Guest Post Tema libero

#GuestPost specialissimo: imparare ad ascoltare di Social Muffin

15 gennaio 2016

Edizione speciale (mi sento uno strillone) Cora mi ha fatto l’onore e il piacere di contribuire all’ integrazione del post pubblicato in mattinata e intitolato: Troppe chiacchiere e poco ascolto: vai da Momo che ti passa.

Potevo non pubblicare il suo contributo? Certo che no!

Vieni a leggere! 😀

Cora Francesca Sollo, Social Muffin

Cora Francesca Sollo – Social Muffin

Imparare ad ascoltare, ne parla SOCIAL MUFFIN

Quando mi hai scritto, ero su un treno che mi portava da Milano a Genova. Nuova città, nuovo cliente, nuova avventura. Con la testa (ed il cuore, come sempre), però, ero immersa nella scrittura di una certa cosa che parlava – tu guarda il destino, a volte, che giri immensi che fa per farti capir che sei sulla strada giusta, certe volte!- dei fraintendimenti in una conversazione digitale. Ragionavo sul fatto che, per quanto dotati di strumenti adattivi – come emoticons, emoji o faccine che si vogliano chiamare, – noi abitanti del digitale capiamo sempre quello che vogliamo capire. Questo proviene da una brutta abitudine che ci siamo portati dietro dal pianeta madre – l’offline – e che continuiamo, inevitabilmente a riproporre nelle conversazioni online.

Si sente solo quello che si vuol sentire, non si ascolta. I bisogni, le priorità, le emozioni. Si ignora il 90% di quello che l’altro dice per svariati motivi. Il primo è la coperta di Linus di ogni essere umano: l’egoismo. Gli utenti sono egoisti: vogliono solo quello che preferiscono avere, secondo i loro tempi, i loro modi, le loro abitudini di consumo. E noi, professionisti o dir che si voglia, dobbiamo correre dietro alle loro esigenze, loro che dettano i tempi, loro che dettano i consumi. Una volta, però, non era il ruolo del marketing quello di guidare? Mi sarò sicuramente persa qualche passaggio, al solito! 😉

Qualche giorno fa Cinzia di Martino parlava del ruolo del marketing, anzi del brand, come quello del pater familias. Non sbaglia un colpo: la metafora è calzante al 101%! Le funzioni del brand sono ascoltare, ascoltare, ascoltare e poi – solo in un secondo momento – agire, con coerenza ma rapidità. Non è facile, esattamente come fare il genitore. La fase di audit è, se si dà il tempo alle persone di fare le cose, quella fondamentale. Dice tutto di tutti. Ed è quella che risolve i problemi. Ecco quindi il secondo motivo per cui si ignora quello che le persone dicono: l’utente non ha un briciolo di pazienza (e nemmeno i brand, se è per questo). Vuole tutto e subito, conosco parecchie persone fatte così, me compresa!

Terzo, e spero, ultimo (se ne trovo ancora giuro mi metto a piangere su Periscope): gli utenti vogliono esattamente quello che vogliono. Esatto: non vogliono sentire ragioni, scuse, ritardi e quant’altro ti abbia fatto ritardare anche di un solo minuto qualcosa che li riguarda. Anche per scrivere questo contributo, ho spostato di qualche minuto altri impegni. E’ solo qualche minuto eppure, nel web, significano ore. E’ la percezione del tempo (o meglio, della memoria) di cui Monia Taglienti ha dato una definizione meravigliosa:

La memoria (ndr. ed io aggiungerei, il tempo) è in un certo senso ciò che siamo, è vita.

Quindi, io non perderei altro tempo, altra memoria ed altra vita. Comincerei da ora, in questo preciso istante, in qualunque posto dello spazio-tempo e dell’universo conosciuto ci si trova, ad aprire bene le orecchie prima che la testa. Perché se non si impara ad ascoltare, difficilmente si otterrà ciò che si vuole. Se qualcuno manifesta un’esigenza ben precisa e la si ignora, la seconda o magari la terza volta, poi, le conseguenze arrivano e sarà inutile piangere sulla Cocacola versata: io te l’avevo detto ma se tu non ascolti è un problema tuo. Quindi, impariamo ad ascoltare tutti. Io ci sto già provando, e tu? 🙂

Photo Credits: immagine in evidenza via Pixabay

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10 Comments

  • Reply Leggere: da Luisa Carrada a Farsi capire di Annamaria Testa – paroleombra 18 gennaio 2016 at 9:27

    […] ai ricordi per riscoprire La storia di Momo mentre Cora Francesca Sollo ha contribuito esprimendo il suo punto di vista, specificando le problematiche che incontra nel suo lavoro nel campo della comunicazione per […]

  • Reply moniata81 18 gennaio 2016 at 10:07

    Ringrazio Cora e te per la mention 🙂 Ho scritto quel post in un momento particolare della mia vita sentimentale e familiare e per questo motivo sono davvero molto legata a quelle righe.

    La memoria nel web è vita, è vero, ed è come se oggi vivessimo in compagnia di una doppia memoria data da quella online e quella offline che si sovrappongono.

    Occorre badare ad ognuna di esse e come dice giustamente Cora, occorre imparare ad ascoltare se stessi, la rete e il reale.

    Un abbraccio forte

  • Reply Rita Fortunato: c'è sempre qualcuno pronto a darti una mano. 24 gennaio 2016 at 14:21

    […] che la consultano e le chiedono la sua opinione. (Qui i suoi dialoghi con Francesco Ambrosino, e qui con Cora Francesca Sollo, due professionisti del web, con la P maiuscola). Non posso parlare a […]

  • Reply Leggere Momo di Michael Ende – paroleombra 25 luglio 2016 at 11:41

    […] Un po’ come Momo ho cercato di ascoltare queste voci ed è solo grazie a loro che mi è nata l’ispirazione per Troppe chiacchiere e poco ascolto: vai da Momo che ti passa. Un articolo che non è rimasto solitario tra le pagine del mio spazio web ma è stato raggiunto da Francesca Cora Sollo di Social Muffin, la quale ha voluto regalarmi il suo pensiero sull’importanza di imparare ad ascoltare. […]

  • Reply #PausaRacconto: Lo sguardo di Eco – paroleombra 15 dicembre 2016 at 8:04

    […] Per tutto il tempo trascorso con lei, lui ha sempre mantenuto il silenzio. Non si stanca mai di ascoltarla, perché la ama così come, in fondo, ama anche il luogo in cui è nato. Belli, in modo […]

  • Reply Latina: i retroscena di un evento social al femminile – paroleombra 30 gennaio 2017 at 7:23

    […] Una volta capito che l’orientamento è un optional e che l’autoironia è imprescindibile ho scoperto e imparato che è importantissimo creare le giuste sinergie e connessioni ascoltando Cora Francesca Sollo di Social Muffin. […]

  • Reply Leggere Influencer Marketing di Matteo Pogliani – paroleombra 28 febbraio 2017 at 11:03

    […] soddisfare una o più necessità, non di crearne di nuove. Questo perché si dà più valore all’ascolto e alle relazioni umane che si instaurano tra pubblico e azienda. Più l’influencer è credibile, […]

  • Reply Inbound Strategies: un evento seguito tra twitter, libri e facebook 27 marzo 2017 at 16:06

    […] seguire l’Inbound Strategies ho preso come punto di riferimento il profilo di Social Muffin e da lì mi sono mossa per retwittare tutte le informazioni che mi […]

  • Reply Leggere Influencer Marketing di Matteo Pogliani – ParoleOmbra 1 aprile 2017 at 23:02

    […] soddisfare una o più necessità, non di crearne di nuove. Questo perché si dà più valore all’ascolto e alle relazioni umane che si instaurano tra pubblico e azienda. Più l’influencer è credibile, […]

  • Reply A Roma per l'evento #websucarta: che cosa è successo – ParoleOmbra 2 aprile 2017 at 18:47

    […] Francesca Sollo, Cora del mio cuore! Mi dispiace se non sono bassa tanto quanto mi avevi immaginata però, anche tu, dovevi proprio metterli i tacchi? Se ti capita di salire al Nord, avvisami che abbiamo un bel po’ di chiacchiere da farci e, mi raccomando, porta con te il calore e l’affetto che proviene dal tuo sorriso. Nell’attesa c’è telegram, messenger, email, posta normale, piccioni viaggiatori. 😀 […]

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