libri Recensioni

L’amica geniale di Elena Ferrante: storia di Elena e Lila

22 febbraio 2016
L'amica geniale di Elena Ferrante: storia di un'amicizia

Non pensavo che sarei riuscita a concludere per tempo la lettura de L’amica geniale di Elena Ferrante e, infatti, avevo creato una piccola bozza su un’altro romanzo.

Tuttavia e, contro ogni previsione, non ho avuto voglia di scrivere e andare indietro con i ricordi preferendo lasciarmi trascinare, anzi, folgorare, dalla storia narrata in prima persona da Elena Greco e della sua amicizia con Raffaella Cerullo detta Lila.

L’amica geniale di Elena Ferrante: il primo atto di un’opera ben più grande

Tra lettrici e lettori, ho sentito spesso nominare Elena Ferrante (sembra che nessuno abbia mai visto questa autrice e, personalmente, non ho curiosità di scoprire chi sia. Il mistero che la avvolge rende il suo romanzo ancora più intrigante). L’amica geniale, ad esempio, è stata citata nel #CurriculumDelLettore di Mimma Rapicano e anche Vanessa Diffenbaugh, alla presentazione del suo ultimo romanzo, Le ali della vita, ha ammesso di esserne rimasta affascinata.

Non pensavo però che mi avrebbe conquistata, forse perché diffido dalle storie che si sviluppano in più tomi in quanto (spesso per motivi puramente commerciali) si incorre nel rischio di trovare un racconto dove l’intensità e la carica emotiva sulle quali si costruisce va via via diluendosi. Ad aumentare le mie personali resistenze è una citazione, posta in apertura de L’amica geniale, tratta dal Faust di J.W. Goethe e che recita:

“IL SIGNORE: Ma sì, fatti vedere quando vuoi; non ho mai odiato i tuoi simili, di tutti gli spiriti che dicono di no, il Beffardo è quello che mi dà meno fastidio. L’agire dell’uomo si sgonfia fin troppo facilmente, egli presto si invaghisce del riposo assoluto. Perciò gli do volentieri un compagno che lo pungoli e che sia tenuto a far la parte del diavolo”.

Un passo che mi ha messa in un’agitazione tale da farmi quasi pentire di essermi imbarcata a stringere una qualsiasi relazione con l’amica qui narrata. Per quanto geniale fosse.
Insomma, già dalle prime pagine mi prese una sorta di paura perché compresi che subito avrei provato emozioni violente e contrastanti, che le gioie sarebbero state poche e i tanti i bocconi amari da mandare giù.

E così, pur cominciando dubbiosa e con l’impulso a chiudere con L’amica geniale prima ancor di conoscerla sono poi stata trascinata in una Napoli carica di contraddizioni, devastata dalla povertà e dal dopoguerra. Una Napoli bellissima e una Napoli infernale vista attraverso gli occhi critici e feroci di Lila e dalle percezioni di Elena Greco.

Un rapporto difficile quello tra Elena e Lila. Entrambe molto intelligenti, sono figlie femmine (e nel contesto descritto il sesso di appartenenza diventa una disgrazia dalla quale è impossibile saltarne fuori) di umilissime origini ma cariche di sogni ambiziosi. La prima ha per padre un usciere tutto sommato di buon carattere, la seconda invece ha per figura paterna calzolaio che pur presentato come persona dabbene, non si fa scrupoli a comportarsi da padrone ignorante, ottuso e tiranno.

L’amica geniale di Elena Ferrante: storia di un’amicizia in cerca di una via di fuga

Date le premesse, il futuro delle due fanciulle non è per niente roseo. Non ne comprendono i risvolti tenebrosi né capiscono le faide familiari interne ed esterne al povero rione nel quale abitano.

“Non ho nostalgia della nostra infanzia, è piena di violenza. Ci succedeva di tutto, in casa e fuori, ogni giorno, ma non ricordo di aver mai pensato che la vita che c’era capitata fosse particolarmente brutta. Era così è basta, crescevamo con l’obbligo di renderla difficile agli altri prima che gli altri la rendessero difficile a noi”.

Ciò che forse più mi ha attratto de L’amica geniale è la lucidità con cui la voce narrante presenta i personaggi, come interagiscono fra loro e di quanto le loro paure e i loro sogni comandino le loro azioni. Più che leggere, pare di ascoltarne le voci dialettali, i passi, le risate sincere o forzate, il profumo della bellezza e il tanfo dell’ipocrisia.

L'amica geniale

Lo studio, la competizione scolastica tra Lila e Elena è l’unico modo per creare a loro e al lettore l’illusione di poterle controllare al fine di crearsi una via di fuga, di concretizzare un labile desiderio di libertà.

La Greco racconta della Carracci come di uno spirito libero e selvaggio e pur facendo e imitandola in ogni sua impresa, è ben cosciente che la natura di Lila è pericolosa. Eppure non riesce a fare a meno di lei, la cerca in continuazione o, se ella non si fa trovare, l’attende anche se ne vede o percepisce un’indole cattiva.

Lo stile di scrittura della Ferrante è talmente fluido, scorrevole, accattivante che non si riesce a fare a meno di continuare ad osservare la crescita di queste due bambine e di constatarne il mutamento che avviene non solo nel loro rapporto ma anche nella percezione che hanno di sé, degli altri e della loro città. Sanno che debbono trovare un modo di distaccarsi da un circolo vizioso che le schiaccerà.

Un primo tentativo di fuga lo faranno insieme, ancora piccole, uscendo dal rione per poter vedere il male ma, lungo il percorso, le reazioni della coppia è diversa. Chi non dovrebbe temere nemmeno il diavolo si fa prendere dal panico e chi si dimostra fin dall’inizio reticente o spaventata all’idea di uscire fuori dai binari di un’esistenza che vede già prestabilita, invece, scopre il coraggio di continuare nella fuga da un mondo a cui non sente di appartenere.

Elena e Lila sono l’essenza di un’amicizia non facile ma sincera. Insieme cercano di cambiare la loro condizione, sanno di essere diverse e questa diversità viene compresa e sostenuta solo dalla maestra Oliviero ma la vita e gli ostacoli che si frappongono alla loro realizzazione personale le portano su strade diverse perché se la Greco si trova ad affrontare sola un percorso fatto di studi e di scoperta di sé inframmezzato dal continuo confronto con Lila mentre la quest’ultima, imprigionata in un nucleo sociale ottuso e prevaricatore, cercherà di distruggerlo dall’interno adeguandosi, per quanto possibile, ai sistemi e alle gerarchie che lo regolano.

L’amica geniale è quindi la storia di un’amicizia ribelle, alla disperata ricerca di una ricchezza la cui immagine muta in continuazione, in rapporto alla loro crescita non solo fisica ma anche culturale. È una storia sofferta, tragica e travolgente.

Il romanzo di Elena Ferrante è uno di quei libri che ti lasciano con il fiato sospeso fino all’ultimo e, proprio quando ti stai avvicinando alla conclusione, capisci che ormai ti ha catturato al punto tale che vorresti trovare una libreria aperta per poter mettere le mani sul seguito, anche se sono passate le 10 di sera e sarebbe il momento di andare a dormire.

Autore: Elena Ferrante
Titolo: L’amica geniale
Casa Editrice: Edizioni E/O
Pagine: 329
Anno di pubblicazione: XIX Ristampa, agosto 2015
Prezzo di copertina: € 18

You Might Also Like

4 Comments

  • Reply Elena Ferrante: Storia del nuovo cognome, volume secondo – paroleombra 26 febbraio 2016 at 8:36

    […] di Elena Ferrante è scandita in fasi esistenziali. Se L’amica geniale copre l’infanzia fino ad arrivare all’adolescenza, Storia del nuovo cognome è […]

  • Reply Elena Ferrante: Storia di chi fugge e di chi resta, volume terzo – paroleombra 29 febbraio 2016 at 7:46

    […] è, in questo terzo atto de L’amica geniale, una scrittrice a tutti gli […]

  • Reply Elena Ferrante: Storia della bambina perduta, quarta e ultima parte – paroleombra 4 marzo 2016 at 8:32

    […] una bambina perduta si entra nella fase della maturità e della vecchiaia. I bambini e le bambine de L’amica geniale, i giovani di Storia del nuovo cognome, gli uomini e le donne in Storia di chi fugge e di chi resta […]

  • Reply Elena Ferrante: Storia della bambina perduta, quarta e ultima parte – ParoleOmbra 2 aprile 2017 at 19:38

    […] una bambina perduta si entra nella fase della maturità e della vecchiaia. I bambini e le bambine de L’amica geniale, i giovani di Storia del nuovo cognome, gli uomini e le donne in Storia di chi fugge e di chi resta […]

  • Leave a Reply

    %d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: