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Fai di te stesso un brand di Riccardo Scandellari: appunti di una lettrice ‘raffinata’

25 maggio 2015
leggere Fai di te stesso un brand di Riccardo Scandellari

Da oltre un anno ormai passo da un social all’altro. Twitter, Google +, Instagram, Facebook, Linkedin, eccetera.

Mi piacciono, mi incuriosiscono ma ogni volta che mi creavo un account nuovo mi sembrava di frammentare una parte di me e quindi sentivo che prima o poi avrei dovuto compiere il grande passo, aprire un blog.

Prima di farlo però, dovevo informarmi, studiare i blogger più bravi. Ma quali?

Malgrado il titolo, provvidenziale fu, per me, leggere Guadagnare con un blog: l’esperienza reale di 11 top blogger italiani di Samuele Onelia. Dico malgrado perché non sono ancora in modalità guadagno, ma in fase di formazione. Si impara facendo.

Primo della lista, Riccardo Scandellari e il suo libro azzurro, Fai di te stesso un brand, personal branding e reputazione online. Oggi ti parlerò, ancora una volta, di queste belle pagine edite da Dario Flaccovio.

Fai di te stesso un brand di Riccardo Scandellari

Fai di te stesso un brand, quando misi il follow a @Skande

Una volta letto l’articolo di Samuele Onelia, pensai di fare la mia prima mossa e di mettere il follow, su Twitter, a Riccardo Scandellari. La possibilità di questo social di seguire chi e quante persone mi pare, senza doverle necessariamente conoscere, è fantastica.
Quello che non mi aspettavo era di essere ricambiata e, ancora di più, non mi capacitavo che un altro professionista del web mi rispondesse o interagisse con me dandomi, addirittura, della lettrice raffinata. Raffinata, io?

L’attribuzione di una simile qualifica è dovuta al fatto che Fai di te stesso un brand, personal branding e reputazione online non fu l’unico dei libri che acquistai un anno fa (la pila in lettura la postai sul mio account Instagram e poi su Twitter).

Tra di essi c’era anche Il mestiere di scrivere di Raymond Carver e Scandellari, nel vedere il suo nome affiancato al noto scrittore americano, non poté fare a meno di sentirsi onorato per la mia raffinata scelta. Raffinata, quanto mi piace questo termine. Aspetta che gongolo ancora un po’… ok, fatto.

Non mi reputo una persona raffinata e l’aver letto tardi gli scritti di Carver non mi fa sentire tale, anzi, dov’ero quando dovevo leggerlo? Stesa sul letto con un Topolino in mano, concentrata solo ed esclusivamente sulle avventure di Paperopoli?

Ad ogni modo, il riscontro e la cortesia di Riccardo Scandellari mi hanno talmente affascinata che ho dato la precedenza alla sua pubblicazione. Carver me lo sarei gustato successivamente. Il bello dei libri è che non scappano, rimangono sempre a tua completa disposizione e non si offendono se li metti in coda.

Fai di te stesso un brand, gli appunti

Se il libro di Salvatore Russo l’ho praticamente letto in spiaggia, Fai di te stesso un brand di Riccardo Scandellari è stato trascritto a parte.

Quando non capisco qualcosa o voglio rifletterci meglio, la riscrivo. La scrittura, infatti, mi obbliga a fermarmi su quanto sto apprendendo e a concentrarmi meglio. Anche adesso, sfogliando i miei appunti, sono rimasta bloccata alla citazione di Pablo De Echanove, riportata da Scandellari in maiuscolo:

«La nostra identità digitale deve essere il più vicino possibile alla nostra vera identità. La costruzione del personal branding non significa creare un personaggio falso ed effimero».

Una delle domande che più mi si ripresentano e che penso tartassi anche te è, chi sono?

A tale quesito io stessa non saprei darmi risposta e per molto tempo mi ha impedito di aprire questo blog. Sono davvero io quella che scrive questo post? Oggettivamente, mi sembra di vedere una sognatrice, un po’ pasticciona ma tanto curiosa. Riflessiva, gentile e non poi così ignorante. Sono davvero così o sono come vorrei essere? E se mi muovo seguendo la seconda via, sono falsa ed effimera? Forse non dovrei dire che sono un po’ pasticciona, ma è la verità. Meglio effimera che falsa.

A queste domande Fai di te stesso un brand, Riccardo Scandellari non ha dato risposta perché, come dice anche Riccardo Esposito, la stesura di un post o la definizione della propria identità online processo avviene solo nella nostra solitudine. Sta a noi decidere chi o cosa siamo e come fare perché il messaggio arrivi.

Il pregio del libro azzurro sta proprio nell’aver indotto il lettore a porsi delle domande e ad attivarsi per cercare delle risposte plausibili. Nel mezzo sono stati forniti gli strumenti del web e qualche consiglio su come usarli al meglio.Forse non sto seguendo tutte le indicazioni fornite dall’autore e da chi ha contribuito alla stesura di Fai di te stesso un brand, personal branding e reputazione online ma è un ottimo punto di partenza sulla quale lavorare e, prima di immergermi anche nella lettura di Afferma la tua identità con il Net Branding, mi stampo (e ti riporto) un passo di James Frey, tratto da In un milione di piccoli pezzi (devo leggerlo!) e che apre e riassume, con vera raffinatezza, il libro di cui ti ho parlato oggi:

«Dicono che il bene è come l’acqua che nutre senza volerlo.
Dicono ‘Nel pensare aderisci al semplice e sii onesto’.
Dicono ‘Non confrontare o competere, semplicemente sii te stesso’.
Dicono ‘Riempi la tua ciotola fino all’orlo e traboccherà, continua ad affilare il tuo coltello e si spunterà’.
Dicono ‘Insegui il denaro e il tuo cuore non si disserrerà mai. Curati di quanto ti dicono gli altri e sarai sempre loro prigioniero».

Ricapitolando, ci sono ben tre libri da leggere, Fai di te stesso un brand, In un milione di piccoli pezzi e Afferma la tua identità con il Net Branding. Tu da quale inizi?

Autore: Riccardo Scandellari
Titolo: Fai di te stesso un brand, personal branding e reputazione online
Casa Editrice: Dario Flaccovio Editore
Pagine: 213
Anno di pubblicazione: aprile 2014
Prezzo di copertina: € 22

 

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9 Comments

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