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#liabbiamoaiutaticosì: parteciparvi per il piacere di farlo

29 gennaio 2016
#liabbiamoaiutaticosì: parteciparvi per il piacere di farlo (immagine via Pixabay)

Cosa vuol dire aiutare gli altri? Quando siamo altruisti e quando non lo siamo? E soprattutto, siamo davvero in grado di andare in pausa egoismo per fare qualcosa che non ci dà nulla in cambio ma che ci emoziona come se avessimo vinto il Superenalotto?

Sono queste le domande che mi sono posta prima di incominciare questo post per soffermarmi sull’iniziativa di Moto 39 Il blog, #liabbiamoaiutaticosì.

Ora, proverò a darti qualche risposta. Sia mai che ti venga il desiderio di partecipare anche a te perché, credimi, quest’idea nata dal cuore e non dalla testa, è veramente stupenda e l’opportunità di contribuirvi merita di essere colta.

Il peggior nemico da affrontare è il nostro sentirsi inadeguati

Partecipare a #liabbiamoaiutaticosì mi ha messo nel panico. Letteralmente.

Senza tanti giri di parole, a me piace farmi gli affari miei e quindi, sono tendente all’egoismo. Quando però sono andata a pescare tra i miei ricord, mi sono resa conto che in fondo qualcosa di buono e di altruistico l’ho fatto. Il problema era se fosse giusto o meno parlarne.
Uno dei libri più belli che abbia mai letto è la Bibbia.

Non fraintendere, non sono il tipo di persona che va in Chiesa la domenica o che snocciola la preghierina prima di mangiare o andare a nanna. Anche perché, ad eccezione del Padre Nostro, di preghiere non me ne ricordo. Tuttavia, della Bibbia, mi piacevano un sacco le storie del Vecchio Testamento e le parabole del Nuovo. Ho già citato quella del buon samaritano ma, in questo frangente, mi torna in mente un insegnamento che puoi ritrovare anche nelle filosofie orientali e in ogni società civile che si rispetti. Non vantarti di quello che hai fatto di buono, agisci e lascia che le lodi alla tua persona siano tessute di nascosto.

Insomma, il dire che, nel mio piccolo, ho prestato soccorso anche solo con una parola gentile mi faceva sentire inadeguata. Perché sembra quasi che narrare miei eventuali gesti altruistici sia un modo di vantarsi di sé e, come ho già detto, siamo tutti un po’ vanitosi e si rischia sempre di cadere nella trappola dell’autocompiacimento.

Con #liabbiamoaiutaticosì ho corso un rischio e… mi è andata bene perché mi sembra di aver fatto passo avanti per rasserenarmi un po’ con me stessa e con tutta la marea di difetti che compongono la mia personalità. Quindi, non posso far altro che rinnovare la mia gratitudine nei confronti di Silvia Camnasio, per la fiducia che ha posto in me pur non conoscendomi di persona.

Un modo nuovo di leggere le persone

Leggere e scrivere sono delle azioni continue capaci di mantenersi vigili, di vedere il lato migliore della nostra umanità. Questa settimana ho recensito, come sempre in modo molto personale, Le ali della vita di Vanessa Diffenbaugh, ho scritto una lettera a Jack Kerouac e al suo pellegrinaggio lungo le strade americane, ho riflettuto sulle personalità che hanno partecipato al Curriculum Del Lettore di gennaio, ho letto diversi racconti di #liabbiamoaiutaticosì.

Sono tutti modi per imparare a leggere le persone, ad avvicinarci ad esse per sentirci parte di un qualcosa di bello, capace di farci sentire migliori nei rapporti e nelle relazioni reali e virtuali. È una continua ricerca di un equilibrio tra la nostra individualità e sensibilità e quella espressa dalla collettività. È un percorso difficile, complicatissimo e che può sfuggirti di mano in qualsiasi momento ma, alla fine, ci si rende conto che basterebbe veramente poco per costruire un mondo migliore. Solo un po’ d’ascolto, buon senso e l’entusiasmo e il cuore di Silvia.

A volte, per leggere gli altri e sé stessi, è sufficiente stendere una lista delle cose belle che ci hanno fatto sentire meglio, pur non ricevendo un tornaconto personale. Possono essere pochi, ma sono i momenti più preziosi che abbiamo perché ci stimolano e ci ricordano la dose di altruismo che ognuno di noi ha in dotazione fin dalla nascita e che non ha bisogno di riconoscimenti se non di emergere di tanto in tanto, senza tante reticenze.

Che dici? Vorresti provare anche tu a raccontare qualcosa a #liabbiamoaiutaticosì?

Photo Credits: immagine in evidenza via Pixabay

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6 Comments

  • Reply vespamoto39 29 gennaio 2016 at 9:10

    Una bellissima partecipazione la tua e quella di tutti voi!!! grazie infinite!!

  • Reply Rocco Laurino 29 gennaio 2016 at 14:45

    Anche io ho pensato a questo passo del Vangelo quando ho riflettuto sull’iniziativa e sui racconti pubblicati. “Non sappia la tua destra cioò che fa la tua sinistra”.
    Comunque presto ci sarò anch’io a dare il mio piccolo contributo a #liabbiamoaiutaticosì

    • Reply Rita Fortunato 29 gennaio 2016 at 20:31

      Ben fatta, Rocco Laurino!
      Silvia Camnasio ha avuto una splendida idea, che merita di essere portata avanti da quante più persone possibili. 🙂

    • Reply vespamoto39 30 gennaio 2016 at 7:51

      Bravo Rocco, dai ti aspetto!!

  • Reply #CurriculumDelLettore, il trio di febbraio – paroleombra 24 febbraio 2016 at 8:14

    […] predisposizione d’animo a compiere un gesto d’altruismo. L’iniziativa si chiama #liabbiamoaiutaticosì e, se non hai ancora partecipato, ti consiglio di farlo perché ti aiuterà a stare meglio non solo […]

  • Reply Curriculum del lettore: il trio di febbraio 2016 – paroleombra 26 febbraio 2017 at 19:18

    […] si chiama #liabbiamoaiutaticosì e, se non hai ancora partecipato, ti consiglio di farlo perché ti aiuterà a stare meglio non solo […]

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