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Pordenone Legge 2015: dal museo al (possibile) concorso letterario

23 settembre 2015

Oggi è mercoledì e dovrei dare spazio al curriculum del lettore ma, per oggi, faccio uno strappo alla regola e continuo con l’analisi di Pordenone Legge 2015 ( anche per dare tempo ai lettori di raccogliere le idee e di narrare i libri che li hanno resi le persone meravigliose che sono).

Nel corso dei primi due incontri della manifestazione pordenonese ho realizzato che sono stati colti due punti fondamentali per i creatori e i divoratori di storie.Da una parte é stato intrapreso un viaggio emozionale volto alla ricerca e alla riscoperta di luoghi e identità, dall’altra invece si è illustrato quanto un’immagine efficace condensi la cultura e l’identità di paesi e persone. Entrambi gli incontri hanno mostrato quanti fattori entrano in gioco quando ci si appresta a narrare e ad ascoltare (con tutti e cinque i sensi).

Io e Elena pensavamo di essere satolle e, dopo l’aperitivo, pensavamo di dirigerci verso casa. Solo che è subentrato un fuori programma, il Museo Civico d’ Arte era aperto e l’ingresso gratuito. Perché non approfittare?

#PordenoneLegge_museo

Pordenone Legge 2015: il palazzo Ricchieri e le misteriose Cantinelle

Il Museo Civico di Arte di Pordenone era, un tempo, dimora della famiglia Ricchieri. Non ho elementi o conoscenze storiche riguardo a questa casata ma, guardando la scalinata, il soffitto a cassettoni riccamente intagliato e le pareti che ancora conservavano tracce degli affreschi che le decoravano è probabile che non se la passassero male. (Io pensavo anche alla fatica e alla quantità di legname necessarie per riscaldare gli ambienti. Sono freddolosa io).

Considerazioni pratiche a parte, le sale del palazzo ospitano dipinti che riportano scene di vita quotidiana e soggetti sacri, diverse statue lignee raffiguranti la Madonna con il bambin Gesù e porta reliquie varie. In generale, soggetti e opere artistiche che non amo molto perché iscritti nello stile gotico.

Ma in ogni luogo si trovano sempre delle perle che sorprendono piacevolmente, come la piccola stanzetta dove c’era uno scrittoio nero, rosso e oro, carico di cassetti, cassettini e scompartimenti vari. Ho proposto al fidanzato di replicare il mobile affinché diventasse il mio angolo ufficio (magari azzurro e argento) ma la sua espressione mi ha ricordato vagamente L’urlo di Munch. (Ha un gusto estetico più moderno).

#PordenoneLegge_scrittoio

Oltre allo scrittoio, c’era pure un bellissimo quadro in stile orientale che raffigura un falco. I colori e le sfumature erano realizzate con fili di seta. Ecco la foto.

#PordenoneLegge_falco

Non è uno spettacolo?

Pensando di aver visto la stanza più bella di tutta la mostra, abbiamo curiosato nelle ultime stanze e sono apparse le Cantinelle, tavolette lignee che raffigurano scene di vita medievale ispirate alle storie di Tristano e Isotta.

In tutto, il ciclo è composto da 200 Cantinelle e, tuttora, la loro sequenza cronologica rimane un mistero. Elena ha fatto tanto d’occhi perché ha fiutato le potenzialità di una storia.

In un lampo di genio ha infatti pensato che il cercare di mettere in ordine le tavolette può essere il punto di partenza per un concorso letterario. In teoria, il museo potrebbe scannerizzare le immagini e metterne a disposizione delle copie agli aspiranti scrittori coniugando così la ricerca filologica con l’abilità immaginativa necessarie per costruire una dettagliata e fantasiosa architettura narrativa.

Che dici? Sarebbe bello poter mettere in pratica questa idea?

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