Scrittura creativa

Pausa racconto: Riflessioni di una farfalla

28 luglio 2015
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Il tempo vola troppo in fretta. Per oggi avevo in mente un altra pausa racconto però mi sono ritrovata per le mani Riflessioni di una farfalla e mi sembrava più adatto, anche se siamo in pieno luglio e la primavera è passata da un pezzo.

Come sempre, lascio a te la valutazione finale.

Un racconto al mese_Riflessioni di una farfalla

Riflessioni di una farfalla

Non sono mai andata d’accordo col detto:

«Non essere come una farfalla che vola di fiore in fiore, ma come l’edera, che dove nasce, muore».

È una frase famosissima che gira soprattutto nei diari di scuola delle ragazzine. Probabilmente è l’ultima frase di un racconto ben più articolato e significativo che però è andato perso nel tempo.

Ho pensato spesso a questa frase e nel frattempo ho ascoltato diverse storie svilupparsi accanto a me.

Ho assistito alla nascita di coppie di innamorati che si sono giurati un amore duraturo e che poi si sono sciolte, piene di recriminazioni e rimpianti o di amicizie sincere, frantumate da stupide incomprensioni o da premature scomparse.

Insomma, la maggior parte delle cose e delle persone non durano. Questo mi rattristava parecchio perché mi sembrava che la vita fosse inutile, inafferrabile e senza alcun tipo di stabilità. Allora mi buttavo nel mangiare ingrassando a vista d’occhio.

Ad un certo punto decisi di isolarmi dal resto del mondo ma poi sono stata costretta a tornare fuori, a mostrarmi sotto una veste del tutto nuova.
Se non l’avete ancora capito, io sono quella farfalla che vola di fiore in fiore e non è un male essere come me.

Sono perfettamente consapevole che la mia esistenza si spegnerà con la fine della primavera ma, nel frattempo, mi godrò pienamente il mio momento.
Tanti si fermano ad ammirare i colori e la bellezza delle mie ali, ad alcuni ho perfino permesso di raccogliermi per guardarmi ancora più da vicino e poi me ne sono volata via leggiadra. Sono stata gentile con la falena. È stata lei ad avvisarmi del retino nella quale rischiavo di finire intrappolata. Siamo simili, solo che io sto al giorno come lei sta alla notte. Va bene così.

Un racconto al mese_Riflessioni di una farfalla

Amo i fiori. Quando sono rinata loro mi attendevano felici perché sanno che li posso aiutare a comunicare tra loro, infatti, essi possono mostrarsi, ma non muoversi. Anche loro hanno amici e parenti lontani dei quali sentono la mancanza. Hanno bisogno di un messaggero per ricordare la continuazione della vita e io svolgo volentieri questo compito. In cambio mi offrono riposo e ristoro, siamo collegati fra noi, ci aiutiamo a vicenda, uniti.

L’edera si muove lentamente, con scrupolo, è costante, forte e queste sono qualità che apprezzo, ma io sono fatta per danzare. A differenza sua non mi interessa programmare e ponderare, mi paralizzerebbe, voglio solo contribuire a colorare ciò che sta intorno a me e godermi tutto ciò che c’è di buono nella vita. L’edera se ne sta sempre triste in un angolo, all’ombra, a divorare tutto ciò che le sta attorno, senza mai essere sazia.
Noi farfalle siamo sogni evanescenti e in eterno movimento, accettiamo tranquillamente questa condizione e non abbiamo rimpianti.

Nasciamo e moriamo, appariamo e svaniamo, è questa la realtà. Quindi non ha senso per noi attaccarci a qualcosa come fa l’edera. Accettiamo il compito di messaggere dei fiori e della primavera in generale e lasciamo loro le nostre figlie certe che saranno ben disposte ad accoglierle e nutrirle quando noi non ci saremo più.

Sembrerà strano, ma questo legame reciproco ci fa sentire liberi e fondamentalmente sereni.

Ma ora vi devo proprio salutare, ho molti messaggi da portare e poco tempo.

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7 Comments

  • Reply bla bla blogger 1 agosto 2015 - Social-Evolution di Paola Chiesa 1 agosto 2015 at 3:13

    […] Uno scritto al mese: Riflessioni di una farfalla. di Rita Fortunato […]

  • Reply Alessia Savi (@PennyL4ne) 1 agosto 2015 at 7:39

    Eccomi qui, finalmente!
    Questa storia è molto bella ed evocativa. E’ bello il punto di vista della farfalla: sono pensieri semplici, persino ingenui forse, per questo l’ho letta come una favola per bambini di una dolcezza estrema. Mi piacciono gli accostamenti che hai fatto, le parole utilizzate in modo perfetto senza esagerare con figure retoriche e barrochismi. E’ una storia pulita, che mi ha fatta sorridere e scaldato il cuore (^^)
    Brava Rita!

    • Reply Rita Fortunato 2 agosto 2015 at 10:00

      Grazie Alessia, mi impegnerò a migliorare sempre di più! 🙂

  • Reply #GuestStory di Gabriella Parisi: Profumo di famiglia – paroleombra 29 gennaio 2016 at 20:30

    […] concluso luglio con un mio racconto, Riflessioni di una farfalla ma con agosto voglio fare una cosa nuova. Condividere un racconto altrui, una […]

  • Reply Pausa racconto: le ali dei ricordi, terza parte – paroleombra 26 febbraio 2017 at 23:03

    […] sorriso aleggiò sul suo volto e delle scie luminose partirono dalle sue scapole disegnando delle ali di farfalla come quelle delle fate che il giovane aveva ospitato sulle sue spalle. Dapprima impercettibili, poi […]

  • Reply Pausa racconto: le ali dei ricordi, terza parte – ParoleOmbra 2 aprile 2017 at 17:39

    […] sorriso aleggiò sul suo volto e delle scie luminose partirono dalle sue scapole disegnando delle ali di farfalla come quelle delle fate che il giovane aveva ospitato sulle sue spalle. Dapprima impercettibili, poi […]

  • Reply Pausa racconto di Gabriella Parisi: Profumo di famiglia – ParoleOmbra 10 aprile 2017 at 20:27

    […] concluso luglio con un mio racconto, Riflessioni di una farfalla ma con agosto voglio fare una cosa nuova. Condividere un racconto altrui, una Pausa […]

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