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La Storia Infinita di Michael Ende: da leggere all’infinito

14 settembre 2015
La Storia Infinita di Michael Ende

Venerdì ti ho salutato confessandoti che ero in preda al blocco dello scrittore, così ho letto La Storia Infinita di Michael Ende.

La mente era troppo piena di pensieri, desideri, obiettivi da raggiungere, idee fumose da rincorrere. La voglia di scrivere c’era e c’è ma un senso di stanchezza e di indigestione bloccava quello che doveva essere il naturale processo creativo.

Vieni a scoprire in che modo mi ha aiutata la lettura di questa settimana?

Michael Ende_La storia infinita

Leggere La storia infinita ti fa superare il blocco dello scrittore

Come per altri capolavori del genere fantasy, da Alice nel paese delle meraviglie a Peter Pan, da Il signore degli anelli (mi devo leggere il Silmarillion) alle Cronache di Narnia, La Storia Infinita andava, va e deve essere letto. Perché non si tratta di pura fantasia campata per aria. È formazione allo stato puro, è addentrarsi nelle viscere della mente e del cuore. Delle emozioni, dei desideri, dei sogni, di tutto. È scoprire che il blocco dello scrittore, fondamentalmente, non esiste. Vive nella nostra testa nel momento stesso in cui crediamo di non aver nulla da dire, nulla da desiderare, nulla da immaginare, nulla da scrivere.

E mentre leggevo, mi tornava alla memoria uno degli interventi di Sonia Bertinat:

《Penso succeda a tutti e sia pure fisiologico. Quando sento l’urgenza di scrivere è come se tutte le cose che metabolizzo fluissero liberamente dalla mente, dalla pancia fino alle dita. Se non sento questa urgenza non me ne cruccio e non scrivo.
Ciò non toglie che io non mi interroghi sui motivi del blocco creativo. A volte il rischio è l’overload di informazioni. Troppe cose incamerate di cui si vorrebbe parlare ed ecco l’effetto imbuto. A volte intervengono solo fatti altri della vita che richiedono attenzione.
Tu mi dirai che la faccio facile a rassegnarmi così. Hai ragione. Posso permettermelo perché non vivo di scrittura, non è il mio lavoro ma un modo per organizzare le idee e provare a comunicare agli altri i miei punti di vista.
Giuro che finisco ma ti dico ancora questo. Col vecchio blog (brutto, trascurato, strapieno) non riuscivo più a scrivere. Da quando ho traslocato in un blog più ‘respirante’ la musa è tornata. Non ti dico di cambiare blog ovvio. Ma cercare un po’di aria fresca mi ha aiutato.
Ti aspetto con Ende quando sarà giunto il suo tempo》.

Nei mesi ho cercato di impormi una disciplina, di scrivere in continuazione e, come Bastiano, ho cercato di coltivare il talento di raccontare e di creare un mondo nuovo e pieno di spunti di riflessione. Ogni volta che affrontavo un post sentivo il bisogno di andare a ripescare qualcosa dai miei ricordi. Una frase, una situazione, una citazione. Il mio blog è diventato la mia Fantasia e mi stava assorbendo più di quanto pensassi.

Forse sono profondamente condizionata da quanto ho appena letto, ma i libri hanno questo potere. Condizionano i pensieri e risvegliano i desideri che gli adulti assopiscono nel cuore e leggere La Storia Infinita è stato come tornare a nuova vita. Ho superato un momento di sconforto e di spaesamento che mi ha impedito di acchiappare il contenuto giusto, quello che faceva per me.

L’immaginazione è un’arma a doppio taglio. Da una parte ti trasforma nella persona che desideri essere, dall’altra ti annulla e conduce all’oblio di sé. E anche l’oblio, dopo un po’ stanca e ti porta fuori strada.

Svuotare la mente non è dimenticare, svuotare la mente è ricordarsi di vivere. Nel corso del suo viaggio, Bastiano si scorda di vivere perché sente che la realtà lo rifiuta. Se avviene questo, perché ritornarci? Meglio vivere in un mondo fantasìco e ottenere quelle doti che pensa di non possedere. Bellezza, coraggio, saggezza, intelligenza.  Ogni prodotto della sua fantasia e desiderio diviene realtà, ma a caro prezzo. La memoria.

Questo non vuol dire che si deve smettere di desiderare o di inseguire il proprio percorso con impegno e passione ma le avventure di Bastiano spiegano che si deve comprendere il giusto equilibrio tra immaginazione e volontà. E seguirlo.

L’obiettivo non è crearsi un mondo immaginario nel quale rifugiarsi ma trovare il punto di continuità e di unione tra ciò che rappresenta il mondo interiore e ciò che costituisce quello esteriore, con tutte le loro comprensive sfaccettature.

La bellezza del genere fantasy, secondo me, risiede in questo. Nel saper creare da tutto e dal nulla, nel rendere meraviglioso la banalità e nell’amare la vita e tutte le opportunità che rappresenta. E lasciar trapelare verità molto profonde, troppo vere per poter essere dette apertamente.

Ho letto La Storia Infinita tutto d’un fiato e non la sento conclusa. Questo libro è diventata una fonte d’ispirazione inesauribile e mi ha ricordato ciò che temevo di dimenticare. La passione per i libri e per le storie.

Stupendo questo passo che compare nelle prime pagine del romanzo di Michael Ende:

《Le passioni umane sono una cosa molto misteriosa e per i bambini le cose non stanno diversamente che per i grandi. Coloro che ne vengono colpiti non le sanno spiegare e coloro che non hanno mai provato nulla di simile non le possono comprendere. Ci sono persone che mettono in gioco la loro esistenza per raggiungere la vetta di una montagna. A nessuno, neppure a sé stessi, potrebbero realmente spiegare perché lo fanno. Altri si rovinano per conquistare il cuore di una persona che non ne vuole sapere di loro. E altri ancora vanno in rovina perché non sanno resistere ai piaceri della gola, o a quelli della bottiglia. Alcuni buttano tutti i loro beni nel gioco, oppure sacrificano ogni cosa per un’idea fissa, che mai potrà diventare realtà. Altri credono di poter essere felici soltanto in un luogo diverso da quello dove si trovano e così passano la vita girando il mondo. E altri ancora non trovano pace fino a quando non hanno ottenuto il potere. Insomma, ci sono tante e diverse passioni, quante e diverse sono le persone.
Per Bastiano Baldassarre Bucci la passione erano i libri》.

E queste sono solo le prime pagine. Per quanto il film sia fatto bene, non è come il libro. Ogni capitolo è decisamente fantasìco. E ci si sente veramente trascinati in una storia infinita e di volare, in groppa a Fucùr, il Drago della Fortuna.

Non so se sono riuscita a spiegarti cosa ho provato nel leggere questo libro e del perché mi ha aiutata a superare quello che credevo fosse un blocco creativo però, di sicuro, Sonia Bertinat è l’impavido e saggio Atreiu e sono felice di seguire il suo blog, Identità in gabbia.

Autore: Michael Ende
Titolo: La Storia Infinita
Titolo Originale: Die Unendliche Geschichte
Traduzione: Amina Pandolfi
Casa Editrice: Tea
Pagine: 436
Anno di pubblicazione: Ristampa luglio 2014
Prezzo di copertina: €10

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11 Comments

  • Reply bla bla blogger 28 settembre 2015 - Social-Evolution di Paola Chiesa 27 settembre 2015 at 22:16

    […] La Storia Infinita, da leggere all’infinito. di Rita Fortunato […]

  • Reply #CurriculumDelLettore, un ottobre introspettivo e avventuroso | paroleombra 28 ottobre 2015 at 8:47

    […] Rimando alla puntata precedente perché ha fatto capolino l’universo letterario di Emma Frignani, la sua prima parte denota un’infanzia straordinaria perché subito è stata educata con il Topolino (ne avevo una cassapanca piena pure io) le storie di Gianni Rodari e La Storia Infinita di Michael Ende. […]

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    […] quando la relatrice si mise a narrare la Storia di Momo di Michael Ende (e ti pareva se non dovevano esserci di mezzo i libri) lo archiviai nella memoria convinta che, un […]

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    […] sì, pur avendo visto più e più volte la trasposizione cinematografica de La storia Infinita, romanzo fantasy di Michael Ende, non l’ho mai letto e ho intenzione di recuperare. Ecco la […]

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    […] Anche La storia infinita di Michael Ende non è proprio una scoperta infantile. Mi ci sono accostata tardi, da pochi mesi, ma è stato meraviglioso recuperare questo romanzo. Non è un’unica storia ma ce ne sono un sacco e qui l’obiettivo è perdersi per ritrovarsi e scoprire che nulla è più potente dell’immaginazione per evitare di essere inghiottiti nelle tenebre di un Nulla vuoto, arido e anche molto, molto noioso. […]

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