Tema libero

Ho un calo di visite al blog, come risolvo?

23 ottobre 2015
Ho un calo di visite al blog, come risolvo? (Immagine via Pixabay)

Leggendo post altrui mi sono spesso trovata a leggere contenuti che spiegavano quanta importanza dare alle statistiche. Nel senso che un blog nasce per essere letto e, se si fa leggere, per essere seguito e visitato.

Tra settembre e ottobre ho riscontrato un calo in termini di visite e visualizzazioni sul blog e confesso di essermi preoccupata. Per caso ho scritto cose poco interessanti? Ti ho annoiato? Non ho approfondito bene questo e quell’argomento?

Sono le prime domande che mi sono posta quando ho provato a rifletterci sopra. Mi piace scrivere e intrattenerti ma, se le statistiche sembrano dire il contrario, qualcosa non torna.

Come risolvere?

Il blog comincia a declinare, chiediamoci perché

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Il blog sembra declinare? Domandiamoci il perché

La riflessione nasce dal confronto e dalla presa di coscienza dei propri vizi e virtù. Non so se rientro nella prima o nella seconda categoria, quello che so è che, fino alla fine di settembre, l’andamento del blog sembrava promettente e naturale.

“Caspita, mi sto muovendo nella maniera giusta scrivendo liberamente dei temi più disparati e risultando, allo stesso tempo, interessante a un sempre maggior numero di lettori”.

Questo è stato il mio primo pensiero. Sufficiente per farmi continuare a scrivere e a cercare di arricchire sempre più il mio calendario editoriale e cercare temi e spunti di dialogo.

Il calo di visite però mi ha detto:

“Fermati un momento, sei sicura di scrivere per te senza dimenticare il lettore?”

Se scrivo cose poco interessanti, allontano. Questa è l’ultima cosa che vuole un blogger, grande o piccolo che sia e così mi sono fatta consigliare. Socialmediacoso mi ha suggerito tre possibili (e semplici) soluzioni + una nota:

  1.  Cominciare a frequentare più community, quelle che portano più traffico
  2. Tra un nuovo post e l’altro, condividi sui tuoi profili social gli articoli più vecchi e che, nel corso del tempo, hanno ottenuto più visite. In seguito, punta su quei topic.
  3. Magari dipende dagli argomenti trattati.

Allora, per il punto due tutto ok. Come un’allieva diligente e attenta, alterno sulla mia pagina Facebook post nuovi e post vecchi per poi condividerli sul mio profilo.

Community social, generano più traffico

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Nota dolente, la condivisione in gruppi e community. La mia reticenza a non esagerare con questa possibilità te l’ho già spiegata in Individualità e collettività, social o non social però un lettore mi ha fatto notare una cosa, che è giusto prendersi i propri spazi per condividere le idee che ci frullano in testa. Se poi aspiro a diventare anche una Community Manager, è necessario uscire dal guscio.

Ma quali sono i post che hanno ottenuto più visite? Alcuni li ho individuati e, caso strano, sembrano quelli che maggiormente si discostano dalla mia “area di competenza” ovvero libri e scrittura in generale. Sono i temi liberi.

Con temi liberi intendo quelle riflessioni che all’inizio mi sembrano campate per aria perché si delineano frammentate nel corso dei miei pensieri. Può essere un’associazione che mi sorge durante la visione di un film o di una serie televisiva e dove cerco di individuare tematiche similari al blogging e al mondo dei social. In questo campo rientrano i pezzi Julie & Julia, Breaking Bad o Lo stagista Inaspettato.

Quali sono i post migliori?

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Anche le analisi sul blocco dello scrittore e la mia ricerca di risposte alla domanda Cos’è una buona idea, secondo le statistiche, hanno ottenuto un buon riscontro. Ma come definirli, come circoscriverli in un unico topic? Sono temi così vari che non saprei dare loro una collocazione precisa e poi, se dovessi parlare solo ed esclusivamente di libri, sono per me importanti perché danno un effetto sorpresa al blog. Perché si discostano (ma non troppo) dalla linea editoriale che ho scelto.

Insomma, c’è almeno un giorno alla settimana in cui né io né te possiamo sapere il tema protagonista. Personalmente lo trovo divertente perché spezza la monotonia (e il rischio di monotonia) ma forse questo mio saltare di palo in frasca potrebbe destabilizzare il lettore facendogli perdere dei punti di riferimento che per me erano passati in secondo piano.

Tu, che ne pensi? Quali sono i post che ti sono piaciuti e perché?

Sentiti libero di criticare il blog e suggerire tutte le possibili migliorie del caso. Mi piace scrivere ma ha un senso che questa azione veicoli il messaggio che vorresti leggere.

A proposito, sempre riguardo alla varietà dei temi. Una blogger che apprezzo molto, Mimma Rapicano, ha dedicato ad #Adotta1blogger, un pezzo molto bello di Emilie Wapnik e Sul perché alcuni di noi non hanno una sola vocazione. È stato pubblicato su Medium e te l’ho linkata alla versione in italiano.

Questa considerazione la vorrei dipingere su un muro, soprattutto quando penso di non essere tagliata a trattare di un tema diverso, a me ignoto, ma che mi incuriosisce:

“L’idea di una vita fortemente inquadrata è molto romanzata nella nostra cultura. È l’idea di un destino, di un’unica vera vocazione, l’idea che ognuno di noi abbia una sola ed unica cosa fantastica che dovrebbe fare per tutto il suo tempo qui sulla Terra. E dobbiamo capire qual è questa cosa per dedicarci completamente ad essa.

E se fossimo delle persone non tagliate per questo?

E se fossimo attratti da argomenti diversi e avessimo tante cose che ci piacerebbe fare? Beh, non c’è spazio per persone così in questo quadro. E allora forse potreste sentirvi soli. Potreste sentire l’assenza di uno scopo. E potreste avere l’impressione che ci sia qualcosa di sbagliato in voi.

Ma non c’è nulla di sbagliato in voi. Voi siete delle persone multipotenzialiste.
Una persona multipotenzialista è qualcuno con molti interessi e obiettivi creativi”.

Mi fai da lettore multipotenzialista? 😛

Photo Credits: Immagine in evidenza via Pixabay

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14 Comments

  • Reply MimmaRapicano (@MimmaRapicano) 23 ottobre 2015 at 12:24

    Carissima Rita, intanto grazie per la stima. Come già ti ho scritto altre volte tu sei una ragazza piena idee ed estremamente sensibile.
    Capita, succede anche a me, di essere vittima delle statistiche, chi ci legge o quanti ci leggono. Il calo dei lettori o dell’attenzione credo sia naturale. Ma una cosa posso dirti con il cuore in mano: fottiamocene dei numeri. Sii te stessa, continua a scrivere e condividere le cose che ti piacciono, che ti incuriosiscono, sii felice sempre di quello che fai.
    Anche io mi faccio le tue stesse domande e sono arrivata alla conclusione che devo seminare, proprio come ha detto Francesco. Il buon raccolto arriverà, arriva sempre.
    Non perdere mai la passione e la gioia di scrivere.
    Un abbraccio
    m

    • Reply Rita Fortunato 23 ottobre 2015 at 14:54

      Mimma, posso solo rispondere al tuo intervento con un pacato:
      “Mitica!!!” 😀

  • Reply Sonia Bertinat 23 ottobre 2015 at 12:30

    Post molto interessante Rita! Prendo anche io i suggerimenti del ‘socialmediacoso’ 😉
    Il mio blog fa su e giù ma lo curo molto poco in effetti.
    Spero di potermici dedicare di più 🙁

    • Reply Rita Fortunato 23 ottobre 2015 at 14:56

      Sonia, l’importante e che tu ti senta gratificata al di là delle statistiche e, quando sarà il momento, sono sicura che potrai realizzare pienamente le tue speranze. 🙂

  • Reply giuliacalli 23 ottobre 2015 at 13:58

    Un bell’articolo, che riassume un po’ di paure tipiche di chi gestisce con amore il proprio blog. Anche io ancora non ho capito bene qual è esattamente il tipo di post che fa arrivare nuove persone incuriosite nel mio blog, ma vero anche che vorrei evitare di farmene un problema, come giustamente dice Mimma. E quindi da qualche tempo evito di avere sempre aperto il tab delle statistiche, e mi sento molto meglio 🙂

    • Reply Rita Fortunato 23 ottobre 2015 at 14:59

      Giulia, ma sai che dopo aver osservato i dati che mi parevano sconfortanti ho chiuso dicendomi:
      “A guardar le statistiche non cambia nulla. Meglio che vada a dormire e continui a scrivere e a riflettere su ciò che faccio”.
      È stato liberatorio. 😉

      • Reply giuliacalli 25 ottobre 2015 at 15:26

        Ecco, esattamente quella sensazione lì 🙂

  • Reply gloriavanni 24 ottobre 2015 at 7:41

    Ciao, Rita, grazie per questo post perché risponde a un paio di domande che da tempo mi seguono senza trovare precise risposte. E anche io trovo molto utile il tuo “A guardar le statistiche non cambia nulla. Meglio che vada a dormire e continui a scrivere e a riflettere su ciò che faccio”. Forse perché sono una “multipotenzialista al cubo”, va bene? Sei in ottima compagnia e buon week 🙂

  • Reply bla bla blogger 9 novembre 2015 - Social-Evolution di Paola Chiesa 8 novembre 2015 at 22:16

    […] Ho un calo di visite al blog, come risolvo? di Rita Fortunato […]

  • Reply Mr Tozzo 11 dicembre 2015 at 8:43

    Come si dice…”non possiamo piacere a tutti”

    Fregatene e continua così !! ;D

  • Reply vespamoto39 24 gennaio 2016 at 7:41

    Ciao Rita, ebbene si, siamo tutti vittime della stessa ansia da statistiche, chi più chi meno. E’ vero però che si, noi scriviamo per chi ci legge e questo deve essere sempre stampato a fuoco sul desk top del nostro pc. Ma è anche vero che se qualche volta non lo facciamo anche per noi stessi, alla fine non riusciamo a farlo più per nessuno… allora un colpo al cerchio ed uno alla botte… un post per me ed uno per te, un po’ come faceva la mamma per farci mangiare, un boccone a me ed uno a te aaammmm… alla fine saranno sazi tutti. Il cuore, se lo si fa con il cuore alla fine i risultati arrivano. Ti faccio un esempio e spero mi perdonerai la lunghezza del commento. La rubrica a cui stai per partecipare sul mio blog (che bello!!!, Rita sul mio blog…) è in assoluto la più letta,ultimamente. Ma non so da chi… o meglio so chi NON la legge! I miei clienti. Ho una nutrita schiera di contatti che si è creata in 15 anni di raccolta mail. Ecco io la inserisco nella mailing mensile, ma non ha click. Bene tu mi dirai e cosa la fai a fare?? La faccio perché mi diverto, mi piace conoscervi e lo faccio con il cuore. Una cosa però è successa qualche giorno fa. Nella vita reale, presso il nostro negozio, sempre più persone vengono a chiedere di parlare con chi cura il nostro blog… ed allora dico… le statistiche stanno a 0, zero assoluto. il cuore, umano, vince sempre. Complimenti per il tuo blog, mi piace tutto, non saprei cosa dirti che preferisco.
    Un caro saluto
    Silvia

    • Reply Rita Fortunato 24 gennaio 2016 at 13:34

      Ciao, non ti preoccupare per la lunghezza del tuo commento. L’ho letto volentieri più di una volta e non so come ringraziarti per l’incoraggiamento e per l’ospitalità sul tuo spazio web (se tu però sei emozionata, io lo sono di più. Ok, sono leggermente in panico ma mi fido dell’entusiasmo e della gentilezza con i quali mi hai accolta).
      Mi hai illuminato una domenica uggiosa e sonnolenta e mi dai un motivo in più per accrescere la passione e la gioia che cerco di trasmettere curando questo piccolo blog personale e che mi sta dando soddisfazioni impensate.
      Un bacione e…
      grazie (di cuore). :*

  • Reply Paroleombra ha compiuto un anno! E ora? – paroleombra 9 marzo 2016 at 8:32

    […] l’ansia di non riuscire a rispettare il calendario editoriale che avevo buttato giù, il crollo delle visite, i refusi passati inosservati e poi corretti in un secondo momento, la voglia di cliccare sulla […]

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