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Leggere Daniel Pennac: una lezione d’ignoranza

16 novembre 2015
Una lezione d'ignoranza: leggere Daniel Pennac

Questo fine settimana volevo ordinare un testo preciso ma poi ho visto, sul bancone della libreria, un libretto rosso, sottile sottile. Era Una lezione d’ignoranza di Daniel Pennac.

La scorsa settimana ho notato quanto spesso la mia mente ripensava alla letteratura francese.

Forse è anche colpa del libro di Michel Faber, Il petalo cremisi e il bianco, che mi sta guidando verso le strade di una Londra ottocentesca mentre la scalata sociale della protagonista mi ha ricordato le vicende cariche di cinismo e le ambizioni del seduttore tratteggiato da Maupassant in Bel Amì.

Mentre scrivo mi sembra di vedere Papà Goriot di Balzac, gli occhi affamati di vita e amore di Madame Bovary e L’educazione sentimentale di Moureau,  personaggi nati da Flaubert. O sarà stato il bambino di seconda elementare alle prese con un passo tratto da Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry e di come, orgoglioso ed entusiasta ha raccontato alla madre l’impresa di aver letto direttamente dal libro, con le parole originale rispetto al testo scolastico. Una gioia che, a sua volta, mi ha fatto ripassare le regole di lettura espresse in Come un romanzo di Daniel Pennac e, in particolare, sul diritto di non leggere (e di non imporre un’azione che dovrebbe essere dettata dalla curiosità e non dall’imposizione).

Una lezione d’ignoranza di Daniel Pennac: lectio magistralis e laurea ad honorem

Ormai conosci la mia ammirazione per Daniel Pennac, di quanto ami i suoi libri e del modo con il quale si rivolge al lettore. Una lezione d’ignoranza è una lectio magistralis redatta in occasione del conferimento, nel marzo del 2013, all’autore di una laurea ad honorem in pedagogia da parte dell’Università di Bologna, la prima università del mondo occidentale.

Una lezione d'ignoranza

È un libretto minuscolo ma, se vai sul retro di copertina e leggi ciò che vi è scritto a mo’ di presentazione, già ne senti il valore umano che ne traspare. Lo trascrivo e non lo commento perché non saprei proprio cosa aggiungere e, per la sua chiarezza cristallina, non mi pare che necessiti di qualsiasi tipo di chiosa:

“Non riesco a togliermi dalla testa l’idea che la compagnia dei nostri autori preferiti ci renda più frequentabili a noi stessi, più capaci di salvaguardarne la nostra libertà di essere, di tenere a bada il nostro desiderio di avere e di consolarci della nostra solitudine”.

Una lezione d’ignoranza è dedicato alla lettura e alla voglia di sapere e di comprendere. Si legge in poco più di mezz’ora e il suo messaggio va al di là della lettura perché mette a confronto due tipologie di lettori (e di persone) e, paradossalmente, le unifica. Il guardiano del tempio e il Passeur.

Come ti ho già accennato, sentivo la necessità di fermare la lettura perché, troppe volte, ho avuto l’impressione di scivolare nel ruolo dei guardiani del tempio. Una lezione d’ignoranza li descrive così:

“I guardiani del tempio si riconoscono dal fatto che decretano e denunciano. Decretano l’assoluta necessità di leggere, ma denunciano la morte della letteratura”.

La facilità con la quale si può cadere nella denuncia e nella condanna fa paura e paralizza. Tuttavia, tale paresi sembra molto più comoda rispetto alla natura propositiva dei Passeur che, secondo Pennac:

” Sono curiosi di tutto, leggono tutto, non si accaparrano niente e trasmettono il meglio al maggior numero di persone”.

Sempre secondo le sue parole, sono la porta d’accesso all’umanità di tutto il mondo e di tutte le epoche e sono stimolatori di coscienza, oltre che attivatori della meraviglia.

Dov’è il paradosso? Separati, il guardiano del tempio e il passeur sono conservazione della conoscenza e trasmissione della stessa. Insieme divengono vera apertura culturale e tutti hanno la possibilità di divenire guardiani del proprio Essere umani.

Sui social, sui telegiornali e alle radio si parla di quanto accaduto a Parigi negli ultimi giorni. Io ho scelto la strada del silenzio, per rispetto al dolore che è stato causato. Eppure questa lettura e la descrizione che Pennac fa dei Passeur mi ha fatto pensare anche ai parigini che hanno aperto le loro porte a chi fuggiva e a chi ha deciso di non farsi bloccare dalla paura e lo ha dimostrato, anche solo per suonare una canzone, e trasmettendo la loro umanità.

Autore: Daniel Pennac
Titolo: Una lezione d’ignoranza
Titolo Originale: Une leçon d’ignorance
Traduzione: Yasmina Melaouah
Casa Editrice: Astoria
Collana: Assaggi
Pagine: 30
Anno di pubblicazione: Ottobre 2015
Prezzo di copertina: € 6

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10 Comments

  • Reply Daniel Pennac, una lezione d’ignoranza | In Nomine Artis – Il ritrovo degli Artisti 16 novembre 2015 at 10:20

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    […] di regole e senso di responsabilità, mentre le mie amiche iniziavano a divertirsi, incrociai Daniel Pennac e il suo Come un romanzo che, ancora, considero uno dei miei libri preferiti in assoluto.Qui […]

  • Reply Curriculum del lettore di Sylvia Baldessari: Blogger ed educatrice di Piccolo Doge – ParoleOmbra 19 maggio 2017 at 22:11

    […] la mia formazione universitaria Pennac ha avuto un peso non indifferente: il suo linguaggio arguto, a tratti bislacco e quella sua rara […]

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