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Lettera allo scrittore: Bruna Athena scrive a Thomas Mann

12 gennaio 2016
#LetteraAlloScrittore: ripensando alle critiche di Jack London

Buongiorno, oggi io e Bruna ci siamo invertite i ruoli e la Lettera allo scrittore proviene da lei. Ha scelto un autore non facile, Thomas Mann e, confesso, di lui non ho ancora letto nulla se non La morte a Venezia che, purtroppo non mi piacque.

Leggere le parole raccolte in questa missiva però mi ha convinto ad avvicinarmi alla prosa di questa importante voce, spesso fraintesa, della letteratura tedesca.

Nel frattempo io mi sposto (per la prima volta!) nel Mondo di Athena rivolgendomi, con una Lettera alla scrittrice, alla svedese Astrid Lindgreen.

Ma torniamo a Thomas Mann. Ecco la lettera inviata dall’acuta e intelligente blogger letteraria, Bruna:

#LetteraAlloSCrittore: Bruna Athena scrive a Thomas Mann

Caro Thomas,
ti scrivo non senza un pizzico di imbarazzo. O forse dovrei dire, non senza un pizzico di timore reverenziale.
La mia conoscenza di te è venuta un po’ tardi, benché ti avessi sentito nominare tante volte. All’università il mio professore di storia della filosofia contemporanea decise di sostenere un corso monografico su di te e il tuo saggio Le considerazioni di impolitico. È stato interessante conoscere l’evolversi del tuo pensiero e del tuo stato d’animo, in un momento storico particolare.
La Grande Guerra, come hai scritto, ti aveva spiritualmente “arruolato”, assieme a tanti altri scrittori e poeti, artisti. Chi si ferma alle tue posizioni conservatrici conosce poco di te, di quello scrittore che rifiutò il nazismo, partì per non tornare più nel suo paese.

La tua Germania è la Germania anseatica, che hai magistralmente descritto della tua opera maggiore. I Buddenbrook è un’opera monumentale, l’esempio del perfetto equilibrio tra ragione ed emozione. Non riesco a spiegarmi, onestamente, tutta questa resistenza nei tuoi confronti: le persone non vogliono leggerti a priori. Mi sembra davvero misero lasciarsi scoraggiare dal numero di pagine che hai scritto, così come dimostra grande superficialità chi ti disprezza senza accorgersi che in ogni tua opera non si parla che di esistenza. Non c’è altro che questo: un’esistenza che è sempre in bilico tra il vivere ordinato e metodico, borghese, e il vivere emozionale ed artistico da scapestrato.

Lo devo ammettere: se provo questo senso di reverenza timorosa è perché apparentemente sei freddo e, in ogni caso, ponderato. Pure una virgola posta da te in un luogo qualsiasi della pagina è densa di significato, e non puoi averla messa lì a caso. Avvicinarti significa, preliminarmente, percepire il proprio accostamento ad una sorta di vaso di Pandora: all’inizio si vede solo un normalissimo contenitore. Ti rendi conto, poi, che nel recipiente c’è un universo intero, definito da regole di contrasto, da riflessioni tenute nascoste e sentimenti soffocati, che emergono comunque con prepotenza. Nella tua opera l’amore, la vita e la morte sono rivelazioni: risalgono in superficie con la forza di chi, immerso nell’acqua, cerca aria con voracità.

Non desiderano conoscerti, Thomas. Ho l’impressione che resterai da molti incompreso e un po’ mi spiace; non perdo mai l’occasione di consigliare una tua lettura, di sottolineare che non puoi che essere letto ed inteso tra le righe. Forse, a modo tuo, sei rimasto “aristocratico”, un autore per pochi: con un certo orgoglio posso affermare di apprezzare questa rarità.

Non ti leggo spesso, perché farlo è indubbiamente impegnativo e, conoscendomi, mi rendo conto di avere ogni volta bisogno di assenza di distrazioni, quasi di isolamento. Talvolta mi sfiacchisci, ma non posso rinunciare a quella sensazione d’entusiasmo che mi prende quando apro un tuo libro. È una vera e propria forma di piacere, quasi sensuale. Si può essere sensuali senza fare nulla per esserlo? Credo di sì. Su di me fai questo effetto.

Sempre tua,
Bruna

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14 Comments

  • Reply athenabruna 12 gennaio 2016 at 9:56

    Ammetto che Pippi Calzelunghe non l’ho letto, ma guardavo lo sceneggiato. Hai mai letto Thomas Mann?

    • Reply Rita Fortunato 12 gennaio 2016 at 10:06

      Solo La morte a Venezia e dopo averne visto il film. Niente da fare, non c’è stato feeling ma ritenterò!

    • Reply Rita Fortunato 12 gennaio 2016 at 10:07

      Come non hai mai letto Pippi Calzelunghe? Se debbo rimediare con Mann devi promettermi di rimediare con Astrid Lindgren. Ci conto!

  • Reply avvocatolo 12 gennaio 2016 at 9:59

    Urkaloca… mi pento subito di essermi proposto! Per essere all’altezza dovrò sforzarmi non poco!

    • Reply Rita Fortunato 12 gennaio 2016 at 10:04

      avvocatolo, pentirti? Guai a te!
      Mi raccomando, non svincolare che ora siamo curiosissime e rinnovo anche qui l’invito a scrivere il tuo #CurriculumDelLettore, sarei felicissima di ospitarti. 🙂

    • Reply athenabruna 12 gennaio 2016 at 10:04

      Ahahah Perdete ogni speranza voi che entrate!

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