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Quando cadrà la pioggia tornerò di Takuji Ichikawa: storia di amore e ricordi

4 maggio 2015
Quando cadrà la pioggia tornerò di Takuji Ichikawa

La pioggia mette malinconia e fa emergere ricordi che emanano un senso di perdita difficile da definire, ma tangibile, concreto. È uno stato d’animo come un altro eppure si ripresenta regolare, costante come le gocce piovane che bussano alla finestra. In questo frangente ho ripensato a un libro letto qualche anno fa, scritto da Takuji Ichikawa, edito Salani e intitolato Quando cadrà la pioggia tornerò. Sa di vero amore e di promessa e, quest’ultima, porta sempre un po’ di speranza e di felicità.

Vieni a scoprire con me questa storia commovente e da leggere tutta d’un fiato?
Quando cadrà la pioggia tornerò di Takuji Ichikawa

Quando cadrà la pioggia tornerò di Takuji Ichikawa: qualcosa sulla trama

Takuji Ichikawa parla in prima persona, si chiama Takkun, ha un figlio di 6 anni di nome Yūji, adorabile e affascinante come un principino inglese e una moglie, Mio, residente sul pianeta Archivio, il luogo dove le persone rivivono, conservate nel profondo del cuore di chi ne sente la mancanza.

Mio è l’amore di Takkun, l’ancora di salvezza e fulcro della sua felicità. La sua perdita è quindi dolorosa e, dati i suoi problemi fisici, la visione di lei corre sul filo di una memoria labile. Il cuore la ricorda, ma il cervello:

«Non riesce a dimenticare ciò che vuole scordare, né a ricordare ciò che vuole tenere a mente».

Questa malattia misteriosa del protagonista, causa di diversi disturbi che gli impediscono di stare in luoghi chiusi senza farsi sopraffare da un improvviso attacco di panico, lo porta a vivere con estrema ansia le sue responsabilità nei confronti del figlio e la paura di dimenticare Mio, alla quale deve la sua felicità e che lo rendeva in grado di fare qualsiasi cosa.

Unico amico di questo giovane padre addolorato, il professor Nombre, un anziano solitario convinto, a ragione, che:

«Anche la vita banale di un uomo ha i suoi contenuti».

Non è una persona vuota quindi e quando viene messo a conoscenza dell’intento di Takkun di scrivere un romanzo che narri la sua storia con Mio, egli risponde:

«I romanzi sono il nutrimento dell’anima. Una luce che rischiara le tenebre e un piacere più grande dell’amore».

E così Takkun comincia a raccontare fino a quando, inaspettatamente, Mio ricompare in carne ed ossa, per vedere come se la sta cavando la famiglia che ha dovuto lasciare.

Leggere Quando cadrà la pioggia tornerò: impressioni generali

Ti confesso che ho dovuto rileggerlo per fare mente locale e per capire perché il libro di Takuji Ichikawa mi è piaciuto tanto.
Il linguaggio è così semplice che mi è bastata una giornata per giungere all’ultima pagina, ma già dalle prime mi sono sentita emotivamente coinvolta. Mi sono immaginata lo scrittore nell’atto di eseguire un lavoro delicato, ogni sentimento veniva adagiato con cura sulla carta, le parole scelte si tramutavano in oggetti disposti con grazia, come se fossero estremamente fragili eppure capaci di sprigionare una forza impossibile da misurare. Questa immagine mi ha accompagnata lungo tutta la narrazione, facendomi sorridere e piangere. Quando cadrà la pioggia tornerò è come una carezza, non ti stringe il cuore ma, in un certo senso, lo fa vibrare a favore dei protagonisti e della loro storia.

È stato dolce ripercorrere, a piccoli passi, come Mio e Takkun si sono innamorati, sposati e dedicati l’uno all’altra. I gesti più banali diventano straordinari ed espressioni comuni come il dare il buongiorno al mattino o il domandarsi sul benessere fisico ed emotivo dell’altro assumono, nel rapporto di coppia, il terreno sul quale fiorisce e si rinforza il sentimento amoroso. Quello vero, quello costruito con responsabilità e che fa stare bene perché fondato sul sentirsi vicini:

«L’amore di due persone serie, diveniva pian piano, con calma e riservatezza, sempre più profondo. Un grande lusso, in questo mondo così affaccendato».

Tuttavia, malgrado la perdita:

«La vita continua. Anche se le separazioni si ripetono, anche se veniamo portati in posti lontani l’uno dall’altro. La vita continua …»

Nonostante questa verità fondamentale però la felicità esiste, si sceglie e si decide di avvicinarsi e rimanere presenti alla vita e nella vita. Almeno, questo è quello che io ho provato leggendo Quando cadrà la pioggia tornerò perché la promessa più importante che un essere umano può fare a un altro è quella di rimanergli accanto, qualsiasi cosa accada e Takuji Ichikawa, scrivendo questa storia, l’ha mantenuta.

Non ti posso rivelare tutti i dettagli però spero tanto di essere riuscita a spiegarti ciò che ho provato leggendo questo romanzo. Mi sono innamorata di un libro, di nuovo…

Autore: Takuji Ichikawa
Titolo: Quando cadrà la pioggia tornerò
Titolo Originale: Ima, Ai Ni Yakimasu
Traduzione: Marcella Mariotti
Casa Editrice: Salani
Pagine: 265
Anno di pubblicazione: Settembre 2008
Prezzo di copertina: € 13

Photo Credits: immagine in evidenza via Pixabay.com

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2 Comments

  • Reply Leggere Autostop con il Buddha di Will Ferguson – ParoleOmbra 3 giugno 2017 at 7:04

    […] complessa e sfuggente. Se deciderai di sostare su questo blog, potresti trovare interessanti anche Quando cadrà la pioggia tornerò di Takuji Ichicawa, i libri di Banana Yoshimoto e la storia di Haiku e Saké di Susanna […]

  • Reply Recensione: Autostop con il Buddha di Will Ferguson 26 agosto 2017 at 23:03

    […] complessa e sfuggente. Se deciderai di sostare su questo blog, potresti trovare interessanti anche Quando cadrà la pioggia tornerò di Takuji Ichicawa, i libri di Banana Yoshimoto e la storia di Haiku e Saké di Susanna Tartaro. Preferisci fare […]

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