#CurriculumDelLettore Recensioni

Il Giovane Holden e il curriculum del lettore di Francesco Ambrosino

5 agosto 2015
Parlando con il giovane Holden e pensando al #CurriculumDelLettore di Francesco Ambrosino

Ciao, scusa per il ritardo nella pubblicazione di oggi. Di solito, su questo spazio web, compaio nelle tarde mattinate di lunedì, mercoledì e venerdì e, occasionalmente, con dei racconti nel martedì.

Come avrai notato, ho deciso di scegliere il mercoledì per associare un libro a una persona che ha partecipato al curriculum del lettore e, in questo momento, dovrei parlarti de Il giovane Holden di J. D. Salinger, affidato a Francesco Ambrosino.

L’ho appena finito, vieni ad aiutarmi a riordinarmi le idee leggendo?

Il giovane Holden di J.D.Salinger

Il giovane Holden che non è poi tanto giovane

Credo che Il giovane Holden di J.D. Salinger sia uno dei romanzi più citati in assoluto e a ragione. Tuttavia, la prima volta che lo lessi non nei fui molto colpita perché sembrava che il protagonista, Caufield, saltasse di palo in frasca senza aver in mente un argomento preciso.
Probabilmente perché lo lessi di fretta e non mi soffermai tanto sulle parole messe in riga con tanta disinvoltura e scorrevolezza o forse perché avevo già passato la fase adolescenziale o, ancora, perché lo lessi sotto banco. Quando lavoravo. In negozio non c’era nessuno da servire e non sapevo bene come impiegare il tempo senza guardare il soffitto, annoiandomi.

Tuttavia, dato che ora il tempo libero non mi manca, ho riletto questo romanzo di Salinger e l’ho trovato assolutamente fantastico. Ed è vero che salta di palo in frasca. Il fascino di Holden è tutto lì. Un flusso di pensieri ed emozioni di un adolescente ‘problematico’ molto più maturo e intelligente di quanto si descrive. Peccato che non studia, non è mai in vena per questo. Un aspetto che lo porta, ancora una volta, ad essere buttato fuori dalla scuola per ragazzi dell’alta società dalla quale fugge.

Lo stile di scrittura è molto colloquiale e il gergo giovanile viene usato con cognizione di causa, senza tanti ‘cioè’. Modi di dire che danno un ritmo e una freschezza tale che quasi non senti il bisogno di telefonare all’autore.

Il giovane Holden è una lunga conversazione che tocca i temi più disparati e sembra di essere lì, a passeggiare per le strade di New York o a bere un drink, in penombra, in qualche pianobar. L’umanità che si presenta pagina dopo pagina è, oserei dire, pittoresca e quanto mai vera.

Caufield ha quindici anni eppure la sua esperienza di vita e i suoi capelli bianchi, lo rendono più grande e disincantato. Si rende conto che tutto ciò che lo circonda non è altro che illusione e, alla fine, non è poi così difficile prevederne i risvolti futuri. Le sue intuizioni lo portano quindi a non agire, a mantenersi passivo, quasi rassegnato. Perché impegnarsi in qualcosa che, in fondo, non porterà ad alcun futuro. Diverso da quello che si prospetta per la stragrande maggioranza delle persone?

Sa che dovrebbe comportarsi in un certo modo ma questa presa di coscienza lo deprime. Anche la similitudine della vita, associata a una partita da giocare secondo le regole, non lo convince:

«Partita un accidente. Una partita. È una partita se stai dalla parte dove ci sono i grossi calibri, tante grazie – e chi lo nega? Ma se stai dall’altra parte, dove di grossi calibri non ce n’è nemmeno mezzo, allora che accidente di partita è? Niente. Non si gioca».

Un ragionamento che non fa una piega e, una bella sfida per insegnanti e genitori il quali non sanno più cosa fare con lui.

L’intelligenza deriva da una sensibilità fuori dal comune e Holden è un adolescente fuori dal comune. Una qualità che però mal si adatta al mondo di illusioni da lui smontate, pezzo per pezzo e dalla quale vorrebbe fuggire. Per starsene in pace, per non dover entrare in quella ruota di ipocrisie sulla quale tutti vorrebbero salire.

L’unico elemento che gli impedisce di concretizzare i propositi di fuga è la sorella Phoebe e il piacere di raccontare. Perché è l’unica che comprende ciò che prova, l’unica ad ascoltarlo mentre l’atto del raccontare è un modo per farsi piacere chi è passato sotto il suo sguardo critico, di sentirne la mancanza, di affezionarcisi:

«Non raccontate mai niente a nessuno. Se lo fate, finisce che sentite la mancanza di tutti».

Eppure, non si può fare a meno di raccontare, di cercarsi e di cercare. Come se il vuoto fosse un passaggio necessario da affrontare per poter apprezzare ciò che c’è di buono al mondo e nei libri. Se non si sente la mancanza di qualcosa o qualcuno, come può essere ricordata e amata? Scomparirebbe…

Al giovane Holden doveva seguire il curriculum del lettore di Francesco Ambrosino ma, come Caufield, ha giocato d’anticipo. Invece di rimanere fedele al topic del suo blog, ha deciso di fuggire momentaneamente da esso per parlare dei libri che gli hanno cambiato la vita.
Quando hai finito di leggere il Curriculum di Ambrosino, vai a incontrarti con Il giovane Holden? Se lo fai, chiama. Un bicchierino (o un caffè) in compagnia lo berrei volentieri. 🙂

Ci sentiamo venerdì. Buona lettura.

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8 Comments

  • Reply Mr.Loto 5 agosto 2015 at 17:18

    Un classico! L’ho letto da poco e l’ho apprezzato. Ho provato anche un po’ di nostalgia per i giovani della fine degli anni ’40…Holden che cerca di cancellare una brutta scritta dai muri affinché la sorellina non possa leggerla è un’immagine bellissima….

  • Reply #CurriculumDelLettore: Carlos Bellini di We Social si racconta | paroleombra 11 novembre 2015 at 8:00

    […] la mia strada. Dal mazzo pesco Salinger ed il tanto bistrattato (come libro e come personaggio) Giovane Holden. Chissà che fine fanno le anatre in inverno? E perché diavolo in catcher è lì in mezzo al campo […]

  • Reply #CurriculumDelLettore, un novembre creativo | paroleombra 25 novembre 2015 at 8:33

    […] da letture di grande spessore e intensità umana come Il piacere di Gabriele D’Annunzio e Il giovane Holden di Salinger. Curioso come faccia capolino anche In un milione di piccoli pezzi di James Frey. Sono […]

  • Reply Loredana Lipperini e Questo trenino a molla che si chiama il cuore | paroleombra 14 dicembre 2015 at 8:09

    […] a molla che si chiama il cuore nella tarda serata di sabato 12 dicembre ho sentito il bisogno, come il giovane Holden, di scrivere in forma privata a Loredana Lipperini e dirle che andavo a dormire carica di immagini […]

  • Reply Leggere Amore e altri misteri di Antonella Albano – paroleombra 1 aprile 2016 at 7:50

    […] Tuttavia, alcuni dubbi e domande me li sono posti e li ho girate ad Antonella Albano per riceverne risposta (il mondo dei social è anche questo, interagire con gli scrittori e mettersi un po’ nel ruolo de Il giovane Holden). […]

  • Reply #CurriculumDelLettore di Primavera Contu: autrice teatrale, copy e tanto altro ancora – paroleombra 14 dicembre 2016 at 7:31

    […] sentivo parte. Alcuni dei romanzi che mi sono rimasti più impressi? Tropico del cancro di Miller, Il giovane Holden e gli inevitabili Lolita e Arancia Meccanica. E sì, all’amore per il teatro si era già unito […]

  • Reply Curriculum del lettore di Luca Borghi: blogger e stratega visual – paroleombra 15 febbraio 2017 at 9:06

    […] Holmes) e le tormentate storie di Giacomo Leopardi. Ed ultimo, ma non ultimo, Il giovane Holden di Jerome Salinger. Impareggiabile, […]

  • Reply Libri, blogger e qualcosa da bere – ParoleOmbra 21 aprile 2017 at 21:54

    […] anni fa, da Charlize Theron. Purtroppo gli ho portato via Bukowski ma in fondo gli veste bene anche Il giovane Holden di J.D. Salinger […]

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