarne ogni sfaccettatura. Un livello al quale gli uomini, per natura, non sembrano in grado di raggiungere.

Leggere De Sade: ancora qualche parola

Al Dialogo tra un prete e un moribondo, all’Idea sulla modalità della sanzione delle leggi e all’Idea di romanzo, si affiancano altri scritti di de Sade che però non mi va di spiarti togliendoti il gusto di questa breve lettura.

Posso solo dirti che questa piccola raccolta mi ha affascinata così tanto da convincermi a ritornare anche sui suoi tanto scandalosi testi come Justine o La filosofia nel boudoir. In futuro però perché certi autori vanno affrontati a piccole dosi, se non si vuole arrivare a disprezzarli dimenticandone i pregi.

Il prossimo libro che leggerò? Sono indecisa ma, di sicuro, opterò per qualcosa di veramente leggero e un po’ meno controverso. Intanto ti lascio i dati del libro di oggi e, se l’hai già letto, mi fai sapere che cosa ne pensi?

Autore: Donatien Alphonse François de Sade
Titolo: Dialogo tra un prete e un moribondo. E altri scritti politici e letterari
Titoli originali: Dialogue entre un prêtre et un moribond. Idée sur le mode de la sanction des lois. Idée sur les romans. Testament
Traduzione: Anna Isabella Squarzina Ceccaroni
Casa editrice: Castelvecchi
Pagine: 140
Anno di pubblicazione: novembre 2014
Prezzo di copertina: € 14.50

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6 Comments

  • Reply Lavorare in libreria: gioie e dolori – paroleombra 21 marzo 2016 at 7:40

    […] d’immaginare e di indagare nei luoghi più oscuri del proprio animo. D’altronde, de Sade non diceva forse che non esiste cosa più complessa e affascinante del cuore […]

  • Reply Carla Signoris: E Penelope si arrabbiò (ma neanche tanto) – paroleombra 25 marzo 2016 at 7:35

    […] scorso, dopo essermi lanciata nella lettura non proprio semplice semplice dei saggi di de Sade, ti avevo promesso che nel corso della settimana mi sarei dedicata a letture più leggere e […]

  • Reply #Leggere Cuore di Edmondo De Amicis – paroleombra 7 ottobre 2016 at 7:55

    […] Un libro è vicino al lettore e parla di sentimenti universali comprensibili da un’ampia fetta di lettori, l’altro, invece, l’ho sentito sempre freddo, distante. Come se Manzoni, pur apprezzando De Amicis, avesse cercato di livellare le differenze (soprattutto linguistiche) che corrono tuttora lungo lo stivale senza comprendere, con il cuore, che sono proprio queste differenze e il riconoscimento di esse a dare valore a un’opera. In fondo, De Sade non aveva detto che scrivere un romanzo voleva dire svolgere un’indagine del cuore umano? […]

  • Reply Che cosa sono il web e la cultura? Il mio speech all’evento #SGRosaDigitale – paroleombra 13 febbraio 2017 at 7:01

    […] e, allo stesso tempo, per liberarla da credenze, superstizioni e pregiudizi espressi anche da De Sade nel suo Dialogo con un moribondo. Un percorso che prendo come modello sul mio blog attraverso la raccolta e la gestione di rubriche […]

  • Reply Leggere Cuore di Edmondo De Amicis – ParoleOmbra 30 marzo 2017 at 20:02

    […] Un libro è vicino al lettore e parla di sentimenti universali comprensibili da un’ampia fetta di lettori, l’altro, invece, l’ho sentito sempre freddo, distante. Come se Manzoni, pur apprezzando De Amicis, avesse cercato di livellare le differenze (soprattutto linguistiche) che corrono tuttora lungo lo stivale senza comprendere, con il cuore, che sono proprio queste differenze e il riconoscimento di esse a dare valore a un’opera. In fondo, De Sade non aveva detto che scrivere un romanzo voleva dire svolgere un’indagine del cuore umano? […]

  • Reply Carla Signoris: E Penelope si arrabbiò (ma neanche tanto) – ParoleOmbra 2 aprile 2017 at 19:19

    […] scorso, dopo essermi lanciata nella lettura non proprio semplice semplice dei saggi di de Sade, ti avevo promesso che nel corso della settimana mi sarei dedicata a letture più leggere e […]

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