Scrittura creativa

L’importanza di piangere, anche senza motivo

12 febbraio 2016

Non dobbiamo per forza essere sempre felici e gioiosi. Come viene ribadito spesso, c’è sempre un momento no che può prolungarsi per giorni e, nei casi più estremi, mesi e anni.

Oggi volevo scrivere un post sul pianto ma sono troppi i pensieri che mi si accavallano in testa e le sensazioni che si attorcigliano nello stomaco, così ho pensato di pubblicare qualche mia vecchia “poesia”.

Ho messo poesia tra virgolette perché non ho mai seguito alcuna regola metrica. Durante l’università ho provato a comporne qualcuna ma con scarsi risultati e quindi ho abbandonato ogni velleità artistica in tal senso (E, confesso, non sono mai riuscita a finire di leggere raccolte poetiche di grandi autori come Baudelaire o Hikmet. Con tutta la mia buona volontà, non vado oltre i primi 10 componimenti e chiudo tutto. Mentalmente sfinita).

Quelle che leggerai risalgono al periodo delle superiori e le conservo in una cartellina apposita. Ne ho scelte tre in tutto, spero ti piacciano.

Poesia numero uno: il cielo (immagine paroleombra.com)

Poesia numero Uno: Il cielo

Il cielo si sta colmando di scure nubi,
si addensano minacciose e,
gridano il loro dolore.

Piangono un amore non corrisposto?
Il cielo cambia umore.
Sempre.

Oggi però è disperato.

Il cielo è come un cuore,
si trasforma di giorno in giorno,
di notte in notte.
Non è mai lo stesso.

Cambia, cambia, cambia.

Il cielo oggi è triste,
piange perché ama,
piange perché non è amato…

Poesia numero due: piangere il vuoto (immagine di paroleombra.com)

Poesia numero due: Piangere per il vuoto

Distendersi sull’erba verde.
Lo sbocciare dei fiori, pieni di vita
e il sole splendente nel cielo,
di scintille dorate dipingono le acque del lago.
Riflesso del cielo.

Sentire il resinoso profumo degli alberi,
mescolato al profumo di rose
sbocciate al primo, caldo, raggio del mattino.

Chiudere gli occhi e piangere,
piangere e non poter tenere l’emergere di un ignoto dolore.
Piangere per la bellezza e la povertà,
piangere per il vuoto che sento.
Piangere il tutto e il vuoto.

Poesia numero tre: pioggia (immagine di paroleombra.com)

Poesia numero tre: Pioggia

La pioggia continua a cadere.
Goccia dopo goccia.
Triste scenario autunnale,
rigato dagli arabeschi alla finestra.

La pioggia continua a cadere.
Goccia dopo goccia.
Forse il pianto degli angeli.

La pioggia continua a cadere.
Lacrima dopo lacrima.

Se ti ho intristito me ne dispiace ma quello di cui sono sicura è che tutti hanno il diritto di piangere, anche senza motivo o per le più svariate ragioni e questi versi liberi ne sono una piccola prova.

Dopo un bel pianto liberatorio, infatti, il sorriso di una persona è più luminoso (occhi che paiono calamaretti, a parte).

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4 Comments

  • Reply Unadonnaalcontrario 12 febbraio 2016 at 9:30

    Grazie..solo questo

  • Reply Nicole 12 febbraio 2016 at 14:07

    Hikmet è l’unico poeta di cui sono riuscita a leggere una raccolta integrale di poesie.
    Quindi non sei l’unica…:D
    Bob Dylan diceva che il poeta è un uomo nudo: tu hai messo a nudo le tue emozioni e sei riuscita a trasmetterle.

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